Anno 3 - Giorno 332
Martedì, 09 febbraio 2010
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Le pagelle di...

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Vigor Lametia - Avellino

Apuzzo M.: 7,5
Meola A.: 7,5
Puleo S.: 6,5
(Dal 46' Caso P.: 7)
Patti M.: 7
Esposito M.: 6,5
Rega F.: 6,5
(Dal 67' Serao G.: 6)
Viscido P.: 7-
D'Angelo A.: 7
D'Isanto A.: 7,5
Majella R.: 6
(Dal 63' Biancone C.: 6)
Romano G.: 7

All. Marra S.: s.v.

Ultime discussioni

IN CALABRIA L'AVELLINO DI DOMENICA E' STATO VISTO COSI':-

Vigor Lamezia 1 - Avellino 2 Lamezia Terme - Marcatori: 10'pt Romano, 45'pt D'Isanto, 29'st Chiricò


L’Avellino espugna il Guido...

Ultima gara


Vigor Lametia
1 - 2
Avellino
Dom, 07-02-2010 14:30
Vigor Lametia, stadio "Comunale Guido D'Ippolito"

Classifica

Programma

Classifica

6 Rosarno 33
7 Sapri 30
8 Nissa 29
9 Avellino 29
10 Sambiase 26
11 Messina 26
12 Hinterr. 25

Ultima gara

Programma

Programma


Avellino
  VS  
Hinterreggio
Dom, 14-02-2010 14:30
Avellino, stadio "Partenio"

Ultima gara

Classifica

Accadde oggi... 9 febbraio
Gare (7)
2009
Cittadella - Avellino
4-0
2008
Avellino - Frosin.
0-1
2003
Paternò - Avellino
1-0
1997
Avellino - Giulianova
1-0
1992
Avellino - Piacenza
0-1
|
Nati (2)
1980
Dario Rocco
(30)
1971
Marco Giannitti
(39)
|
Scomparsi (0)
Nessuno scomparso
© Pianeta BiancoVerde S.r.l.
31-01-10 Avellino-Viribus U. 2-3 (foto E. Picariello)
Dom, 07-02-2010 22:09
Ancora una bellissima trasferta
Ven, 05-02-2010 21:56
A Lamezia senza Romano?
Mar, 26-01-2010 12:05
Bilancio di metà stagione
Lun, 25-01-2010 11:10
Eran duecento...
Gio, 21-01-2010 21:57
Romano: "Ora occorre reagire"
Il Pianeta in trasferta
Ancora una bellissima trasferta

Ancora una trasferta felice per l'Avellino che in quel di Lamezia vince, con grande merito, una partita che alla vigilia si presentava tutt'altro che facile.
E ancora tanta soddisfazione per noi tifosi che non pensiamo neanche per un attimo di abbandonare la squadra fuori casa nonostante le delusioni casalinghe.
Il viaggio verso la nostra meta inizia con non poca preoccupazione, dal momento che il tempo non è dei migliori e temiamo di trovare neve sull'Appennino calabro.
Fortunatamente i nostri timori si rivelano infondati... a parte la pioggia che ci accompagna per tutto il viaggio e qualche fiocco di neve sul punto più alto del tragitto, non abbiamo nessun problema e raggiungiamo la cittadina calabrese in poche ore.
Abbiamo da poco occupato il settore ospiti e aspettiamo l'ingresso delle squadre, quando vediamo invece comparire sul terreno gioco l'arbitro e i due capitani delle squadre... inizialmente non capiamo ma poi ci è subito chiaro il motivo. Il terreno di gioco è stato reso pesantissimo dalle abbondanti piogge e il direttore di gara vuole verificare la possibilità o meno di giocare la partita.
Passano i minuti e l'arbitro, per niente convinto, continua a testare il terreno; dal nostro settore iniziamo a urlare la nostra rabbia e non solo per il timore di aver fatto tanti chilometri invano... questa partita è troppo importante e noi vogliamo giocarla a tutti i costi.
Finalmente l'arbitro decide per il si e permette alle squadre di entrare in campo.
Inizia così la partita con circa 20 minuti di ritardo anche perché il direttore di gara chiede di ridisegnare le linee dell'area di rigore che sono praticamente invisibili,
Il campo non è certo nelle condizioni migliori e la palla effettivamente è difficile da giocare, ma nonostante questo i biancoverdi (quelli dell'Avellino) ci mettono tutta la grinta e il cuore necessari e vanno due volte in vantaggio.
Emozionante l'esultanza di Romano che si batte ripetutamente la mano sul cuore correndo sotto il settore ospiti.
Ha smesso di piovere ormai da un'ora quando inizia il secondo tempo e il manto erboso diventa decisamente più praticabile; i calciatori lamentini provano più volte a cercare di accorciare le distanze ma la nostra difesa è attenta a non farsi sorprendere grazie anche ad una prestazione superlativa del nostro portiere.
Riusciranno a segnarci, ma una sola volta e in superiorità numerica, e da quel momento per noi la partita diventa al cardiopalmo... 25 interminabili minuti che viviamo intensamente fino all'esplosione di gioia finale.
All'uscita dello stadio alcuni tisosi locali si fermano a chiacchierare amabilmente con noi e si complimentano per la nostra squadra, a loro dire, veramente forte e che inspiegabilmente non riesce ad esprimersi al meglio tra le mura amiche. Li ringraziamo per la bella accoglienza e ci allontaniamo a bordo dei nostri pulmini mentre altri tifosi lamentini ci salutano con simpatia.
Che dire? Davvero una bella trasferta!!!!!

