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La favola dell'AIR PDF Stampa E-mail
Martedì 12 Febbraio 2008 23:57
  Scritto da La Redazione   
La finale tra La Fortezza Bologna ed Air Avellino ha tratteggiato la degna conclusione di una emozionante e combattuta edizione della Final Eight di Coppa Italia, caratterizzata da sette partite, prive probabilmente di momenti di alta spettacolarità, visibilmente più presenti in altre edizioni, ma dove l'equilibrio e l'intensità agonistica ed emotiva di ogni incontro sono riusciti ad appassionarci fino a trovare la loro massima esaltazione nel momento del trionfo della Scandone.
Ha vinto, meritamente, l'Air Avellino, scrivendo sicuramente una pagina nuova nella storia del Basket Italiano; sublimazione di un momento in cui la Pallacanestro di vertice sembra allontanarsi dalle consuete latitudini della Pianura Padana e delle Alpi orientali, conoscendo ed aprendosi a realtà come Montegranaro, Avellino o la stessa Biella, che, alla vigilia del campionato, non apparivano, certo, gratificate dai favori del pronostico nemmeno per una candidatura per i Play-off e che, oggi, nella corsa verso il tricolore si trovano quantomeno coinvolte, a buon diritto, per un posto tra le prime quattro e, quindi, a giocarsi le carte per "il lasciapassare" nell'Europa che conta.

 
La Scandone Air Avellino ha vinto il suo primo trofeo, realizzando qualcosa di unico ed irripetibile sul piano sportivo, con una società moribonda e rivitalizzata, quest'estate, dall'arrivo di un nuovo proprietario, Ercolino (tale di nome e... di fatto !), personaggio decisamente esuberante e passionale, ma, che della Pallacanestro, per sua stessa ammissione, non conosceva nemmeno forma e grandezza del... pallone.

Ercolino



Con un coach, Boniciolli, che, da luglio scorso, si è visto prima "esautorare e dimissionare" dal precedente management, poi quasi esonerare alle prime difficoltà, in autunno, ed ora portare in trionfo, vedendosi finalmente riconosciuti i tantissimi meriti nella costruzione di una architettura sportiva che tutta Italia ammira e forse, addirittura, invidia per precisione e funzionalità in relazione alle risorse impiegate.
Un coach, per la verità, mai troppo amato, a tratti, quasi, sopportato dalla piazza, per quel suo modo, solo apparente, di esser altero ed irritabile, freddo e distante; in realtà, maschere di un uomo che avvertiva la diffidenza, relazionale e tecnica, di un ambiente abituato ad interagire con i propri beniamini sempre in modo, fin troppo, immediato e viscerale.

E in quell'abbraccio finale che Boniciolli, tra le lacrime, ha voluto dedicare a Zorzi, ben più di un "secondo", ma saggia e preziosa coscienza di una squadra, indissolubilmente legata ai due tecnici, crediamo, idealmente, si siano uniti tutti gli sportivi irpini conquistati dalla umanità e dallo spirito di appartenenza di un gruppo costruito sugli uomini prima ancora che sui giocatori.
Che, ovviamente, sono bravi, tutti, nessun escluso; ognuno con il proprio ruolo e le proprie responsabilità.
La vittoria della Scandone, infatti, proprio per come è arrivata, sta a dimostrare il valore tecnico ed umano di un roster (chissà se ancora sottovalutato ? ), fugando dubbi e perplessità sulla sua consistenza fisica e mentale, dimostrando, inoltre, concretamente di non risultare Green-dipendente, dal momento che tutti hanno dato un contributo, rivelandosi protagonisti determinanti per ottenere questo trionfo.
Non si vince altrimenti, giocando tre giorni consecutivamente, una competizione come la final-eight di Coppa Italia.

Coppa Italia



Citare, prima di tutto, quindi il giudizio e l'equilibrio agonistico di Cavaliero, la disponibilità di Ortiz e Lisicky, la fisicità di Bryan ovvero l'attenzione di Barlacu, risulta doveroso: uomini che hanno giocato meno rispetto ad altri, ma sono stati altrettanto decisivi in tante piccole situazioni di gioco.
Giocatori che, nonostante un impiego diverso e particolare, per quantità e qualità, hanno saputo dare la loro pennellata d'autore... al "Trittico bolognese", facendolo, cosi, diventare... un vero capolavoro.

Un'opera d'arte, certamente, organizzata da Green che rimane la stella ed il giocatore più rappresentativo, ma bisogna sottolineare come vincere il trofeo con la versione stagionale, probabilmente, meno scintillante del folletto bianco-verde, per quanto persino paradossale, possa, viceversa, evidenziare quanto il team di Boniciolli, sia riuscito a brillare di luce propria sotto varie e diversificate sfaccettature.

Pensiamo, per esempio, al travolgente e Shaquillesco Williams, al pungente e smaliziato Radulovic, oppure agli straordinari Righetti e Smith.
Il primo, un combattente, ha messo, con l'umiltà dei forti, la sua esperienza ed il suo agonismo al servizio della squadra. Ed oltre al consueto bottino di punti, in queste partite, ha dimostrato una esasperata, ma utilissima, duttilità difensiva, essendo riuscito con disinvoltura ed efficacia a sfidare, nella propria metà campo, un play, come Vitali, nel quarto di finale, un lungo come Hunter in semifinale ed il giocatore di maggior talento offensivo della squadra avversaria, Anderson, in finale.
Smith e' stato, per altro verso, (partigiano, lo riconosciamo n.d.r.) il manifesto di uno sport dove l'abilità e la pulizia tecnica della giocata possono ancora prevalere sull'atletismo esagerato degli esterni dell'ultima generazione.
L'intelligenza "trasudava" in ogni sua scelta: se serviva un tiro, lo prendeva; se occorreva un passaggio, lo effettuava; se bisognava scivolare in difesa o prendere un rimbalzo importante, Smith c'era. Oltre ciò aver centrato un 6/8 da tre punti in una partita-finale, appare una qualità affatto secondaria e... disprezzabile che Smith (...pur senza Wesson), però, possiede nelle corde balistiche !


Ercolino-Green


Un ultimo pensiero, un po' auto-referenziale, ci piace spenderlo per l'invasione festosa e colorata dei tantissimi tifosi irpini: perché se l'Air a Bologna ha preso... la Virtus, la Torcida Biancoverde ha, sportivamente, conquistato basket-city e non solo quella.
Due eventi che nessuno, nemmeno sei mesi fa, avrebbe potuto lontanamente immaginare, e che, oggi, rappresentano, a ben ragione, il vanto e l'orgoglio di una intera comunità e la bellissima pagina di una favola sportiva.

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 13 Febbraio 2008 17:15 )