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Avellino-Ascoli 3-1 PDF Stampa E-mail
Giovedì 28 Febbraio 2008 15:27
  Scritto da Angelo   

Un errore contenuto in un dvd pubblicato di recente dalla Gazzetta dello Sport, che ci fa rivivere questi "anni ruggenti" del calcio e che interessa direttamente la nostra storia, mi ha dato lo spunto per ricordare questa partita "normale". Abbandoniamo per un momento i grandi squadroni, le sfide impossibili ed, allo stesso tempo, intriganti e portiamo la mente a quelle sfide con l'altra "piccola grande" protagonista della storia della serie A: l’Ascoli.
Parliamo di un classico di quei nostri anni d'oro, parliamo di sfide all’ultimo sangue, di "mors tua vita mea", di partite da vincere ad ogni costo. Nessun altra "provinciale", come l’Ascoli, può rappresentare meglio quello che voleva dire questo tipo di gare. Si torna al primo campionato di serie A, unico e... ripetibile, con tutto il carico di emozioni che si porta dietro.

Questo il tabellino della gara:


12° GIORNATA – 17 Dicembre 1978
AVELLINO – ASCOLI 3 - 1



AVELLINO: Piotti, Reali, Beruatto, Boscolo, Romano, Di Somma, Massa, Montesi, De Ponti, Lombardi, (46° Piga Mario) Piga Marco.
A disposizione: Cavalieri, Tacchi
Allenatore: Marchesi

ASCOLI: Pulici, Legnaro, Anzivino, Scorsa, Gasparini (47° Pileggi), Perico, Trevisanello, Moro, Ambu, Bellotto, Anastasi.
A disposizione: Brini, Quadri.
Allenatore: Renna

ARBITRO: Casarin di Milano
RETI: 57° Anastasi, 65° Mario Piga, 73° De Ponti, 77° Massa

NOTE: Giornata buona, terreno asciutto. Ammoniti: Di Somma e Pileggi.
Al 42° infortunio a Lombardi (5 punti di sutura al sopracciglio sinistro).
Spettatori 18.000 circa, incasso L. 23.924.700 + quota abbonati. Antidoping negativo.

pubblico


Quella partita che... non potevamo sbagliare

L'errore cui accennavo in premessa, riguardante questa partita, è stato quello di riportarla come prima vittoria dell'Avellino in serie A. Nulla di più sbagliato, in quanto la nostra prima storica vittoria la ottenemmo già alla quarta giornata contro il Verona con un perentorio 2–0. Ma proprio dopo quella vittoria contro gli scaligeri si erano succedute una serie di sconfitte, intervallate solo da qualche prezioso pareggio. La classifica cominciava a gridare vendetta e la gara con l'Ascoli, avversario per antonomasia, era diventata una partita da vincere assolutamente, in chiave salvezza. E l'incontro non tradì assolutamente le premesse della vigilia.

Primo tempo combattutissimo con l'Avellino alla costante ricerca del goal che schiodasse lo 0 a 0. Due le occasioni più nitide per i biancoverdi, caratterizzate entrambe da splendide rovesciate: la prima ad opera di Massa, di poco alta sulla traversa, e la seconda di Marco Piga, respinta in calcio d'angolo dal portiere ascolano Pulici. Per l'Ascoli solo una conclusione deviata in calcio d'angolo dal nostro portierone Piotti.

Rovesciata Massa  Rovesciata Piga

I segni della battaglia in campo si resero tangibili a danno del nostro capitano che, in uno scontro di gioco a pochi minuti dal termine del primo tempo, riportò una ferita al sopracciglio che lo costrinse ad abbandonare il terreno di gioco. Il suo posto fu preso da Mario Piga che, a sorpresa, aveva ceduto per questa gara il posto di titolare al gemello Marco. Intanto, sugli spalti, alla preoccupazione per il risultato che non si sbloccava si aggiunse quella di non avere più il "faro" del nostro centrocampo.

Lombardi


La ripresa, iniziò riproponendo lo stesso tema del primo tempo: Avellino a testa bassa ed Ascoli pronto a ripartire in contropiede. E proprio in uno di questi contropiedi, al 57°, i bianconeri passarono inopinatamente in vantaggio. L'ex Trevisanello si involò sulla fascia destra indisturbato e, prima che entrasse in area, il mitico Di Somma lo stese con uno dei suoi falli plateali.

Di Somma Di Somma Di Somma

Sulla punizione seguente, l'esperto Anastasi raccolse il cross in area, stoppò di petto ed effettuò una girata che lasciò basito Piotti. Una mazzata paurosa per i calciatori ed i tifosi sugli spalti. I fantasmi di un crollo psicologico della squadra cominciarono ad aleggiare nelle menti di molti tifosi.

Anastasi Anastasi


Ma proprio in quel momento venne fuori l'orgoglio, la voglia di lottare, la feroce rabbia del Lupo ferito che contraddistinguerà i nostri anni della serie A e che contribuirà a sancire la ormai famosa "Legge del Partenio".
A quel punto, i nostri assalti divennero ancora più arrembanti. Passarono solo otto minuti ...e fu il pareggio: stupendo lancio di Marco Piga che, da sinistra verso destra, pescò in area De Ponti, palla al centro per l'accorrente Mario Piga che non sbagliò.

Piga Piga Piga

Il Lupo sentì l'odore del sangue della preda e non si fermò più. Passarono pochi minuti e l'Avellino ottenne il vantaggio. Su uno dei tanti calcio d'angolo, Boscolo mise al centro, dove irruppe Romano che si rese protagonista di un perentorio stacco di testa costringendo Pulici ad una poco efficace respinta della palla sui cui si avventò De Ponti, scaraventandola alle sue spalle.

Piga De Ponti De Ponti

De Ponti De Ponti

Ululò il Partenio !!! I Lupi erano tornati !!!

Ma bisognava completare l'opera, bisognava finire la preda ormai senza più difese. Ed i Lupi non si fecero attendere più di tanto. Si era al 77°, cross di De Ponti dalla destra e, sul primo palo, lo "scugnizzo" Massa, di testa, anticipò tutti, gonfiando la rete. La preda stramazzò ai piedi del Lupo... e nello stadio fu festa grande.

Massa Massa Massa

Ecco, tornando all'errore: quella gara con i bianconeri ascolani non sarà stata la prima vittoria dell'Avellino in serie A, ma di sicuro impresse un marchio a fuoco sulle nostre gare casalinghe; un marchio che sarebbe diventato una costante per quasi tutti i 10 anni di serie A; su quel sigillo si poteva chiaramente leggere il seguente motto: Cuore e Grinta !!!!

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 28 Febbraio 2008 16:06 )