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Basket point
Bilancio di metà stagione

Finito il girone d’andata, è il tempo dei bilanci di metà stagione. Sicuramente positivo quello dell’Air: 80% di salvezza assicurata, sesto posto e Final Eight per il terzo anno di fila, ed infine la sorpresa dell’assegnazione dell’organizzazione di quest’ultimo evento, dopo che tutti i segnali erano in direzione di una riconferma di Bologna. Nel caos attuale della pallacanestro italiana, tra scandalo arbitri, caso-Napoli e lotte di potere, ormai non ci meravigliamo più niente. Ora spetterà a tutte le componenti, società, istituzioni, cittadinanza, rendere questo evento un motivo di orgoglio e non di rimpianto o imbarazzo. Tornando agli aspetti tecnici, l’Air è stata quella che ci aspettavamo: una squadra operaia, che basa le sue vittorie sulla difesa e sul gioco in transizione dove Brown, pur con i suoi eccessi, è un maestro, tanto che le statistiche dicono che Avellino è la squadra dove il contropiede ha la maggiore incidenza nella produzione offensiva. Molta fatica si fa nel gioco a difesa schierata, prova ne sono le difficoltà incontrate contro squadre dalla difesa molto fisica (Siena, Milano) o che inducono gli avversari a “pensare” (V.Bologna).D’altronde il talento della squadra è quello che è, e onestamente, dopo quindici partite, possiamo sentenziare che la scelta di Nelson non è stata felicissima: non per il valore in sé del giocatore, che ha doti atletiche favolose e un’attitudine al sacrificio e al gioco di squadra notevoli, quanto per le sue caratteristiche, in quanto Avellino avrebbe bisogno di un giocatore di maggior talento, con più punti nelle mani. Non è un caso che la produzione offensiva dello statunitense venga principalmente nei primi due quarti, mentre quando la partita si decide, e c’è bisogno di chi fa canestro, Pancotto si affida a Porta o Lauwers. Altrettanto francamente pensiamo che in questo momento sia inutile pensare a un sostituto, a meno che si vogliano inseguire traguardi più ambiziosi della salvezza e, soprattutto, il cambio non comporti un incremento delle spese societarie. Per quanto riguarda i singoli, Brown si è confermato il leader indiscusso delle squadre, e anche le sue forzature devono essere accettate in virtù del fatto che è l’anima tecnica ed emotiva della squadra. Bene l’Akyol post-infortunio, in crescita soprattutto dal punto di vista della continuità. Troutman è in ripresa dopo un periodo di appannamento che ha seguito un avvio strepitoso: a volte denota problemi di concentrazione, a volte cade in falli ingenui, ma il suo lavoro sotto le plance è fondamentale, così come quello di Szewczyk, che non ha molta continuità offensiva e non sta tirando benissimo dalla lunga, ma si è rivelato molto più prezioso del previsto a difesa e a rimbalzo. Ci aspettiamo di più dalla panchina, che ha dato un contributo molto alterno: Porta, Lauwers e Dylewicz, quest’ultimo in calo dopo un buon inizio, forse condizionati anche da continui acciacchi, posso avere un impatto molto più significativo di quello avuto finora. Tra i due italiani da panchina, inaspettatamente più utile l’apporto di Casoli che quello, impalpabile, di Cortese. Dando uno sguardo nel complesso al campionato, si conferma il grande equilibrio alle spalle della solita cannibale: segnale di un campionato che può regalare emozioni perché nessuna partita è scontata, ma che non è di livello eccelso e che fatica a trovare una seria alternativa a Siena perché nessuna delle presunte grandi ha avviato una programmazione simile a quella dei bianco verdi toscani. Così Milano si ritrova appaiata alla sorprendente Caserta dopo il solito avvio ad handicap ma continua a non convincere, la Benetton avvia un progetto giovani senza però una guida in campo (il playmaker, fondamentale) e provvede ad un imbarazzante esonero (anche se affidarsi a Repesa è stata, almeno per quel che sono i programmi societari, un’ottima scelta), la Virtus Bologna è ancora lontana dall’essere competitiva ai massimi livelli e Roma continua ad annaspare vittima delle proprie incomprensibili scelte tecniche. Molto bene Cantù e Montegranaro, come Avellino non attese a questo livello, bene anche la Varese del Pilla, stabile tra le prime 8 Biella, condizionata anche dai molti infortuni, in difficoltà Teramo (per scelte sbagliate, infortuni e partecipazione all’Eurocup), Cremona (cattiva scelta degli esterni americani) e Ferrara (che però con l’arrivo di Ford dimostra di essere viva e lotterà fino alla fine), in ripresa Pesaro dopo un avvio shock. Niente da dire sulla farsa Napoli, pagina nerissima del basket italiano. Cosa aspettarci dal ritorno? Milano al secondo posto, la risalita di Roma, lotta serrata per i playoff che come al solito coinvolgerà molte squadre, probabile invece una volata Cremona-Ferrara per la salvezza. Ma il solito scontatissimo finale…

