Anno 3 - Giorno 361
Mercoledì, 10 marzo 2010
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Le pagelle di...

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Modica - Avellino

Apuzzo M.: s.v.
Meola A.: s.v.
Puleo S.: s.v.
Patti M.: s.v.
Esposito M.: s.v.
Rega F.: s.v.
(Dal 53' Esposito C.: s.v.)
Licciardi V.: s.v.
D'Angelo A.: s.v.
D'Isanto A.: s.v.
(Dal 76' Tarquini A.: s.v.)
Biancone C.: s.v.
Majella R.: s.v.
(Dal 73' Romano G.: s.v.)

All. Marra S.: s.v.

Ultime discussioni

Real Madrid fatto fuore dal Lione :shock:

Ultima gara


Avellino
1 - 2
Hinterreggio
Mer, 10-03-2010 14:30
Avellino, stadio "Partenio"

Classifica

Programma

Classifica

4 V. Lametia 43
5 Rosarno 40
6 Modica 39
7 Avellino 38
8 Sapri 38
9 Nissa 38
10 Sambiase 32

Ultima gara

Programma

Programma


Avellino
  VS  
Palazzolo
Dom, 14-03-2010 14:30
Avellino, stadio "Partenio"

Ultima gara

Classifica

Accadde oggi... 10 marzo
Gare (4)
2002
Avellino - Ascoli
2-2
1996
Salern. - Avellino
0-0
1991
Avellino - Messina
2-0
1974
Bari - Avellino
1-0
|
Nati (3)
1988
Lorand Szatmari
(22)
1974
Paolo Zirafa
(36)
1969
Giuseppe Di Meo
(41)
|
Scomparsi (0)
Nessuno scomparso
© Pianeta BiancoVerde S.r.l.
28-02-10 Avellino-Rosarno 1-0 (foto E. Picariello)
Il Pianeta in trasferta
Vittoria sofferta... e per questo ancor più bella!!!

Si parte a bordo di diversi pulmini per l'ennesima trasferta in Calabria.
La nostra meta non è tanto lontana e in meno di 3 ore arriviamo nella cittadina calabrese. Troviamo facilmente l'impianto sportivo dove gioca la squadra di casa ed entriamo nel settore a noi assegnato mentre le due squadre sono ancora impegnate nel riscaldamento pre-partita.
Ci basta un'occhiata per capire che il terreno di gioco è in pessime condizioni, specialmente nella zona centrale dove al posto dell'erba c'è solo fango.
E deve essere dello stesso parere, forse, l'arbitro perché, nonostante le due squadre già schierate da diversi minuti, non si decide a fischiare l'inizio.
Il direttore di gara però non effettua alcun test sul terreno, come aveva fatto due settimane prima il suo collega a Lamezia, ma si limita ad aspettare e a guardare i calciatori in campo che palleggiano tra loro.
Finalmente, dopo 10 minuti abbondanti rispetto all'orario previsto, l'arbitro dà il via alla partita tra Castrovillari e Avellino. Il pallone è difficilmente giocabile se non sulle due fasce laterali e molto spesso i calciatori di entrambe le squadre sono costrette a giocare con lanci lunghi per poter arrivare nei pressi dell' area di rigore avversaria e il risultato sarà, di conseguenza, una gara poco bella dal punto di vista tecnico-tattico.
Noi siamo un centinaio scarsi e con noi condividono la tribuna il presidente Rodomonti, il DS Dionisio e i calciatori Giordani e Serao oltre al radiocronista Miceli che è costretto a fare la sua radiocronaca dal settore ospiti.
Cominciamo a pensare che l'Avellino possa sbloccare il risultato solo su calcio piazzato data la difficoltà di giocare con la palla a terra ed infatti, su calcio d'angolo, arriva il gol di testa di Biancone che fa gioire tifosi e dirigenza.
Dopo il vantaggio non mancano però le occasioni per il raddoppio ma, un po' per sfortuna un po' per le zolle di terreno che fermano azioni importanti, il secondo gol non arriva.
L'occasione ghiotta si presenta quando l'arbitro assegna un calcio di rigore ai biancoverdi ma Maiella la sciupa facendosi parare il tiro dal portiere rossonero….e pensare che a nostra precisa domanda su come se la cavasse il centravanti biancoverde con i calci di rigore, Giordani aveva risposto: "Tranquilli, è bravissimo"!!!
Pazienza! L'unico problema sarà dover soffrire ancora una volta fino al sospirato triplice fischio della giacchetta nera ma per noi Lupi sarà una vittoria ancora più bella.
Sull'autogrill, al ritorno, incontriamo due calciatori del Castrovillari che sono in viaggio per raggiungere la loro città d'origine e, sebbene noi siamo i tifosi della squadra che li ha appena battuti, si trattengono a scambiare con noi qualche battuta in maniera simpatica e cordiale.

