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Il tempo delle parole e del silenzio è finito PDF Stampa E-mail
Lunedì 22 Giugno 2009 08:24
  Scritto da La Redazione   

AVELLINO - Quando inizia la settimana, forse, decisiva, quando è il giorno del responso elettorale, che indicherà il nome del nuovo Sindaco di Avellino, i tifosi biancoverdi si attendono che finalmente qualcosa di concreto venga fatto.

Le risposte giunte finora dal versante politico-istituzionale sono state fumose, incerte, contraddittorie ed, in ogni caso, per nulla rassicuranti. Cosicché, tra chi, dinanzi al dramma sportivo che la scomparsa dell'US. Avellino1912 rappresenterebbe, tutto ciò che ha saputo partorire è stata "un'idea", tra l'altro immediatamente zavorrata con un incontro con Macalli, ritenuto propedeutico alla intera realizzazione, incontro che sembra più difficile a tenersi di quelli tra due Capi di Stato, e chi ha sbandierato l'esistenza di una cordata pronta a salvare il lupo, salvo poi far sapere che si era prima dimezzata e quindi dileguata, al tifoso avellinese è stato consegnato, a tutt'oggi, solo un mare di parole. Null'altro.
Ed ora che le urne si apprestano a dare il responso, si spera che i politici irpini prendano veramanete coscienza di ciò che la fine dell'Avellino rappresenterebbe per la intera provincia e non solo.

A questo "parlare...parlare...parlare" della politica ha fatto da contraltare il silenzio assordante dell'A.U. Massimo Pugliese, un tempo così loquace, una volta così dedito ad emanare comunicati su comunicati ed oggi incapace anche solo di quella sensibilità e di quel rispetto dovuti ad una tifoseria che vorrebbe sapere tante cose; di certo più del semplice annuncio che si è "sfastiriato". Chi detiene la proprietà di una gloriosa squadra di calcio, non può pensare di avere tra le mani un'auto che ha deciso di vendere, per la qual cosa basta un semplice comunicato su Fiera Città o, in mancanza di acquirenti, il semplice avviso di avvenuta rottamazione. Quando i giorni passano, quando si può iniziare ad immaginare di dover parlare di ore a disposizione per salvare un patrimonio di storia, di passione, di amore, quale l'US Avellino1912, la proprietà ha il dovere morale di rompere il silenzio e far sapere ai veri padroni di questo patrimonio, i tifosi, se e cosa si sia tentato, se e cosa si stia tentando, se e cosa si possa ancora tentare per tenerlo in vita.

Agli uni ed agli altri, ai politici ed alla proprietà, diciamo con chiarezza: il tempo delle parole vuote, dei primi, e del silenzio angosciante ed irrispettoso, della seconda,  è finito.