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Dal libro dei ricordi
L'anno che è passato

L’anno che è passato incominciò nel migliore dei modi, con una notizia “intima e riservata”, direbbe la bambina di “Io speriamo che me la cavo”, portataci il Primo Gennaio da Geremia, Lupone61: “Ho saputo che sono stati pagati gli stipendi a tutto il 30.9.2008 con scadenza al 31.12.2008….Qundi è scongiurato, almeno per ora, la possibilità di ricevere altri punti di penalizzazione. Ogni tanto da questa società arriva anche una buona notizia! Ora, avanti con il rafforzamento della squadra e speriamo che questo 2009 ci porti la prima salvezza (sul campo) in B del 21° secolo!”.

Meno di 12 secondi ed Aldair urlò: “W Lupone61”, aggiungendo anche che “Chi dà buone notizie il primo dell'anno dà buone notizie tutto l'anno”. Il Geremia foriero di buone nuove lo stiamo ancora aspettando, 365 giorni dopo. Ma non è colpa sua, ovviamente.

Il 5 gennaio ci fu l’amichevole con la Paganese dello “Special One dei poveri”, tale Eziolino, ma più che della partita quel giorno si parlò della mancata presenza di Pellicori; assenza che venne interpretata come conferma della sua imminente partenza. L’ufficialità la si ebbe da lì a poco, prima l’annuncio sul sito ufficiale del Grosseto e poi su quello dell’Avellino: scambio Pellicori-Sforzini. Un doppio colpo della nostra dirigenza: partì un calciatore che tanto aveva dato il campionato scorso e ancor di più aveva rotto in questo successivo ed arrivò un attaccante forte e, soprattutto, motivato. Felice Pellicori, felici tutti noi.

“E cosa vuoi di più dalla vita?”, pensammo allora. Avremmo recuperato, finalmente, De Zerbi, avremmo avuto, altrettanto finalmente, un attaccante e non più un fantasma. “Una punta di riserva”, risposi io e risposero in tanti. “Aubameyang basta e avanza”, disse Pugliese e dissero altri, per la serie ‘o sparagno nunn'è mai guadagno.

Qualche giorno dopo a lasciare l’Avellino fu il Dott. Lanni. Il 7 gennaio l’annuncio ufficiale. Ne fummo dispiaciuti: con il dottore, quel giorno, andarono via anche quelle indimenticabili esultanze, tipiche di un un tifoso grandissimo e mai cresciuto.

Il 10 gennaio quel che avevamo immaginato ci apparve realtà: 4 a 3 sul Modena, splendido De Zerbi, autore di due grandissimi goal, e “presentazione” di Sforzini con tutto il repertorio del centravanti completo, rete compresa. Potevamo credere più che mai ad un 2009 che finalmente ci risparmiasse ciò che i suoi colleghi più giovani ci avevano puntualmente consegnato.

La domenica successiva ci fu la conferma di una squadra che mostrava il coraggio, la fame e la sfrontatezza del suo allenatore, quel Campilongo arrivato a sostituire Incocciati: grande prestazione e pareggio per 1 a 1 sul difficile campo dell’Empoli. Ancora in goal, e che goal, Sforzini su assist di Roberto De Zerbi.