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Basket point
Bilancio di metà stagione

Finito il girone d’andata, è il tempo dei bilanci di metà stagione. Sicuramente positivo quello dell’Air: 80% di salvezza assicurata, sesto posto e Final Eight per il terzo anno di fila, ed infine la sorpresa dell’assegnazione dell’organizzazione di quest’ultimo evento, dopo che tutti i segnali erano in direzione di una riconferma di Bologna. Nel caos attuale della pallacanestro italiana, tra scandalo arbitri, caso-Napoli e lotte di potere, ormai non ci meravigliamo più niente. Ora spetterà a tutte le componenti, società, istituzioni, cittadinanza, rendere questo evento un motivo di orgoglio e non di rimpianto o imbarazzo. Tornando agli aspetti tecnici, l’Air è stata quella che ci aspettavamo: una squadra operaia, che basa le sue vittorie sulla difesa e sul gioco in transizione dove Brown, pur con i suoi eccessi, è un maestro, tanto che le statistiche dicono che Avellino è la squadra dove il contropiede ha la maggiore incidenza nella produzione offensiva. Molta fatica si fa nel gioco a difesa schierata, prova ne sono le difficoltà incontrate contro squadre dalla difesa molto fisica (Siena, Milano) o che inducono gli avversari a “pensare” (V.Bologna).D’altronde il talento della squadra è quello che è, e onestamente, dopo quindici partite, possiamo sentenziare che la scelta di Nelson non è stata felicissima: non per il valore in sé del giocatore, che ha doti atletiche favolose e un’attitudine al sacrificio e al gioco di squadra notevoli, quanto per le sue caratteristiche, in quanto Avellino avrebbe bisogno di un giocatore di maggior talento, con più punti nelle mani. Non è un caso che la produzione offensiva dello statunitense venga principalmente nei primi due quarti, mentre quando la partita si decide, e c’è bisogno di chi fa canestro, Pancotto si affida a Porta o Lauwers. Altrettanto francamente pensiamo che in questo momento sia inutile pensare a un sostituto, a meno che si vogliano inseguire traguardi più ambiziosi della salvezza e, soprattutto, il cambio non comporti un incremento delle spese societarie. Per quanto riguarda i singoli, Brown si è confermato il leader indiscusso delle squadre, e anche le sue forzature devono essere accettate in virtù del fatto che è l’anima tecnica ed emotiva della squadra. Bene l’Akyol post-infortunio, in crescita soprattutto dal punto di vista della continuità. Troutman è in ripresa dopo un periodo di appannamento che ha seguito un avvio strepitoso: a volte denota problemi di concentrazione, a volte cade in falli ingenui, ma il suo lavoro sotto le plance è fondamentale, così come quello di Szewczyk, che non ha molta continuità offensiva e non sta tirando benissimo dalla lunga, ma si è rivelato molto più prezioso del previsto a difesa e a rimbalzo. Ci aspettiamo di più dalla panchina, che ha dato un contributo molto alterno: Porta, Lauwers e Dylewicz, quest’ultimo in calo dopo un buon inizio, forse condizionati anche da continui acciacchi, posso avere un impatto molto più significativo di quello avuto finora. Tra i due italiani da panchina, inaspettatamente più utile l’apporto di Casoli che quello, impalpabile, di Cortese. Dando uno sguardo nel complesso al campionato, si conferma il grande equilibrio alle spalle della solita cannibale: segnale di un campionato che può regalare emozioni perché nessuna partita è scontata, ma che non è di livello eccelso e che fatica a trovare una seria alternativa a Siena perché nessuna delle presunte grandi ha avviato una programmazione simile a quella dei bianco verdi toscani. Così Milano si ritrova appaiata alla sorprendente Caserta dopo il solito avvio ad handicap ma continua a non convincere, la Benetton avvia un progetto giovani senza però una guida in campo (il playmaker, fondamentale) e provvede ad un imbarazzante esonero (anche se affidarsi a Repesa è stata, almeno per quel che sono i programmi societari, un’ottima scelta), la Virtus Bologna è ancora lontana dall’essere competitiva ai massimi livelli e Roma continua ad annaspare vittima delle proprie incomprensibili scelte tecniche. Molto bene Cantù e Montegranaro, come Avellino non attese a questo livello, bene anche la Varese del Pilla, stabile tra le prime 8 Biella, condizionata anche dai molti infortuni, in difficoltà Teramo (per scelte sbagliate, infortuni e partecipazione all’Eurocup), Cremona (cattiva scelta degli esterni americani) e Ferrara (che però con l’arrivo di Ford dimostra di essere viva e lotterà fino alla fine), in ripresa Pesaro dopo un avvio shock. Niente da dire sulla farsa Napoli, pagina nerissima del basket italiano. Cosa aspettarci dal ritorno? Milano al secondo posto, la risalita di Roma, lotta serrata per i playoff che come al solito coinvolgerà molte squadre, probabile invece una volata Cremona-Ferrara per la salvezza. Ma il solito scontatissimo finale…

