| 11 Maggio 2003, l'Irpinia vince ancora |
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Sabato 07 Luglio 2007 00:01
Scritto da Lupetto Furbetto
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...e siamo nuovamente in serie B. L'ennesima promozione a cui vorremmo non facesse seguito l'ennesima retrocessione. La serie B, il restarci, non è solo...una categoria superiore: è di più. Come l'Avellino non è solo una squadra di calcio. Dino lo ha spiegato magnificamente. Anche per questo ho scelto di riproporre questo suo vecchio racconto. LupoDentrooo Sono da poco passate le ore 18 di un giorno come altri per tanti, di un giorno speciale per la gente d'Irpinia, per tutti i tifosi dell'Avellino. Mentre le lancette dell'orologio seguono inesorabili il loro cammino, mentre il sole comincia mestamente a lasciare il palcoscenico ad una notte di primavera, sul mar Ionio si consuma l'ultimo atto di un copione scritto da un Dio ribelle, lo stesso Dio che ci ha tante volte tolto la gioia e la serenità si è ribellato a se stesso lanciando il suo ultimo verdetto, l'Avellino è in serie B, con onore, con merito, con le vittorie strappate con le unghie e tra gli applausi di un pubblico che non ha mai smesso di amarlo. Strana gente gli Irpini, la loro vocazione naturale è soffrire, il loro cammino è stato troppo spesso cosparso di amarezze e delusioni, tragedie e inesorabili cadute nella polvere, ma per questo sempre uniti intorno al simbolo del Lupo, forse nessuna regione è così legata ancora ai propri vessilli, alle proprie radici. Nel torpore di una tranquilla provincia meridionale si riscopre il senso di appartenenza ad un territorio, le distanze svaniscono e come per incanto eccoli tutti uniti sotto una bandiera biancoverde, mai fuori moda in questa terra, mai un vezzo. L'Avellino conquista la serie B e sembra che a conquistare questa promozione siano tutti gli Irpini, donne, vecchi e bambini sono d'improvviso abbracciati a celebrare una gioia che travalica i confini del tifo sportivo, arrivando a toccare quel senso di orgogliosa "Irpinità" che ci piomba addosso alla nascita e, silenziosa, ci accompagnerà fino alla morte. Le lacrime che scendono sul viso delle persone, in questo giorno, sono le più difficili da decifrare, certo di gioia, forse di rivalsa. Le mie sono spontanee e non mi chiedo perchè scendono, vorrei nascondere il mio volto travolto dagli abbracci, vorrei solo saltare e cantare, ma non riesco a fermarle queste lacrime. Non riesco neppure a smettere di cantare, il risultato è un mormorìo strozzato che fuoriesce dalle mie labbra, una cantilena ridicola. Canto e ripenso alle stagioni precedenti, alle delusioni, ai lunedì neri che compravi il giornale e lo buttavi dopo aver letto 10 centimetri quadrati di articolo, piango e rivedo davanti agli occhi le gesta dei campioni che ci hanno regalato questo sogno, e canto più forte...e piango più forte. Sono da poco passate le 18, il mar Ionio si tinge di verde, strano tramonto davvero per questo giorno da Lupi, la strada corre veloce verso l'Irpinia, domani ci sono gli esami e poi il lavoro e poi la guerra in Iraq e poi le bollette da pagare, le scadenze da rispettare...ma oggi è stata proprio una bella giornata. L'importante è averla vissuta tutta, fino in fondo, il suo ricordo infonderà coraggio nei lunedi neri. Sarà l'epilogo della favola più bella che un giorno, chissà?, racconterò ad un bambino che stringerà, tra le lenzuola, un drappo bianco e verde, sarà il dolce ricordo che serberò di questo mare, di questa età, di questi amici che mi hanno accompagnato tra le braccia della vittoria. |
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| Ultimo aggiornamento ( Sabato 07 Luglio 2007 00:08 ) | |