Ma fu nella seconda consecutiva trasferta, il 24 gennaio, a Livorno, che realizzammo che mai come questa volta avremmo potuto salvarci. In casa di una grande, una prova bellissima dell’Avellino ed al fischio finale tanto rammarico si impossessò di noi: al 91mo, su un capolavoro di De Zerbi, Koman sprecò l’incredibile occasione per tornare a casa coi tre punti. “Sognavamo l’America”, per dirla con parole altrui.

Le partite successive, a cominciare dalla sconfitta casalinga con la Triestina, ci riportarono tutti coi piedi per terra: se salvezza sarebbe stata l’avremmo ottenuta faticando e sputando sangue fino all’ultimo secondo dell’ultima gara. Il timbro a questa nostra dimensione lo mise la 24ma giornata: sonora sconfitta patita a Cittadella, 4 a 0 e tutti a casa. Era il 9 febbraio. In seguito registrammo pareggi, sconfitte, la vittoria col Vicenza ed un clamoroso furto subito contro il Mantova: Locatelli e l’arbitro, quel giorno, 9 marzo, scrissero una brutta pagina di sport.

Il 5 aprile, col 3 a 0 rifilato all’Ancona, opera di una convincente prova collettiva e soprattutto del duo delle meraviglie De Zerbi-Sforzini (due reti il primo, una il secondo), si chiuse il nostro campionato, esattamente il giorno nel quale ci appariva nuovamente in discesa il cammino che avrebbe dovuto portarci alla salvezza. Quella vittoria ci ridiede entusiasmo per qualche ora, il tempo di registrare due brutte notizie, commentate così da Aldair "Tutte (ma proprio tutte) le nostre chances salvezza affidate ai gemelli del gol ed entrambi fuori. Eccheccazz!!!!" e così da LupoDan "Ormai 'a jatta nera quanno ci vere si fa 'na rattata". Si trattava degli infortuni di Sforzini e di De Zerbi; non li avremmo visti più giocare, al loro posto Aubameyang e Visconti. Per la serie 'o cane mozzeca 'o stracciato.

Il prosieguo fu semplicemente un aggrapparsi alla speranza folle del tifoso; in realtà, lo pensavo allora, lo penso oggi, il 5 aprile finì il nostro campionato, pur non mancando qualche momento in cui sembrò comparire una “lenza” di sole. Assai tiepida, certo, ma il cuore del tifoso si scalda con poco.

Il 23 maggio ci lasciò per sempre Arcangelo Iapicca, l’indimenticato presidente che portò l’Avellino in serie A. Come erano lontani quegli anni, collocati un angolo del mio cuore, un cuore pieno della sofferenza per l’ennesima retrocessione e della preoccupazione per il futuro che, sentivo, sarebbe stato nero come mai. Ero convinto, non solo io evidentemente, che l’Ill.mo A. D. Signor Massimo Pugliese, che nel frattempo aveva completamente abbandonato squadra e tecnico al loro destino, di lì a poco avrebbe aperto il cassetto e ricacciato fuori quei comunicati e l’intenzione manifestata l’anno precedente e accantonata solo perché Franza “gli aveva rubato l’idea”, regalando a lui ed a noi nuovamente la serie B.

Attendemmo poco: il 31 maggio, con la sconfitta casalinga contro l’Empoli si chiuse il campionato ed il 2 giugno il postino biancoverde bussò alla porta dei tifosi e consegnò l’attesa e temuta missiva:
“Al termine della stagione calcistica, comunico ufficialmente l’intenzione che questa proprietà già l’anno scorso aveva maturato e che non aveva poi posto in essere, nella speranza che altri imprenditori manifestassero la volontà di rilevare il club.
Tale intenzione, visti gli impegni legati alle importanti e complesse iniziative imprenditoriali avviate, non può più essere accantonata.

Per questi motivi:
a) La U.S. Avellino, se ancora controllata dall’attuale proprietà, non iscriverà la squadra al prossimo campionato di Lega Pro.
E poi…bla….bla…bla…bla…bla”
.