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Dal libro dei ricordi
L'anno che è passato

L’anno che è passato incominciò nel migliore dei modi, con una notizia “intima e riservata”, direbbe la bambina di “Io speriamo che me la cavo”, portataci il Primo Gennaio da Geremia, Lupone61: “Ho saputo che sono stati pagati gli stipendi a tutto il 30.9.2008 con scadenza al 31.12.2008….Qundi è scongiurato, almeno per ora, la possibilità di ricevere altri punti di penalizzazione. Ogni tanto da questa società arriva anche una buona notizia! Ora, avanti con il rafforzamento della squadra e speriamo che questo 2009 ci porti la prima salvezza (sul campo) in B del 21° secolo!”.

Meno di 12 secondi ed Aldair urlò: “W Lupone61”, aggiungendo anche che “Chi dà buone notizie il primo dell'anno dà buone notizie tutto l'anno”. Il Geremia foriero di buone nuove lo stiamo ancora aspettando, 365 giorni dopo. Ma non è colpa sua, ovviamente.

Il 5 gennaio ci fu l’amichevole con la Paganese dello “Special One dei poveri”, tale Eziolino, ma più che della partita quel giorno si parlò della mancata presenza di Pellicori; assenza che venne interpretata come conferma della sua imminente partenza. L’ufficialità la si ebbe da lì a poco, prima l’annuncio sul sito ufficiale del Grosseto e poi su quello dell’Avellino: scambio Pellicori-Sforzini. Un doppio colpo della nostra dirigenza: partì un calciatore che tanto aveva dato il campionato scorso e ancor di più aveva rotto in questo successivo ed arrivò un attaccante forte e, soprattutto, motivato. Felice Pellicori, felici tutti noi.

“E cosa vuoi di più dalla vita?”, pensammo allora. Avremmo recuperato, finalmente, De Zerbi, avremmo avuto, altrettanto finalmente, un attaccante e non più un fantasma. “Una punta di riserva”, risposi io e risposero in tanti. “Aubameyang basta e avanza”, disse Pugliese e dissero altri, per la serie ‘o sparagno nunn'è mai guadagno.

