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Il titolo non tragga in inganno: 10 non è il voto alla gestione Pugliese, 10 sono gli allenatori che si sono alternati sulla panchina dei Lupi in questi 4 anni di "reggenza" dei fratelli di Frigento. 10 tecnici per 169 partite di campionato (playoff/out inclusi): una media di un allenatore ogni 17 partite.
Esperti o alle prime armi, consigliati da guru del pallone o raccomandati dalla politica, stipendiati generosamente o raccattati al minimo sindacale: non ci siamo fatti mancare nulla. Tutti, però, uniti da un unico comune denominatore: la scarsa resistenza sulla bollente, e sempre meno ambita, panchina biancoverde. Sia chiaro, il ricambio frequente della guida tecnica della squadra è un vezzo tipico dell'Italia pallonara e non un'esclusiva di Pugliese e non sorprende nemmeno più il fatto che nessuno dei presidenti delle squadre di calcio, men che meno Pugliese, faccia esplicitamente mai ammenda per le scelte rivelatesi poi errate, nemmeno quando si vede costretto a richiamare l'allenatore precedentemente allontanato. Il "così fan tutti", però, può giustificare il comportamento frenetico, modaiolo, a volte più scaramantico che convinto, di Pugliese solo dal punto di vista quantitativo, del numero degli allenatori ingaggiati e allontanati; nessuna giustificazione, invece, dal punto di vista qualitativo.
In uno dei tanti comunicati apparsi sul sito ufficiale nella lunga estate calda avellinese, Massimo Pugliese affermava: "non rifaremo gli errori del passato". Lungi da noi affermare che l'esonero di Incocciati sia stato un errore: se non lo è stato, però, sicuramente ci si è sbagliati nell'ingaggiarlo; sicuramente è stato troppo rischioso affidare ad un neofita dei campionati professionistici il manipolo di calciatori, tra le altre cose poco omogeneamente costruito, che avrebbe dovuto (E DOVREBBE) portarci alla tanto agognata salvezza. Era davvero necessario aspettare 7 partite per scoprire la sua inesperienza? Il "coraggio" mostrato adesso con l'esonero non poteva essere trovato 2-3 mesi fa per rispondere a qualcuno "No, non posso, è troppo un azzardo" ? I soldi "investiti" per i due allenatori non potevano essere impegnati, sin da subito, per metterne sotto contratto uno, ma valido, esperto ed affidabile?
Non è facile convincere un allenatore quotato a "scendere" ad Avellino: siamo consapevoli che l'ambiente è sempre più esigente e sempre meno paziente ma la società, dal canto suo, è consapevole di non aver saputo creare i giusti presupposti per determinare una risposta positiva da parte di tecnici che non fossero tutti da farsi o... "sfatti" ? Quando non si è in grado di competere sul piano della mera questione economica, garantendo ingaggi superiori, una società può bilanciare solo offrendo organizzazione, serietà, progettualità e la garanzia di poter lavorare con materiale adatto e col tempo necessario a seminare e raccogliere.
Ma la progettualità e la continuità, con i Pugliese, hanno da sempre lasciato il posto all’improvvisazione, al procedere a tentoni, al "gratta e vinci" del pallone... per vedere che succede. Ed ora, appunto, ancora una volta... vediamo che succede; sperando che a realizzarsi sia quel che detta il cuore.
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