Cominciò così quella tarantella pugliesiana che sarebbe durata fino al 9 luglio quando l’Ill.mo A. D Massimo Pugliese confermò con un comunicato la decisione di chiudere quella che per lui era una puteca e per noi un libro scritto e letto in anni di amore e passione veri. Venne il 10 luglio, il giorno in cui Pugliese, non senza complici, uccise il lupo e noi. Avevamo urlato “Fate presto”, ci avevano risposto con le slide di una comica fondazione, presentate in una non meno comica conferenza stampa e con cordate certe ("noi siamo seri, preferiamo lavorare in silenzio e non fare campagna elettorale") fatte di cinque imprenditori e poi della metà e poi di uno che era andato a Napoli a cercare soci l’ultima sera utile. Non mancarono neanche “scuuuup biscardiani” (il giorno di Fantoni e chi lo dimentica). La lunga notte del 10 luglio la trascorsi a scrivere la storia di quei quaranta giorni, terminava così: “E fu così che, tra poker, mosca cieca, e giochi di guerra, questi ed altre comparse incappucciate hanno ucciso il lupo ed una storia lunga quasi un secolo. Io non li perdonerò mai. MAI!”

Quaranta giorni, una storia stracciata e poi il senso di vuoto, la paura, la solitudine del tifoso, lo sbandamento, la disperazione. C’era tutto e non le lacrime, però. Per quelle avrei dovuto attendere alcuni giorni, purtroppo: il desiderare che le lacrime bagnino il proprio viso è la certificazione di quanto forte sia il dolore che sta stritolando un uomo.

Dolore che esplose rabbioso il 16 luglio. Quel giorno LupoDan, il più grande cantore della nostra storia ci consegnò “The wolf”, 2’ e 57’’ di struggente passione, di malinconia e di speranza. Dopo un po' guardai quel filmato, sentii freddo e poi urlai sul forum: “Arrestatelo…per il male che ci ha fatto, arrestatelo”. A Daniele i tifosi dell’Avellino devono tanto, io devo anche di più: qualche giorno dopo mi giunse un suo regalo ed un pvt, grazie a lui iniziai a capire ed a credere nel fatto che almeno la speranza che LupoDentrooo potesse ancora vivere la dovevo a me stesso. Mi aggrappai a quella speranza e faticosamente provai a scuotermi.

Si cominciò a parlare di "Lodo dei Poveri", di cordate. Comparvero i Nusco, i Casale, i Taccone, qualche altro e si rifece vivo anche l’Ill.mo A. D. Massimo Pugliese: nun sia mai fossimo riusciti a cancellarlo dalla mente. A conferma delle voci, il 23 luglio, il sito ufficiale annunciò che
“Nella mattinata odierna l’U.S. Avellino ha provveduto a depositare presso la FIGC e la Lega Nazionale Dilettanti richiesta per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie D”. Nello stesso comunicato ci informava che ora avanzava una risposta:
“Alla nostra richiesta seguirà la risposta da parte della FIGC e della Lega Nazionale Dilettanti, probabilmente dopo aver interpellato il Sindaco di Avellino”.

E la risposta giunse: “Cumpà…ci vogliono i soldi, mica caramelle. Devi pagare questo…questo…questo e questo… ”.

Come la prese Massimo Pugliese? Ce lo fece sapere con il comunicato del 3 agosto:
“Resto esterrefatto della richiesta pervenutaci dalla F.I.G.C…”

Esterrefatto! L’uomo delle meraviglie si meravigliava, era sbalordito, stupito, trasecolava. Ma esterrefatto è anche sinonimo di atterrito, spaventato. Credo che l’abbia usato in questo senso il termine in questione: quando doveva cacciare i soldi si metteva sempre paura.

Il 10 agosto, qualche minuto dopo le 19, anticipata di poche ore dalla presentazione del tecnico D’Arrigo, giunse la comunicazione ufficiale della determinazione della Federazione: il calcio ad Avellino ripartiva dalla cosiddetta “Cordata Taccone”. Avellino.12 il suo nome. Non esisteva nulla e c’era tutto da fare. Due giorni dopo iniziammo a conoscere i primi nomi ed i primo volti: Inserra, Romano, Lonardo, De Rosa, De Angelis, De Simone e Viscido, questi i primi sette calciatori di una squadra tutta da costruire e tutta da scoprire.

Intanto, un altro ragioniere, non più Macalli, ma Tavecchio, commissario straordinario, aveva stabilito i gironi ed inserito l’Avellino in quello con le squadre siciliane e calabresi: nel girone I, con altre due campane, la Viribus Unitis ed il Sapri. Poi Acicatena, Mazara, Adrano, Modica…ed io pensai: “Grazie Pugliese, grazie ancora. Che Iddiò ti possa ripagare degnamente”.

Il 14 agosto i calendari: debutto in trasferta, a Sambiase, il 6 settembre. Ormai ero pienamente dentro questa nuova avventura, mi restava ancora da scoprire che tifoso sarei stato e quanto della mia passionalità e del mio modo di vivere il tifo da eterno bambino sarebbero sopravvissuti al “dramma” del 10 luglio.