Qualche giorno dopo a lasciare l’Avellino fu il Dott. Lanni. Il 7 gennaio l’annuncio ufficiale. Ne fummo dispiaciuti: con il dottore, quel giorno, andarono via anche quelle indimenticabili esultanze, tipiche di un un tifoso grandissimo e mai cresciuto.

Il 10 gennaio quel che avevamo immaginato ci apparve realtà: 4 a 3 sul Modena, splendido De Zerbi, autore di due grandissimi goal, e “presentazione” di Sforzini con tutto il repertorio del centravanti completo, rete compresa. Potevamo credere più che mai ad un 2009 che finalmente ci risparmiasse ciò che i suoi colleghi più giovani ci avevano puntualmente consegnato.

La domenica successiva ci fu la conferma di una squadra che mostrava il coraggio, la fame e la sfrontatezza del suo allenatore, quel Campilongo arrivato a sostituire Incocciati: grande prestazione e pareggio per 1 a 1 sul difficile campo dell’Empoli. Ancora in goal, e che goal, Sforzini su assist di Roberto De Zerbi.

Ma fu nella seconda consecutiva trasferta, il 24 gennaio, a Livorno, che realizzammo che mai come questa volta avremmo potuto salvarci. In casa di una grande, una prova bellissima dell’Avellino ed al fischio finale tanto rammarico si impossessò di noi: al 91mo, su un capolavoro di De Zerbi, Koman sprecò l’incredibile occasione per tornare a casa coi tre punti. “Sognavamo l’America”, per dirla con parole altrui.

Le partite successive, a cominciare dalla sconfitta casalinga con la Triestina, ci riportarono tutti coi piedi per terra: se salvezza sarebbe stata l’avremmo ottenuta faticando e sputando sangue fino all’ultimo secondo dell’ultima gara. Il timbro a questa nostra dimensione lo mise la 24ma giornata: sonora sconfitta patita a Cittadella, 4 a 0 e tutti a casa. Era il 9 febbraio. In seguito registrammo pareggi, sconfitte, la vittoria col Vicenza ed un clamoroso furto subito contro il Mantova: Locatelli e l’arbitro, quel giorno, 9 marzo, scrissero una brutta pagina di sport.

Il 5 aprile, col 3 a 0 rifilato all’Ancona, opera di una convincente prova collettiva e soprattutto del duo delle meraviglie De Zerbi-Sforzini (due reti il primo, una il secondo), si chiuse il nostro campionato, esattamente il giorno nel quale ci appariva nuovamente in discesa il cammino che avrebbe dovuto portarci alla salvezza. Quella vittoria ci ridiede entusiasmo per qualche ora, il tempo di registrare due brutte notizie, commentate così da Aldair "Tutte (ma proprio tutte) le nostre chances salvezza affidate ai gemelli del gol ed entrambi fuori. Eccheccazz!!!!" e così da LupoDan "Ormai 'a jatta nera quanno ci vere si fa 'na rattata". Si trattava degli infortuni di Sforzini e di De Zerbi; non li avremmo visti più giocare, al loro posto Aubameyang e Visconti. Per la serie 'o cane mozzeca 'o stracciato.

Il prosieguo fu semplicemente un aggrapparsi alla speranza folle del tifoso; in realtà, lo pensavo allora, lo penso oggi, il 5 aprile finì il nostro campionato, pur non mancando qualche momento in cui sembrò comparire una “lenza” di sole. Assai tiepida, certo, ma il cuore del tifoso si scalda con poco.

