Per questo secondo appuntamento con i ricordi della nostra magnifica cavalcata in A, ho scelto una sfida con un'altra "grande", ancora una milanese, ma tutta un'altra storia... Chi ha conosciuto quegli anni, sa bene di chi stia parlando: della nostra "bestia nera" per eccellenza, l'Inter !!!
Il campionato è ancora quello 1983/84, con alla guida quel Veneranda che, dopo il brillante inizio, di cui abbiamo parlato nello scorso appuntamento, conosce una serie di risultati negativi che lo porteranno all'esonero dopo 9 giornate. Gli subentrerà l'allora semisconosciuto Ottavio Bianchi.
Questo è il tabellino di quella gara:
Campionato serie A 1982/83 11° GIORNATA 4 Dicembre 1983
AVELLINO - INTER 1 - 1
AVELLINO: Zaninelli, Osti, Vullo, (49' Lucci), Schiavi, Favero, Biagini, Barbadillo, Tagliaferri, Diaz, Colomba (43' Bergossi), Limido. A disposizione: Paradisi, Cilona, Maiellaro. Allenatore: Bianchi.
INTER: Zenga, Pasinato (9' Muraro), Ferri, Bagni, Collovati, Bini, Muller, Sabato, Altobelli, Marini, Serena. A disposizione: Recchi, Meazza, Pellegrini, Cucchi. Allenatore: Radice.
ARBITRO: Bergamo di Livorno.
RETI: 16' Serena (IN), 90' Lucci (AV).
NOTE: Cielo coperto e terreno pesante. Spettatori 21.000 circa per un incasso globale di L. 185.004.166. Angoli 7 – 1 per l'Avellino. Ammoniti Bini, Vullo, Altobelli. Espulso Muller al 66'. Grave infortunio a Limido (sospetta frattura del perone dx.)
Quella partita che... litigai con un amico.
Le note del tabellino ci raccontano di un terreno pesante, il classico terreno pesante del Partenio frutto di autentiche secchiate d'acqua che tutti noi presenti allo stadio, (almeno due ore prima, per quel tipo di incontri...) ci becchiamo inesorabilmente. I 21.000 spettatori ufficiali, (ma forse siamo, come al solito, molti di più) sono lo specchio fedele della terribile giornata dal punto di vista meteorologico. Insomma, il solito, classico tempo da lupi!
Un mio amico interista, mi aveva assillato tutta la settimana per comprargli il biglietto ed assistere alla gara con me. Io, seppur controvoglia, lo accontento e, per stare più tranquilli, vista la situazione di tifo promiscuo, decidiamo di andare nella Nord.
Come accennato prima, quelle con L'Inter erano state gare sempre di segno totalmente opposto a quelle con il Milan: il rovescio della medaglia, se vogliamo. Partite giocate all'assalto, attacchi furibondi, azioni su azioni e quasi sempre...magro il bottino che esse ci consegnavano. Le partite con i neroazzurri erano macchiate da una sorta di maledizione, una "macumba" a cui non c'era verso di sottrarsi. Anche quella domenica la gara non sembra essere diversa dal solito copione: l'Avellino, seppur frenato dal campo in pessime condizioni (e vi assicuro che era molto peggio di oggi), cerca di "fare" la partita e l'Inter, come suo solito, gioca di rimessa.
L'Inter aveva in Altobelli il nostro castigatore preferito... Ebbene sì, non ho odiato, sportivamente parlando, nessun calciatore più di lui !!! Eppure stavolta, non è lui ad affondare la lama nei nostri cuori infreddoliti ma il suo compagno di reparto, il "girovago" del goal Aldo Serena, che approfittando di una corta respinta della difesa, porta in vantaggio i nerazzurri, abbastanza presto.
Lo sconforto si impossessa di noi, le nostre vesti inzuppate d'acqua, sembrano aumentare il peso insopportabile di questo macigno, ma la gara è ancora lunga, c'è molto tempo per poter recuperare, ed inizia il solito assalto al Fort Apache interista!!! Le azioni si susseguono, mentre il campo fangoso ci appesantisce le gambe. Nella ripresa l'espulsione di Muller ci ridà coraggio, vediamo un bagliore di luce nel pomeriggio plumbeo e la concreta possibilità di riagguantare il pareggio ma, poco dopo, si infortuna gravemente Limido ed, avendo effettuato già le sostituzioni, siamo di nuovo in parità numerica... Ci cadono le braccia e cominciamo a pensare che il "rito nerazzurro" sta per compiersi ancora, beffardo ed inesorabile.
Ci avviciniamo al 90', mentre gli assalti continuano, i Lupi non sono ancora domi, e mentre "sacramento" con il mio amico, che comincia ad assaporare il gusto della vittoria, vedo l'ultima discesa sulla sinistra, proprio sotto di noi, il cross viene "sporcato" da un difensore e la palla si inerpica nel cielo in uno strano campanile, è altissima…ma al centro dell'area intravedo una maglia bianca avventarsi sulla palla, colpire di testa e dopo un attimo gonfiare la rete......... Goalll…Goaalllll…Goalllll

Impazziamo letteralmente di gioia ! In quel momento non so quante ne avrò dette al mio amico, sta di fatto che vedo molti, intorno a noi, dirigersi minacciosi verso di lui, cosa che mi costringe a faticare non poco per riportare la calma. Intanto, in campo, entrano una ventina di persone per un abbraccio collettivo ed ancora oggi, indelebile, resta il ricordo di un signore (fotografo?!?) che agguantato il pallone dalla porta lo scaraventa in mezzo al campo! Solo dopo avremmo realizzato che "l'angelo" salito in cielo, era stato tal Settimio Lucci, giovane panchinaro di belle speranze che avrebbe fatto una discreta carriera nella Roma.
Ce l'abbiamo fatta! Non mi pare vero, pur non avendo vinto sono contentissimo, perché per una volta abbiamo esorcizzato la "macumba" nerazzurra ed io mi sento un po' come un santone: quella domenica avevo offerto come "agnello sacrificale"...il mio amico !!!
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