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La bella vittoria col Pisa di Domenica scorsa ha rimesso il campionato dei Lupi sul binario della serenità, quella acquisita col filotto di risultati conseguiti a novembre e a dicembre. Il vantaggio sulla Spal, squadra che occupa la quintultima posizione, cioè l’ultima che impone la partecipazione ai play-out, è risalito a undici punti, che con tutte le scaramanzie del caso, non possono non essere considerati un bottino assolutamente tranquillizzante per la permanenza in Prima Divisione.
Non è solo il grande vantaggio sulla Spal che autorizza ottimismo. L’Avellino ha messo dietro di sé un gran numero di squadre (ad oggi, occupa la sesta posizione in classifica) e lo ha fatto con un gioco, se non sfavillante, di sicuro convincente, e con prestazioni consistenti, e decisamente in linea col punteggio cumulato in classifica. Anche il match con i toscani di domenica scorsa al Partenio-Lombardi che rappresentava uno scontro diretto tra nobili decadute, ma anche tra pari grado in classifica, ha mostrato un Avellino meritevole della posizione che occupa nel campionato.
Pertanto, la partita del Brianteo con la Tritium assume significati un po’ più ampi della sola classifica da curare e salvezza da inseguire. L’obiettivo principale di questa fase della stagione sta diventando la crescita del gruppo e dei singoli, il progetto della squadra futura e possibilmente il riavvicinamento di squadra e società al pubblico, quello dai numeri più ampi. Ma in questo caso specifico, forse più di tutto, gli stimoli per i bianco verdi in campo arriveranno dal ricordo della partita d’andata.
Quello con la Tritium è stato probabilmente il punto più basso dell’intera stagione. I rovesci non sono mancati quest’anno, seppure in un quadro di prestazioni buone e classifica sorprendentemente soddisfacente, ma forse quello casalingo con i lombardi è stato quello che ha fatto più “male” a squadra e ambiente. L’Avellino giocò un primo tempo disastroso dinanzi ad una Tritium molto ben organizzata, in barba alle ironie dei più che avevano ignorato fino ad allora nome, storia e collocazione geografica della squadra di Trezzo d’Adda. E sebbene i lombardi ne avessero potuto fare anche tre, il primo tempo si chiuse con un recuperabile 0-1, lasciando lo spazio ad una ripresa generosa dei Lupi (peraltro ancora non brillanti) che riuscirono con un po’ di buona sorte a raddrizzare il match con un rigore cercato e ottenuto da De Angelis ma anche a fruire dell’espulsione del portiere ospite nella stessa circostanza, che non solo lasciò la sua squadra in 10, ma non fu nemmeno sostituito dal pari ruolo per l’esaurimento del numero massimo di cambi. Fu però da quel momento che si aprì il baratro per l’Avellino. In 11 contro 10, e con un difensore in porta, i Lupi non solo non riuscirono a fare un solo tiro in porta nei quindici minuti a disposizione, ma furono colpiti e forse umiliati da uno strepitoso gol di Bortolotto che regalò il 2-1 finale alla Tritium.
Ecco, è questo il vero stimolo per i biancoverdi a Monza: cancellare quella brutta pagina dell’andata, riscattarsi di fronte ai lombardi e rimettere a posto anche le cose in classifica (i brianzoli sono stati già superati, ma hanno viaggiato per tutto il girone d’andata in zona play-off). Si può star certi che Bucaro stimolerà a dovere i ragazzi, il tecnico dovrà gestire il rientro di Malaccari e l’abbondanza dei disponibili (non ci sono squalificati), non resta che aspettarne i risultati.
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