Il 23 maggio ci lasciò per sempre Arcangelo Iapicca, l’indimenticato presidente che portò l’Avellino in serie A. Come erano lontani quegli anni, collocati un angolo del mio cuore, un cuore pieno della sofferenza per l’ennesima retrocessione e della preoccupazione per il futuro che, sentivo, sarebbe stato nero come mai. Ero convinto, non solo io evidentemente, che l’Ill.mo A. D. Signor Massimo Pugliese, che nel frattempo aveva completamente abbandonato squadra e tecnico al loro destino, di lì a poco avrebbe aperto il cassetto e ricacciato fuori quei comunicati e l’intenzione manifestata l’anno precedente e accantonata solo perché Franza “gli aveva rubato l’idea”, regalando a lui ed a noi nuovamente la serie B.

Attendemmo poco: il 31 maggio, con la sconfitta casalinga contro l’Empoli si chiuse il campionato ed il 2 giugno il postino biancoverde bussò alla porta dei tifosi e consegnò l’attesa e temuta missiva:
“Al termine della stagione calcistica, comunico ufficialmente l’intenzione che questa proprietà già l’anno scorso aveva maturato e che non aveva poi posto in essere, nella speranza che altri imprenditori manifestassero la volontà di rilevare il club.
Tale intenzione, visti gli impegni legati alle importanti e complesse iniziative imprenditoriali avviate, non può più essere accantonata.

Per questi motivi:
a) La U.S. Avellino, se ancora controllata dall’attuale proprietà, non iscriverà la squadra al prossimo campionato di Lega Pro.
E poi…bla….bla…bla…bla…bla”
.

Cominciò così quella tarantella pugliesiana che sarebbe durata fino al 9 luglio quando l’Ill.mo A. D Massimo Pugliese confermò con un comunicato la decisione di chiudere quella che per lui era una puteca e per noi un libro scritto e letto in anni di amore e passione veri. Venne il 10 luglio, il giorno in cui Pugliese, non senza complici, uccise il lupo e noi. Avevamo urlato “Fate presto”, ci avevano risposto con le slide di una comica fondazione, presentate in una non meno comica conferenza stampa e con cordate certe ("noi siamo seri, preferiamo lavorare in silenzio e non fare campagna elettorale") fatte di cinque imprenditori e poi della metà e poi di uno che era andato a Napoli a cercare soci l’ultima sera utile. Non mancarono neanche “scuuuup biscardiani” (il giorno di Fantoni e chi lo dimentica). La lunga notte del 10 luglio la trascorsi a scrivere la storia di quei quaranta giorni, terminava così: “E fu così che, tra poker, mosca cieca, e giochi di guerra, questi ed altre comparse incappucciate hanno ucciso il lupo ed una storia lunga quasi un secolo. Io non li perdonerò mai. MAI!”

Quaranta giorni, una storia stracciata e poi il senso di vuoto, la paura, la solitudine del tifoso, lo sbandamento, la disperazione. C’era tutto e non le lacrime, però. Per quelle avrei dovuto attendere alcuni giorni, purtroppo: il desiderare che le lacrime bagnino il proprio viso è la certificazione di quanto forte sia il dolore che sta stritolando un uomo.

Dolore che esplose rabbioso il 16 luglio. Quel giorno LupoDan, il più grande cantore della nostra storia ci consegnò “The wolf”, 2’ e 57’’ di struggente passione, di malinconia e di speranza. Dopo un po' guardai quel filmato, sentii freddo e poi urlai sul forum: “Arrestatelo…per il male che ci ha fatto, arrestatelo”. A Daniele i tifosi dell’Avellino devono tanto, io devo anche di più: qualche giorno dopo mi giunse un suo regalo ed un pvt, grazie a lui iniziai a capire ed a credere nel fatto che almeno la speranza che LupoDentrooo potesse ancora vivere la dovevo a me stesso. Mi aggrappai a quella speranza e faticosamente provai a scuotermi.

