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Sabato 15 Settembre 2007 22:30
Scritto da velleio patercolo
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Una vittoria può farti dimenticare i bocconi amari o farti gioire con adolescenziale felicità. Ma può, specie quando arriva dopo uno stillicidio di infamie e colpi dolorosissimi, alimentare quell’istinto umano, troppo umano che è il rancore del risorto. Quanto è legittimo questo desiderio. E quanto è forte la tentazione della rivalsa su quella ignobile catasta di avvoltoi che si addensano tra malinconiche redazioni e asfittiche pareti di una penosa burocrazia clientelare.
Tanto forte che il risultato di oggi è più facile accoglierlo col ghigno vendicativo del risentimento che con quello gaudente del vincitore. E tuttavia, anche se la sincerità e l’orgoglio consiglierebbero il contrario, vale la pena tergiversare e riempire con cinico attendismo il nostro repertorio di soddisfazioni. Meglio collezionare: il censimento, alla fine, ci darà, oltre che la goduria di un orgasmo meraviglioso, la splendida occasione di una dissipazione indimenticabile di insulti. |