La risposta la ebbi il 23 agosto. Partita di Coppa Italia, serie D, contro la seconda squadra di Benevento. Rimisi piede al Partenio, il posto di sempre. Pochi istanti di gioco, l’arbitro non fischiò un fallo a nostro favore, scattai di corsa lungo le scale ed urlai: “Curnùùùùù è punizioneeeeeee”. Che bello: ero sempre io, lo stesso tifoso di sempre, le emozioni di sempre, la gioia e la sofferenza di sempre ed anche i capelli sudati come sempre, al termine della partita. Il Papillon dei tifosi: “Maledetti bastardi, sono ancora vivo”.

Prima e dopo il 23 agosto: festa di matrimonio e funerale.

Il 20 agosto, anticipatomi da Gino, poi da una telefonata di Puleo ed infine confermato dal sito ufficiale, il ritorno del calciatore degli ultimi anni della storia dell’U.S. Avellino che più ho apprezzato ed amato: Biancolino tornava a vestire la maglia biancoverde. “Il pitone è qui” urlarono i tantissimi tifosi presenti al Roca di San Tommaso e furono baci, abbracci e foto. Il 25 agosto la rottura, l’addio, “il tradimento”, le feroci accuse ed il funerale di certi sentimenti.

A ripagarmi della collera e della delusione patite, dopo giorni di interminabile attesa, provvide il 3 settembre: mancavano pochi minuti alle 20 quando Simone Puleo mi annunciò il suo arrivo per l’indomani. Il giorno dopo ero ad attenderlo all’aeroporto di Capodichino, in quel luogo che a luglio mi aveva visto consumare una delle ultime illusioni.

Il 6 settembre la prima giornata di questo campionato per noi sconosciuto. Pareggio per 1 a 1 a Sambiase.

La prima vittoria giunta soltanto alla ottava giornata, il 25 ottobre, con un rotondo 4 a 0 al Modica.

Il 22 novembre, secondo tradizione del calcio, ma di Avellino ancor di più, a pagare per la deficitaria classifica, ben al di là di quanto anche il più cauto o pessimista dei tifosi avesse mai potuto immaginare, è il tecnico D'Arrigo, esonerato e sostituito da Marra. Sasà è giovane, è un debuttante, avrà da crescere, ma è una persona seria e desiderosa di legare il suo nome ad un'altra impresa in biancoverde. Spero che gli sia data la possibilità di un lavoro nel tempo.

Il resto è storia recente di una storia giovane e tutta da costruire. Abbiamo appena cominciato a farlo, in questa seconda parte dell’anno che è passato non senza averci prima consegnato l’ultimo dispiacere: la morte di Edio Alvino, la voce storica di domeniche lontanissime nel tempo ma non nei ricordi.

Un giorno anche l’anno che è passato sarà un ricordo, lontano eppure sempre vivo. Un ricordo che continuerà a fare male. Parecchio. Una volta ho scritto: “Gran parte della nostra vita non è l’Avellino, eppure l’Avellino è molto della nostra vita. Di cadute questa nostra squadra ce ne ha regalate tante, ci siamo sempre rialzati, abbiamo saputo leccarci le ferite, accettare le cicatrici, attendere che il tempo le chiudesse e, poi, abbiamo imparato a considerarle parte imprescindibile della nostra anima biancoverde”.

Quel giorno io voglio esserci.

Buon anno al lupo, buon anno a voi!

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Interviste
Dom, 07-02-2010 17:41
Puleo. "Siamo una squadra incredibile"

AVELLINO - Il capitano finchè è stato in campo ha combattuto e lottato offrendo una buonissima prestazione, confermando i progressi continui che lo stanno portando ai livelli che gli competono, poi ha chiesto il cambio per un problema muscolare. Al termine della gara Puleo ha manifestato la sua gioia per questa ennesima convincente prova in trasferta dei lupi, ma anche la sua incredulità per i due volti dei biancoverdi. Infine ha parlato del problema fisico che gli ha impedito di continuare:
"Vedremo martedì, non dovrebbe essere qualcosa di grave, ho  sentito un indurimento al muscolo ed ho chiesto il cambio per paura di guai maggiori, visto il campo su cui stavamo giocando. Al di là della mia prova e del mio problema, oggi, quel che conta è l'essere tornati a casa coi tre punti. Era importante vincere dopo una settimana difficile ed abbiamo vinto, confermando che siamo una squadra incredibile, capace di vincere cinque volte in trasferta e poi di rovinare tutto al Partenio. Oggi la prestazione e la vittoria assumono un valore enorme perché ottenute contro quella che a mio avviso è la squadra più attrezzata tra quelle in lotta per la promozione, una squada che in casa non aveva mai perso e pareggiato poche volte. Dico la verità, dal campo avevo l'impressione che oggi non avremmo mai perso, potevamo giocare per ore, non per demerito degli avversari ma perchè eravamo concentrati e cattivi come non mai".