Si cominciò a parlare di "Lodo dei Poveri", di cordate. Comparvero i Nusco, i Casale, i Taccone, qualche altro e si rifece vivo anche l’Ill.mo A. D. Massimo Pugliese: nun sia mai fossimo riusciti a cancellarlo dalla mente. A conferma delle voci, il 23 luglio, il sito ufficiale annunciò che
“Nella mattinata odierna l’U.S. Avellino ha provveduto a depositare presso la FIGC e la Lega Nazionale Dilettanti richiesta per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie D”. Nello stesso comunicato ci informava che ora avanzava una risposta:
“Alla nostra richiesta seguirà la risposta da parte della FIGC e della Lega Nazionale Dilettanti, probabilmente dopo aver interpellato il Sindaco di Avellino”.

E la risposta giunse: “Cumpà…ci vogliono i soldi, mica caramelle. Devi pagare questo…questo…questo e questo… ”.

Come la prese Massimo Pugliese? Ce lo fece sapere con il comunicato del 3 agosto:
“Resto esterrefatto della richiesta pervenutaci dalla F.I.G.C…”

Esterrefatto! L’uomo delle meraviglie si meravigliava, era sbalordito, stupito, trasecolava. Ma esterrefatto è anche sinonimo di atterrito, spaventato. Credo che l’abbia usato in questo senso il termine in questione: quando doveva cacciare i soldi si metteva sempre paura.

Il 10 agosto, qualche minuto dopo le 19, anticipata di poche ore dalla presentazione del tecnico D’Arrigo, giunse la comunicazione ufficiale della determinazione della Federazione: il calcio ad Avellino ripartiva dalla cosiddetta “Cordata Taccone”. Avellino.12 il suo nome. Non esisteva nulla e c’era tutto da fare. Due giorni dopo iniziammo a conoscere i primi nomi ed i primo volti: Inserra, Romano, Lonardo, De Rosa, De Angelis, De Simone e Viscido, questi i primi sette calciatori di una squadra tutta da costruire e tutta da scoprire.

Intanto, un altro ragioniere, non più Macalli, ma Tavecchio, commissario straordinario, aveva stabilito i gironi ed inserito l’Avellino in quello con le squadre siciliane e calabresi: nel girone I, con altre due campane, la Viribus Unitis ed il Sapri. Poi Acicatena, Mazara, Adrano, Modica…ed io pensai: “Grazie Pugliese, grazie ancora. Che Iddiò ti possa ripagare degnamente”.

Il 14 agosto i calendari: debutto in trasferta, a Sambiase, il 6 settembre. Ormai ero pienamente dentro questa nuova avventura, mi restava ancora da scoprire che tifoso sarei stato e quanto della mia passionalità e del mio modo di vivere il tifo da eterno bambino sarebbero sopravvissuti al “dramma” del 10 luglio.

La risposta la ebbi il 23 agosto. Partita di Coppa Italia, serie D, contro la seconda squadra di Benevento. Rimisi piede al Partenio, il posto di sempre. Pochi istanti di gioco, l’arbitro non fischiò un fallo a nostro favore, scattai di corsa lungo le scale ed urlai: “Curnùùùùù è punizioneeeeeee”. Che bello: ero sempre io, lo stesso tifoso di sempre, le emozioni di sempre, la gioia e la sofferenza di sempre ed anche i capelli sudati come sempre, al termine della partita. Il Papillon dei tifosi: “Maledetti bastardi, sono ancora vivo”.

Prima e dopo il 23 agosto: festa di matrimonio e funerale.

Il 20 agosto, anticipatomi da Gino, poi da una telefonata di Puleo ed infine confermato dal sito ufficiale, il ritorno del calciatore degli ultimi anni della storia dell’U.S. Avellino che più ho apprezzato ed amato: Biancolino tornava a vestire la maglia biancoverde. “Il pitone è qui” urlarono i tantissimi tifosi presenti al Roca di San Tommaso e furono baci, abbracci e foto. Il 25 agosto la rottura, l’addio, “il tradimento”, le feroci accuse ed il funerale di certi sentimenti.

