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Una maglia non è un vestito! PDF Stampa E-mail
Martedì 27 Maggio 2008 09:20
  Scritto da La redazione   
E dopo la retrocessione, l'ennesima, i Pugliese ci consegnano il silenzio loro ed il mare nero dei pensieri nel quale una gestione mai chiara, sempre "al limite", dell'U.S. Avellino1912, costringe i tifosi a navigare.
Metabolizzare la ricaduta in serie C, vuoi per l'abitudine, vuoi perché anticipata da tempo, è tutto sommato un'impresa non impossibile.

D'altra parte, "chi ama lo fa a prescindere dalla categoria" non è una frase fatta, per tifosi come noi. Ciò che ci saremmo risparmiati volentieri è l'ennesima "tarantella" legata alle sorti dell'Avellino: i Pugliese vanno via?... cederanno in tempo, così da consentire a chi subentra di sistemare la pratica iscrizione ed allestire una squadra decente? iscriveranno l'Avellino per poi passare la mano?... a chi, quali persone serie o personaggi noti?...non troveranno nessuno che voglia imbarcarsi in questa situazione e non riusciranno ad iscrivere la squadra, trascinando con sé, all'inferno, l'U.S. Avellino 1912?

Noi non sappiamo ciò che accadrà e forse, in queste ore, non lo sanno neanche i Pugliese, troppo abituati a navigare a vista; noi attenderemo, cercheremo di capire, sapremo valutare e vigilare. Ciò che sappiamo, da sempre, e lo urliamo anche più forte, ora, a chi indica le scorciatoie per l'inferno quale male minore (dopo essersi illusi e/o aver volutamente illuso che esistessero scorciatoie per il paradiso), è che "una maglia non è un vestito".

La maglia con su scritto U.S. Avellino1912 non è un vestito vecchio, sporco, fradicio di sudore, un qualcosa che, "a questo punto", sia meglio, molto meglio, togliere e buttare via, qualcosa che, "a questo punto", sia preferibile sostituire con qualsiasi cosa, fosse anche una semplice canottiera, ma che avrà il dono dell'essere nuova, pulita e che sicuramente ci risparmierebbe l'indecenza dell'andare in giro con un vestito vecchio, sporco e la sofferenza del fetore del sudore che lo impregna.

Quella maglia, quella che ha il lupo vicino al cuore, quella che ha la scritta U.S. Avellino 1912, quella maglia prossima a festeggiare il secolo di vita, è altro, "molto altro". Qualcosa che richiederebbe pagine e pagine per essere spiegato.

Ed è questo "molto altro" che non vogliamo perdere, non la serie B o la C1 o la C2. Noi non seguiamo l'Avellino per mestiere o professione; nulla di male, per carità di Dio, ma, ci perdonino certi commentatori, pur avendo compreso benissimo che non si augurano il fallimento dell'U.S. Avellino1912, pur avendo compreso che il loro pensiero sia un indicare un male minore da preferisi "a questo punto", il loro non potrà mai essere il nostro pensiero.

E perché? Perché per loro l'Avellino è un momento professionale (nulla di male, per carità!), uno di quei momenti che li portano a Napoli, ad Avellino e magari il prossimo anno a Salerno e per noi è altro, "molto altro".

Ecco, noi rinunciamo a spiegarglielo questo "molto altro" e loro rinuncino a spiegare a noi avellinesi che, "a questo punto", sia meglio fallire e ricominciare.

La giustezza delle ragioni della loro (ma non solo, sappiamo che sono in buona compagnia) teoria la vadano a spiegare al Napoli milionario, dove pure si ha meritata tribuna e, magari, la spieghino a Salerno, dove i momenti professionali potrebbero portarli il prossimo anno.

Là capiranno ed applaudiranno pure. Noi, NO!
Ultimo aggiornamento ( Martedì 27 Maggio 2008 10:33 )