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A me piacerebbe una punta giovane, su cui investire.
Non lo so, non mi convince quest'idea, anche se i frutti poi arriverebbero nell'immediato campionato.

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Praticamente dietro casa PDF Stampa E-mail
Lunedì 18 Ottobre 2010 22:15
  Scritto da Verdissima   

La cittadina lucana è così vicina alla provincia di Avellino che andare a Melfi è poco più di una passeggiata, passando per le bellissime zone dell'alta Irpina come la diga di Monteverde.
Partiamo nella tardissima mattinata e, dopo una breve sosta a Lioni per consegnare dei biglietti e mangiare un panino, ci rimettiamo in viaggio per raggiungere in breve tempo la nostra meta.
Una volta arrivati in prossimità dello stadio, le forze dell'ordine ci dicono di lasciare l'auto in un parcheggio vicino alla stazione che dista poche centinaia di metri dallo stadio.
Ci uniamo alla maggior parte degli altri tifosi biancoverdi che sono già arrivati e, tutti insieme in corteo, ci dirigiamo verso lo stadio sventolando bandiere e cantando a squarciagola i nostri cori per l'Avellino.
Giunti davanti all'impianto sportivo incontriamo un gruppo di ultras di casa che si fermano a salutarci e con i quali ci tratteniamo a chiacchierare per diversi minuti.
Si parla per lo più della tessera e della necessità di dover condividere lo stesso settore non avendola sottoscritta e li invitiamo a venire al Partenio nella nostra tribuna così da ricambiare l' "ospitalità".
Ma non tutti appartengono alla tifoseria organizzata e non tutti conoscono il problema della tessera del tifoso, e così ci troviamo a dover spiegare ad un simpaticissimo signore di Melfi il motivo per il quale così tanti tifosi avversari stanno entrando nella loro tribuna.
E siamo tanti nella loro tribuna, tanti e colorati e con tanta voglia di cantare e tifare per i nostri colori. E il nostro tifo non cala nemmeno quando siamo sotto di un gol, e poi di due e poi di tre.
Soltanto al triplice fischio i cori di sostegno e incoraggiamento cessano per dare spazio a qualche momento di contestazione verso la squadra e il tecnico rei, a nostro giudizio, di non essere nemmeno scesi in campo. Ma poi, all'uscita e fino al parcheggio, è di nuovo un corteo biancoverde che non smette di cantare i suoi cori... uno su tutti: "La gente come noi non molla mai"