A ripagarmi della collera e della delusione patite, dopo giorni di interminabile attesa, provvide il 3 settembre: mancavano pochi minuti alle 20 quando Simone Puleo mi annunciò il suo arrivo per l’indomani. Il giorno dopo ero ad attenderlo all’aeroporto di Capodichino, in quel luogo che a luglio mi aveva visto consumare una delle ultime illusioni.

Il 6 settembre la prima giornata di questo campionato per noi sconosciuto. Pareggio per 1 a 1 a Sambiase.

La prima vittoria giunta soltanto alla ottava giornata, il 25 ottobre, con un rotondo 4 a 0 al Modica.

Il 22 novembre, secondo tradizione del calcio, ma di Avellino ancor di più, a pagare per la deficitaria classifica, ben al di là di quanto anche il più cauto o pessimista dei tifosi avesse mai potuto immaginare, è il tecnico D'Arrigo, esonerato e sostituito da Marra. Sasà è giovane, è un debuttante, avrà da crescere, ma è una persona seria e desiderosa di legare il suo nome ad un'altra impresa in biancoverde. Spero che gli sia data la possibilità di un lavoro nel tempo.

Il resto è storia recente di una storia giovane e tutta da costruire. Abbiamo appena cominciato a farlo, in questa seconda parte dell’anno che è passato non senza averci prima consegnato l’ultimo dispiacere: la morte di Edio Alvino, la voce storica di domeniche lontanissime nel tempo ma non nei ricordi.

Un giorno anche l’anno che è passato sarà un ricordo, lontano eppure sempre vivo. Un ricordo che continuerà a fare male. Parecchio. Una volta ho scritto: “Gran parte della nostra vita non è l’Avellino, eppure l’Avellino è molto della nostra vita. Di cadute questa nostra squadra ce ne ha regalate tante, ci siamo sempre rialzati, abbiamo saputo leccarci le ferite, accettare le cicatrici, attendere che il tempo le chiudesse e, poi, abbiamo imparato a considerarle parte imprescindibile della nostra anima biancoverde”.

Quel giorno io voglio esserci.

Buon anno al lupo, buon anno a voi!

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Campionato
Dom, 07-03-2010 15:52
L'Avellino espugna anche Modica: 1-3

Continua anche a Modica la striscia di vittorie dei Lupi: 1-3 il risultato al termine di 90 minuti giocati su un campo davvero impraticabile. Apre la marcature Biancone al 36° del primo tempo trasformando un rigore da egli stesso procurato. Proprio allo scadere di tempo giunge il pareggio dei padroni di casa, sempre dagli undici metri; fallo non fischiato ai danni di Majella e contropiede siciliano interrotto fallosamente in area irpina: Bonarrigo trasforma il penalty spiazzando Apuzzo.
Nella ripresa D'Isanto riporta subito (4°) l'Avellino in vantaggio sfruttando una mischia in area dopo un calcio d'angolo di D'Angelo e al 90°, con entrambe le squadre in 10 uomini (per i lupi espulso Meola), Romano sigla il gol del definitivo 3-1.

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Figc - Lega
Gio, 04-03-2010 11:01
Avellino-Hinterreggio: si giocherà il 10 marzo

La Lega Nazionale Dilettanti ha stabilito la data del recupero della gara Avellino-Hinterreggio; ne dà nota il sito ufficiale dell'Avellino calcio:

La partita Avellino-Hinterreggio, valevole per la 22^ giornata di campionato, rinviata lo scorso 12 febbraio su richiesta della società calabrese, verrà disputata mercoledì 10 marzo, ore 14.30, allo stadio “Partenio”.

I tagliandi distribuiti nella precedente occasione, con data 14 febbraio, sono validi per assistere all'incontro.