Da vero leader le sue parole a Meola, autore di una prova maiuscola:
"Sono davvero contento che oggi abbia fatto una grande partita. Prima della gara gli ho detto che, come lui, io ho perduto il papà e so bene cosa significhi; per cui, l'ho invitato a lottare e giocare offrendo tutto il meglio di sè per onorare la memoria di suo padre. Voglio ringraziare quei 1500, 2000 tifosi che, nonostante le tante delusioni, continuano a seguire l'Avellino".


Romano è stato in dubbio fino all'ultimo, poi è sceso in campo ed ha sfoderato l'ennesima prestazione maiuscola, rovinata dalle decisioni arbitrali. La gioia per il goal e per la vittoria si scontrano però con la delusione per l'espulsione che lo costringerà a guardare dalla tribuna la prossima sfida casalinga:
"Non ho simulato, sia nella prima che nella seconda occasione. La prima volta ho subito un fallo nettissimo, davvero non riesco a capire come abbia fatto l'arbitro a non vedere bene; nella seconda occasione, anche se meno netta, non ho simulato, sono stato toccato. Purtroppo l'arbitro ha visto e deciso quel che ha voluto. Sono contento per la grande partita, ma sono nervoso perché sarò squalificato. Al termine della gara ci siamo chiusi nello spogliatoio ed ho detto ai compagni che questa settimana non dovremo abbassare la guardia e dovremo lavorare tantissmo. Sì, ero in dubbio ma ci tenevo a giocare perché era una sfida importante in un momento assai delicato, volevo esserci a tutti i costi e sono contento perché, assieme alla squadra, ho fatto una grande prestazione. Apuzzo è un grandissimo portiere, ha una carriera importante, non lo scopriamo oggi, il mister lo ha chiamato in campo per l’infortunio di Giordani e lui si è fatto trovare pronto. Oltre alla tante parate, devo dire che ci dà sicurezza".

Ad un certo punto, si è visto Romano rimproverare duramente D'Isanto, è lo stesso "Cobra" a spiegare il perché
"D’Isanto aveva fatto un fallo ed era andato a chiedere scusa all'avversario che, però, ha reagito male; il mio compagno, invece di lasciar perdere, si è lasciato coinvolgere in una pericolosa lite. Allora, l'ho tirato da parte e gli ho detto di smetterla perchè avrei messo le mani addosso a chiunque si fosse fatto espellere, oggi. Vorrà dire che ora dovranno essere gli altri compagni a metterle addosso a me".

Il tecnico dell'Avellino, Marra, sorprendendo solo chi non ne conosce il carattere, al termine della gara ha manifestato la sua rabbia:
"Io oggi sono arrabbiatissimo perché penso a quello che vanifichiamo in casa ed al fatto che potevamo avere un’altra classifica. La grande prova di oggi, contro un forte avversario, è la conferma dell'enorme potenzialità di questa squadra. Che dire? Portiamoci a casa questa grande prestazione, coronata dalla vittoria, ed evitiamo voli pindarici, tutti, a cominciare da me. Al termine della partita non c'era la stessa euforia di Sapri, nonostante l'avversario di oggi sia di grande valore, perché si è voluto partire da subito evitando qualsiasi eccesso di euforia. La prossima settimana di lavoro l’affronteremo in maniera diversa rispetto a quelle che hanno fatto seguito ad altre vittorie esterne; forse, in passato è stato anche colpa mia che allentavo un poco la presa. Ora non facciamoci del male, sarebbe bello poter guardare in alto al primo posto, ma la realtà ci dice che dobbiamo pensare solo a raggiungere i play off".

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Campionato
Ven, 05-02-2010 21:56
A Lamezia senza Romano?

