|
Martedì 07 Dicembre 2010 08:55
Scritto da Verdissima
|
|
Si parte per la trasferta più lunga di questo campionato che vede l'Avellino impegnato sul difficile campo di Trapani. Decidiamo di utilizzare il pullman come mezzo di trasporto proprio per cercare di rendere meno faticoso possibile il lungo viaggio. L'appuntamento viene fissato all'una e in attesa che arrivi il pullman, nonostante l'ora tarda, non riusciamo a trattenere il nostro entusiasmo ed iniziamo a cantare a squarciagola i nostri cori per l'Avellino. Arriva il pullman e ci affrettiamo a salirvi sopra probabilmente in tempo per scansare eventuali gesti di disappunto da parte degli abitanti del palazzo che, a quell'ora, speravano di dormire tranquilli. Impieghiamo ben 11 ore per raggiungere la nostra meta ma il viaggio in pullman, il viaggiare tutti insieme verso la nostra importante meta ha sempre qualcosa di speciale e perciò la fatica del viaggio viene in parte annullata dalle battute scherzose, dalle risate, dallo scambiarci una birra o un panino. Arriviamo a Trapani ed entriamo nell'impianto sportivo del capoluogo siciliano con largo anticipo rispetto all'orario di inizio della partita. Abbiamo i biglietti della gradinata, settore che corrisponde più o meno, alla nostra Terminio e gli spalti sono ancora vuoti; decidiamo di occupare uno spicchio all'estremità del settore in modo da lasciare liberi i restanti gradoni per i padroni di casa e per avere a disposizione un ringhiera dove poter appendere gli striscioni che abbiamo portato con noi. A poco a poco cominciano ad arrivare i tifosi granata che, entrando nel loro abituale settore, ci guardano meravigliati non aspettandosi forse di trovarlo "invaso" da decine di persone che hanno al collo una sciarpa dal colore diverso rispetto alla loro. Sono però sguardi di simpatia ed alcuni di loro si fermano a chiacchierare con noi e, prima dell'inizio della gara, ci auguriamo a vicenda di assistere ad una bella partita. Non siamo molto numerosi ma riusciamo a farci sentire e a trasmettere il nostro entusiasmo ai calciatori in campo soprattutto quando la squadra si trova in inferiorità numerica ed ha bisogno di tutto il nostro sostegno. E tutto senza creare il minimo attrito con i tifosi avversari che si trovano gomito a gomito con noi in tribuna e che, ovviamente, incitavano i loro calciatori a dare il massimo per vincere la partita. Alla fine non ha vinto nessuno sul campo ma abbiamo vinto tutti noi sugli spalti.
|