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Lo sposo povero e la sposa in nero PDF Stampa E-mail
Venerdì 24 Agosto 2007 11:42
  Scritto da LupoDentrooo   

Come mi piacerebbe che anche questo racconto appartenesse ai ricordi di un passato lontano. Purtroppo, è soltanto quanto, appena ieri, hanno dettato i protagonisti di una vicenda che poteva e doveva essere assolutamente evitata. Ed ora siamo qui, con il cuore già a Treviso, ma con la testa ancora intenta a riflettere su quanto accaduto. Se è vero che dietro ad ogni grande uomo ci sia sempre una grande donna, allora non ho dubbi: lo sposo avrebbe fatto brutta fine, ben oltre gli errori e le colpe sue.


Lo sposo povero e la sposa in nero.

Marisella, una giovane col vezzo di vestire di nero, aveva deciso, un giorno di luglio, di convolare a nozze con un giovane pugliese di famiglia povera. Tale Marco, detto “il Massimo”, per la sua mania di pensare e parlare in grande. In tutta onestà, bisogna dire che il giovanotto nunn’è che teness ‘a capa tanto bona: di guai ne aveva combinati diversi, più di qualche volta aveva deluso e, tuttavia, qualche grande gioia pure l’aveva data ad amici e familiari. Qualcuna indimenticabile.

Tra l’altro era uno sciupafemmene e, tranne che con una, tale Orso ‘a Mazza, con nessuna era mai riuscito a tenere in piedi il rapporto, almeno un anno. Per di più, proprio poco prima di conoscere Marisella, il giovane sposo pugliese aveva avuto una velocissima e brevissima storia d’amore con una bresciana, “Giovanna la sa longa”, andata via il giorno della programmata partenza per una gita nelle Marche.

Ma, Marisella, anche perché rassicurata dalla presenza del compare di nozze, un lucchese bello e bravo, non si lasciò demoralizzare e diede sfogo al suo amore e disse sì.
“Mi sposo, ti sposo, ce spusamm e col lavoro e l’amore vivremo felice e contenti”, dichiarò dinanzi a tutti, quel giorno di luglio.

Ed iniziarono i preparativi per le nozze che si sarebbero tenute il 25 agosto. Poco tempo a disposizione, tante cose da fare, quasi nulla pronto: dalla casa da arredare agli ospiti da invitare.

Lo sposo era povero, e si sapeva, la capa nun tanta bona, e pure questo si sapeva, ma, se non in malafede, chiunque nel paese poté vedere che si stava dannando l’anima per portare qualche mobile per arredare la casa e, in definitiva, per fare uno sposalizio decente.

Intanto, mentre lo sposo povero cercava di fare quel che poteva per portare, a fine giornata, qualcosa a casa, la sposa in nero distruggeva tutto quello che già c’era. Prese i quadri e li sfrantecò, prese una lampada a stella e la sfrantecò, prese la sacchetta col carbone, utile a scaldarsi e cucinare, e la sparpagliò lontano, prese un piccolo, ma prezioso, purcelluzzo e lo fece più correre che fuire, prese il sestu libro di treviso e disse che non era il genere di lettura che ella amava. Finanche un pacco di pasta Di Cecco che, per gente che ha fame, è bene di lusso, non si salvò dalle manie di grandezza di Marisella.

Cogli amici ed coi familiari che l’andavano a trovare per sincerarsi dei lavori fatti per la casa e dei preparativi per lo sposalizio, oltre che per far coraggio, sapendo delle difficoltà, la giovane sposa in nero, fumante, non solo per le sigarette sempre accese, regalava esplosioni di rabbia e comizi in grande. A parecchi, forse tutti, non faceva che ripetere, in toscano (ma forse era napoletano?!?):
“E che maronna!?!? Ma chi m’ha fatt’ fa? Qua non è niente buono! Si sentev’a mamma mia. Ma se po’ fa sta vita?!? E questo non va bene…e quello non mi piace. Guardate qua e ditemi se, secondo voi, noi saremo una famiglia normale. Ma io gliel’ho detto che se non porta i mobili che dico io e non fa il menù per fare bella figura e non porta, pure, quelli del piano-bar, al ristorante, io non mi sposo, non lo sposo e nun ce spusamm”.

Per poi andare via, cantando una canzone di Stefano Rosso:
“A me mi piace vivere alla grande …e…già…”

Saputo di questa zeza, un vecchio amico di famiglia, lasciò il manicomio dove dimorava ed andò a parlare con Marisella. Appena la ebbe a tiro, le disse:
“ma se non sei contenta e non sei convinta, fa' una cosa: lascia sta casa e vattene ora. Oppure resta, ma, invece di passare il tempo a scassare i mobili che ci sono ed a demoralizzare tutta la famiglia, datti da fare e fatica. Fatica e statti zitta. Quello, lo sposo, già tiene i guai suoi, già incontra mille difficoltà a portare qualcosa a casa, mo’ ti ci metti pure tu a denigrarlo ed a farlo massacrare: neh, mi dici che aiuto gli stai dando anche, e non solo, per cerare di convincere qualche mobiliere a dargli un mobile un po’ migliore? Ma se il mobiliere legge tutti i giorni che la sposa nunn’è contenta e che è scettica e scoraggiata, perché la casa che si sta mettendo su è una chiavica e destinato al fallimento sarà il matrimonio, è tanto difficile immaginare che egli pensi che sia meglio che il suo mobile lo dirotti altrove? A meno che il tuo futuro sposo non paghi molto di più. Ma se sai che, in questo senso, quanto a soldi, Dio ‘o sape e ‘a Maronna o ver’…sommato al casino che stai facendo tu ed agli spassi delle capere del paese, che non mancano mai, quando ci sono le difficoltà, comme cazzo addà fa lo sposo ad apparare una mobilia migliore? Se credi in questo matrimonio…dai una mano e comincia col mettere a lucido i mobili che ci sono; se, invece, non sei contenta, non sei convinta e non ci credi più, allora leva mano…ed evitiamo altri guai”

L’amico del manicomio se ne andò, sperando sì, ma assai poco convinto che le cose potessero cambiare. Da quel giorno, ai suoi amici, non fece che ripetere:
“A me sta sposa nun me piace. Meglio che lo sposo la mandi a fare in culo…mo’…o rischia seriamente che, il giorno del matrimonio, la sposa lo lasci sull’altare e tutto sarà più difficile”.

E così fu, purtroppo. Anzi, per fortuna, perché io la penso come la mamma dello sposo che, quando il figlio, quasi piangendo, le disse: “Mammaaaa…’a sposa se ne andata, mi ha lasciato”, rispose:
“E trovatene cuntent’ figlio mio! 'A capa toja nunn’è tanta bona…ma ‘a soja era proprio n’a capa ì merda. E facevamo guai ‘ngopp’a guai!"

Ultimo aggiornamento ( Martedì 28 Agosto 2007 22:37 )