Gli infortuni non smettono di flagellare l'Avellino: nella settimana di preparazione alla gara con la Vigor Lamezia si sono, infatti, fermati Giordani per un dolore alla spalla, De Angelis per problemi muscolari e Moscarino per una contusione. Le loro defezioni si aggiungono a quella, forzata, di Licciardi, squalificato per un turno dal giudice sportivo, e a quella probabile di Romano, anch'egli alle prese con fastidi muscolari che lo hanno costretto a svolgere lavoro differenziato. Il bomber biancoverde dovrebbe però partire almeno dalla panchina, insieme a Biancone ancora non al meglio della condizione.
L'undici titolare dovrebbe quindi vedere il ritorno di Apuzzo tra i pali e di Moreno Esposito sulla corsia di sinistra a competare una linea difensiva composta da Caso, Puleo e Patti. A centrocampo confermata la linea verde con Rega, D'Isanto e Viscido al cui fianco giostrerà uno tra D'Angelo e Fanelli mentre l'attacco sarà affidato alla coppia Majella-Tarquini.

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Interviste
Gio, 28-01-2010 09:32
D'Isanto: "Ora dobbiamo vincere in casa"

AVELLINO - La domenica precedente, nella gara terminata in parità col Sambiase, D’Isanto si era reso protagonista di una grande giocata e di una conclusione respinta dal palo, poi ribadita in rete da Majella; a Sapri ha realizzato un gran goal con un tiro dalla lunga distanza. Il talento di certo non gli difetta, ha dovuto solo attendere di superare un lungo infortunio e poi di trovare condizione e continuità:
“E’ stato davvero un bel goal. Ma a questo punto non conta determinare il goal più bello, a Sapri serviva solo una vittoria ed il portare i tre punti a casa. Sul piano personale ora va bene e finalmente posso esprimermi come desidero: amo partire dalla sinistra, puntare l’avversario e cercare la conclusione. Spero che per me e per la squadra ora ci sia quella continuità mancata per tanti motivi”.

Non è la prima volta che l’Avellino si esprime benissimo in trasferta, già in altre occasioni si sono registrate vittorie fuori dalle mura amiche che sembravano potessero rappresentare la svolta in un campionato che non ha mantenuto le attese. Ora si spera che alla vittoria di Sapri faccia seguito quella con l’altra compagine campana, la Viribus Unitis, prossima avversaria dei lupi:
“Ci siamo ripromessi di evitare tabelle e programmi a lunga gittata, pensiamo ad una partita alla volta. Domenica vogliamo fare bene e vogliamo ottenere un’altra vittoria. Purtroppo, in casa fino ad ora abbiamo raccolto davvero poco, domenica dobbiamo scendere in campo concentrati al massimo e determinati a prendere i tre punti in palio. Bisogna vincere e basta".

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Interviste
Gio, 21-01-2010 21:57
Romano: "Ora occorre reagire"

AVELLINO - Romano, indiscutibilmente il calciatore che ha, più di tutti, risposto positivamente alle attese, profondo conoscitore della categoria, cerca di scuotere la squadra e l'ambiente dopo il deludente risultato del doppio turno casalingo:
"Purtroppo, aver collezionato un solo punto nelle due gare disputate al Partenio lascia segni nella testa. E' chiaro che ad essere delusi lo siamo anche noi calciatori. Ora però occore reagire, la partita di Sapri è l'ennesima occasione che questo campionato ci offre. Dobbiamo scendere in campo con la mente sgombra e dobbiamo cercare i tre punti. Una vittoria ed una continuità di risultati sono possibili e sono l'unica medicina che conosco. Le parole non servono".

Da più parti si assolvono, genericamente, gli Under e si concentrano le critiche sugli Over, ritenuti i veri responsabili di questa prima parte di campionato che ha profondamente disatteso le aspettative generali. In parte è giusto, considerando le attenuanti che si debbono a calciatori giovani, tuttavia Romano ricorda che il calcio è un gioco di squadra e le responsabilità, come i meriti, sono sempre impossibili a distinguersi per categorie:
"Non è un problema di Under o di Over, se le cose sono andate male lo si deve ad un insieme di cose. Anche la mancanza di fortuna, certo: incredibile il numero di gare in cui i nostri avversari ci hanno fatto goal al primo tiro in porta e poi, inevitabilmente, anche per la situazione mentale generale, la squadra va in difficoltà".


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Calciomercato
Mar, 19-01-2010 14:48
De Rosa rescinde il contratto con l'Avellino.

AVELLINO - La società biancoverde ha comunicato tramite il sito ufficiale di aver consensualmente risolto il contratto con il centrocampista Antonio De Rosa. Il mediano partenopeo, arrivato ad agosto come uno dei fiori all'occhiello del mercato dei lupi, pare non abbia gradito l'esclusione dall'undici titolare di domenica scorsa contro il Sambiase, quando è finito addirittura in tribuna.

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