| ...fino all'ultimo! |
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Mercoledì 08 Luglio 2009 23:12
Scritto da LupoDentrooo
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Non so più che fare. Mi arrendo, fosse anche solo come arma di autodifesa, invito gli altri a rassegnarsi per non farsi altro male e poi basta un soffio, un miraggio di un sentiero da percorrere e ricomincio. Ero appena rientrato a casa, anzi, stavo per mettere la macchina nel garage, mi chiama un nostro caro amico e mi dice che Pugliese rientrerà da Milano con un volo che atterrerà a Napoli alle 21 e 30. Non gli faccio terminare la frase e rispondo: "vado all'aeroporto, lo attenderò all'uscita e farò di tutto per parlargli". Chiamo Pina, le spiego e riparto. Cosa gli dirò mai? Quali corde toccare? Quali le parole giuste? Come il più fesso dei fessi, come il più ingenuo degli ingenui, scrivo nella mia mente l'accenno di un discorso. Discorso? Come se, fermatosi, si dovesse accomodare in poltrona dandomi il tempo di parlare, di spiegare, di... "Di che...neh Pè? Questo già è assai se si ferma e ti fa dire una parola in più del semplice -Ciao, sono un tifoso dell'Avellino-". Ma po' che hai da preparare, va', fa' che ti guardi negli occhi e lascia che sia il cuore a consegnarti le parole, se te ne darà tempo. Chiamo Franco, chiamo Francesco Neotifoso, apparentemente per informarli di ciò che sto facendo, molto più probabilmente per occupare la mente mentre guido e per trovar conforto. Arrivo all'aeroporto, chiamo Lello e Lello è più fesso e più ingenuo di me, anche lui pensa di preparare la lista delle cose da dire e le parole da non dimenticare. Mi inonda di raccomandazioni. Entro, guardo l'orario; è presto. Il tempo scorre lentamente e questo cazzo di aereo che non arriva mai. Esco, divoro sigarette, consumo la mia mente, guardo l'orologio e ritorno al varco uscite. "Atterrato", dice il tabellone. "Preparati cuore mio", dico io. Esce l'ultimo passeggero e la porta si chiude consegnandomi solo delusione. Voglio andare via, ma guardo l'elenco degli arrivi e vedo che tra cinquanta minuti arriverà un altro aereo da Milano. Resto, richiamo Franco, gli chiedo alcune cose, mi consiglia di andare via. Invio un sms ad un amico della società: "Ciao, sono Peppe, sono all'aeroporto, alle 21 e 30 non è arrivato, sai se ha preso l'aereo successivo? Per favore, voglio parlargli". Nessuna risposta, mentre il tempo passa sempre più lentamente e mentre i muscoli del collo sembrano stiano per spezzarsi. Richiamo Lello, gli chiedo di provare lui a contattare il nostro amico. Intanto arrivano altri due aerei da Milano, quello in orario e quello in gravissimo ritardo. Escono in tanti, li bracco tutti, ma lui non c'è. Mi richiama Lello, mi dice che l'amico non risponde. Provo a sapere qualcosa in più da Tina e lei non sa dirmi più di quanto già sappia. Basta, vado via, mentre stringo il collo rigido tra le mani. Alzo la testa e vedo che c'è un volo ancora, in ritardo pure questo. Arrivo alle 23 e qualcosa, arrivo previsto a mezzanotte e qualche minuto. Ma chi ha la forza di aspettare? Io no, vado via. Ma il cuore, sempre lui, non si fa i cazzi suoi e le gambe obbediscono a lui e non alla mia testa. In questa lotta arriva a decidere l'sms di risposta: "Non aspettare, se ha perso quello delle 21 e 30, nulla di più facile che rientri domattina....e poi...." E poi...esco, accendo un'altra sigaretta, chiamo Francesco, avviso Lello ed entro in macchina. Il tempo di dare l'ultima occhiata all'aeroporto, metto in moto e parto. Stasera niente musica, a farmi compagnia la mia tristezza basta e avanza. Che brutta la tristezza accompagnata dalla solitudine. Allora, chiamo Franco, gli dico ciò che è accaduto. La sua voce a stento la si sente e la linea non c'entra nulla. Gli dico: "Frà, i so' stanco" e mi accorgo di avergli copiato la frase che oggi, dopo pranzo, ha detto lui a me. Sono di nuovo solo in macchina. Come riempire questi venti minuti che mi porteranno a casa? La musica no, proprio no. Apro il cassetto e prendo un cd a me caro; io che mai in questi lunghissimi giorni ho voluto vedere o ascoltare nulla che mi riportasse alla mia piccola grande squadra, stasera voglio chiudere in bellezza, aggiungendo sale sulle mie ferite. "Siamo in serie B...siamo in serie BBBBBB...E' finita...è finita...ma che sofferenza...che sofferenza" urla Losco. Già, è finita, ma la sofferenza vera non la conosco ancora, forse perché annacquata dalle lacrime che escono. Se Tina è na chiagnazzara, io sono Tina coi pantaloni; questo è sicuro. Arrivo a casa, entro l'auto nel garage, asciugo il volto, mentre mi dico: "Pe', riposa la tua anima, arrenditi". Salgo le scale, Punky mi corre incontro. Chissà perché, da qualche giorno lo amo ancora più di prima, lo accarezzo forte, mentre mi lecca il viso. Lo fa sempre, ma stasera sembra non volersi mai fermare. Pina, che da qualche giorno non fa che chiedermi "novità?", vuole sapere ed a lei rispondo: "Viaggio inutile, arriverà quasi sicuramente domattina. Basta, mi arrendo". Mentre lei prepara la cena mando i milionesimi sms della giornata: a Gino, ad Angelo, a Gancio. C'è rabbia nelle loro risposte. Quello di Gino termina così: " ....fino all'ultimo". Ancora? Ma questi, i Pugliese, i Biazzo, i Galasso e gli altri assassini senza volto, meritano questi nostri tormenti, meritano ancora altri tormenti nostri? Loro no, ma il lupo sì. Fino all'ultimo. Ce lo ha chiesto lui: -Sono IL LUPO, ho dato tanto e cosa vi ho chiesto mai, io? Niente. Niente che non fosse il gridare il nome mio e dei miei fratelli: “Lupi…lupi…lupi…lupi…lupi”. L’avete urlato per quasi cento anni; fatelo ancora, fatelo ora, fatelo più forte che mai. Lottate per me, lottate affinché questi occhi, ora tristi e sofferenti, io non li abbia a chiudere per sempre. Non lasciate che io muoia. Vi prego. E se ciò dovesse accadere, fate che nei vostri giorni futuri non abbiate a dire mai: "l’ho visto morire e non ho fatto nulla". Sareste peggiori di chi mi avrà ucciso! Sì, Gì, fino all'ultimo! Lo dobbiamo al lupo, lo dobbiamo a noi stessi! |
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| Ultimo aggiornamento ( Giovedì 09 Luglio 2009 07:03 ) |




