| E ci costringono a chiamarlo... DERBY |
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Domenica 13 Novembre 2011 07:35
Scritto da La Redazione
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Il termine derby viene utilizzato, in ambito sportivo, per contraddistinguere alcuni eventi che destano particolare importanza.
Fatto sta che il termine derby è usato nello sport moderno e soprattutto nel calcio, per definire sfide tra squadre della stessa città (stracittadine) o della stessa zona geografica. Il termine viene anche impiegato per gare che oppongono squadre che, per questioni geografiche, sociali o politiche hanno fra loro una rivalità storica molto accesa. Il solo dato di quanto poco si siano incontrate le due squadre negli ultimi 40 anni e praticamente sempre per manifesta differenza dei valori in campo in favore dell’Avellino, la dice lunga su quanto sia “tradizionale” e sentito il match sotto la montagna di Mamma Schiavona.
Tuttavia, non si può non prendere atto del fatto che sulla sponda giallorossa le cose vengano vissute in maniera completamente diversa: una vera ossessione anti-avellinese, figlia e segnale di una forte invidia e un sofferto rancore accumulati nel recente passato, fa sfoggio di sé senza pudore nelle tante manifestazioni plateali ma anche un po’ goffe dei beneventani. Pertanto, come spesso capita, una guerra non dichiarata deve essere accettata quando il nemico ce la impone! L’Avellino si prepara dunque a questo “match della vita” giocato dai sanniti, con la serenità di chi sa bene che la partita sia solo una tappa di avvicinamento all’obiettivo stagionale (che è la permanenza in categoria, punto di “ri”-partenza verso traguardi più prestigiosi negli anni prossimi). Ben differente sarà lo stato d’animo dei sanniti (peraltro dotati di un tasso tecnico “sulla carta” decisamente e vistosamente superiore a quello dei nostri), i quali sono già alle prese (all’inizio di Novembre!) con la sensazione dell’ennesimo fallimento sportivo incombente (solo un punto in più dei nostri in 11 giornate di campionato) e con l’aggravante di un ambiente isterico pronto a rovesciare su di loro una illogica pressione da “derby” ossessionato.
I nostri viceversa scenderanno in campo con la serenità di chi occupa una posizione in classifica in linea con le aspettative e ha raggiunto un livello di crescita accettabile, seppur da incrementare ulteriormente, anche perché consci di una base di partenza ancora troppo inesperta o immatura. Una vittoria (o anche un pari) sarebbero una ulteriore tappa del processo di maturazione, e verrebbero accolte con la giusta e contenuta gioia;una sconfitta sarebbe invece una nuova delusione da mandar giù, seppur a ricaduta non immediatamente preoccupante per la classifica. |
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| Ultimo aggiornamento ( Domenica 13 Novembre 2011 09:02 ) |




