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AVELLINO -
La chiusura del mercato estivo dell’estate 2011 lascia sentimenti contrastanti nell’animo dei tifosi dell’Avellino. Se da un lato, la totale rivoluzione operata (solo 7 su 29 i reduci dalla stagione passata, mettendo in conto anche Puleo e Rega che sembrano in lista di sbarco e Maiorano che è stato in rosa solo fino a Dicembre 2010) è sembrata necessaria nei confronti di una squadra, quella dell’anno scorso, mai entrata nei cuori dei suoi sostenitori, dall’altro l’eccessivo numero di giovani promesse (l’età media è molto bassa e si aggira sui 22 anni) fa storcere il naso a più di un tifoso e crea preoccupazioni e timori. Tuttavia, c’è da dire che sulla carta sono stati scelti giovani dalle prospettive molto interessanti, e in qualche caso è stato messo a segno un vero e proprio colpo di mercato, seppur sempre nel campo delle giovani promesse, come per Gianmarco Zigoni, attaccante milanista figlio d’arte (indimenticabili le gesta del padre per gli over 40 di Italia!) cui si preconizza da più parti un futuro molto radioso (lo auguriamo a lui e a noi). Tutto va visto però in relazione alla politica societaria: contenimento dei costi, pareggio di bilancio, ovvero “passo lungo quanto la gamba”. Il giudizio sulla campagna acquisti, dunque, va letto in ottica certamente positiva, e la stessa politica di spese oculate deve essere vista con favore. In periodi di crisi generale, il calcio che già soffriva di vistose anomalie di sistema di per sé, è a forte rischio implosione. Il fallimento di società professionistiche italiane procede a ritmi vertiginosi (ci siamo attestati su 15-20 “scomparse” all’anno, e noi stessi abbiamo vissuto sulla nostra pelle il problema due anni fa). In questa ottica, le mosse della giovane dirigenza irpina (giovane per esperienza nel campo) sembrano essere improntate alla ragionevolezza, e in questo quadro l’operato del giovane DS (questa volta di esperienza e di fatto) Enzo De Vito appare “sulla carta” molto promettente e positivo. Dei giovani contruattualizzati, solo 4 sono prestiti (e tutti più o meno con formule di valorizzazione o premiali per il nostro club, incluse clausole per il riscatto in qualche caso), tutti gli altri sono di nostra proprietà o comproprietà. Si può discutere del loro valore (ma su quali basi?) o sul loro ruolo. Gli esterni, per esempio, sulla carta sembrano essere troppi ma solo il campo ci dirà se sia davvero così, ed in ogni caso quando si punta su ragazzi così giovani (si parla di ragazzi del ’90, del ’91 e del ‘92), è bene puntare su un numero grosso di essi (la probabilità che venga fuori un campioncino si incrementa). Inoltre, sempre sulla carta, sembra esserci una lacuna in difesa a sinistra, dove potrebbe essere ancora necessario ricorrere come nella scorsa stagione, a Renato Ricci, uno dei pochi veri reduci dell’annata passata (gli altri sono De Angelis, Millesi e D’Angelo). Tuttavia Renato ha l’ambizione di essere un centrocampista e anche l’anno scorso in una categoria più “facile” non ha sempre convinto a sinistra. Per il resto, la difesa sembra solida con più di qualche certezza in partenza (Cardinale su tutti, uno dei pochissimi trentenni della squadra, ma anche i vari De Gol, Porcaro e Labriola non sono delle vere e proprie incognite). Peccato per il doloroso addio a Puleo (per il momento solo annunciato): la sua esperienza e il suo attaccamento ai nostri colori avrebbero potuto essere ancora molto preziosi. Il centrocampo è il reparto più delicato con pochi interditori e tanti esterni. Tuttavia, appare essere oggi il nostro reparto con più qualità vista la presenza di giocatori dall’elevato tasso tecnico come Correa, Millesi e Citro. Lo stesso D’Angelo, anche se mai cimentatosi a questi livelli appare una certezza su cui poter contare. In attacco, molto dipenderà dal rendimento del gioiellino Zigoni e dalla sua capacità di tener fede alle promesse dei tanti operatori del settore che ripongono in lui serissime ambizioni per il futuro. Interessante sarà anche valutare Lasagna in Prima Divisione (in Seconda si è mostrato molto promettente) mentre agli anziani del ruolo De Angelis e Sergio Ercolano è richiesto quell’apporto di esperienza e cattiveria che i giovani potrebbero non riuscire a proporre sin da subito. Molto atteso è anche Raffaele Maiorano su cui si è puntato ancora nonostante una stagione scorsa piena di ombre, ma fiduciosi delle sue potenzialità che appaiono notevoli (è pur sempre, ancora un diciannovenne) e tanta curiosità è riposta nel prestito interista, Baba Thiam, non foss’altro che per il nome che suscita un po’ di ilarità.
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