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Campionato
Dom, 28-02-2010 16:39
Avellino di misura sul Rosarno

L'Avellino ottiene la sua terza vittoria consecutiva (migliore striscia vincente stagionale) grazie ad un gol di D'Isanto che al 6° della ripresa raccoglie un assist di Romano e batte il portiere ospite.
Squadra che vince non si cambia e così Marra ripresenta la stessa formazione reduce dalla trasferta di Castrovillari con l'unica eccezione del rientrante Romano al posto di Biancone.
Netto il predominio dei Lupi che hanno messo costantemente sotto pressione la formazione calabrese e creato diverse occasioni da rete nonostante qualche errore di troppo nell'ultimo passaggio: la prima opportunità dopo solo un minuto di gioco con Majella che di testa ha colpito il palo e poi, dopo un paio di timidi tentativi ospiti, con i tiri di Romano, Majella e D'Angelo cui si è opposto, con bravura, Volturo.
Dopo il meritato vantaggio con D'Isanto l'Avellino ha per lo più controllato la partita, limitando l'offensiva avversaria e affidandosi alle azioni di rimessa. In una di queste circostanze, al 23°, D'Isanto dopo aver rubato palla sulla trequarti ha provato a restituire l'assist a Romano che però, dal limite dell'area a tu per tu con il portiere, ha spedito sul fondo.
Nel finale girandola di sostituzioni (Biancone per Majella, Licciardi per Viscido ed Emmanuele Esposito per D'Isanto) e vittoria condotta in porto con relativa tranquillità dai biancoverdi che ora, a quota 35 punti in classifica (e con una gara da recuperare), vedono la zona play-off distante solo 4 lunghezze.

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Campionato
Dom, 21-02-2010 16:10
Vittoria sofferta dei Lupi a Castrovillari

L'Avellino ha espugnato il Mimmo Rende di Castrovillari con un gol di Biancone che al 30° del primo tempo ha trasformato in rete, con un perentorio colpo di testa, un cross di D'Angelo. Su un campo al limite della praticabilità i Lupi d'Irpinia hanno faticato non poco per avere ragione dei mai domi omologhi del Pollino, quest'oggi in formazione rimaneggiata per l'assenza di ben 3 titolari. In due o tre circostanze, infatti, è stato decisivo Apuzzo, bravo a neutralizzare le incursioni degli attaccanti calabresi.
L'Avellino nel secondo tempo avrebbe potuto chiudere la gara ma prima D'Isanto si è visto respingere sulla linea un tiro da distanza ravvicinata e poi Majella, a 10 minuti dal termine, si è fatto parare un calcio di rigore.
Tra i singoli, oltre ad Apuzzo, da segnalare le prestazioni di D'Isanto, una vera spina nel fianco della difesa calabrese, e Meola che ha confermato l'ottima prestazione di Lamezia di quindici giorni fa.

TABELLINO
CASTROVILLARI: Iofrida, Leta (Maffei) - Greco - Curcio - Viola, D'Amore - Vezzoli - Melingieni - Capasso (Calarco), Guastella - Picariello
AVELLINO: Apuzzo, Meola - Puleo - Patti - Esposito, Rega (Esposito C.) - Viscido - D'Angelo - D'Isanto, Biancone (Tarquini) - Majella
Rete: 30° Biancone
Ammoniti: Meola, Esposito C., Curcio (Cv), Greco (Cv)

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Figc - Lega
Ven, 12-02-2010 14:40
Rinviata Avellino-Hinterreggio

La Lega Nazionale Dilettanti ha accolto la richiesta dell'Hinterreggio relativa al rinvio della gara con l'Avellino in programma domenica 14 febbraio al Partenio. A causa dell’indisponibilità del difensore calabrese Benci (classe '90), impegnato con la Rappresentativa di serie D al Torneo di Viareggio, la gara è stata quindi rinviata a data da destinarsi (probabilmente mercoledì 24 febbraio).
Per quell'occasione torneranno disponibili i calciatori che questa settimana hanno accusato problemi fisici (Giordani, Apuzzo, Puleo, De Angelis e Licciardi) ed anche Gaetano Romano che sconterà la giornata di squalifica nella prossima trasferta di Castrovillari.

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