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Home Editoriali L'altra partita 19ma Treviso Avellino 2-1
19ma Treviso Avellino 2-1 PDF Stampa E-mail
Lunedì 22 Dicembre 2008 23:10
  Scritto da LupoDentrooo   
Ore 16 meno qualche minuto, io e le mie sigarette ci sediamo sul divano. Le squadre scendono in campo, mi faccio il segno della croce. Sussurro: “Maronna di Montevergine mia, aiutaci tu, fa’ che non perdiamo”. Siamo al calcio di inizio, sul dischetto del centrocampo inquadrano Pellicori che parla a Ciotola, mentre accompagna le parole con movimenti delle mani. Ciotola si fa il segno della croce. Sussurra: “Padre Pio mio, aiutami tu, fa che nun me manna affanculo pure oggi”.

2° minuto. Punizione per l’Avellino. Dettori batte così velocemente che sorprende tutti i compagni, trovando scoperta la difesa, con Defendi e Vaskò che si erano portati in avanti. Il Treviso segna, io sacramento mentre mi chiedo ar’o cazzo stann’ i difensori centrali e Campilongo sacramenta mentre chiede a Dettori ar’o cazzo gli è venuto di battere così velocemente. Dettori risponde: “Me lo ha detto Aldair: muoviti, se no ti vede LupoDentrooo e inizia alluccà”.

4° minuto. N’Zé inizia a far rimpiangere Gazzola, sulla destra Scaglia lo fa ammattire, tanto che deciderà di non farsi trovare più al suo posto.

9° minuto. Musetti al volo lambisce il palo dopo essere stato servito da Scaglia. Io scaglio le prime jastemme a N’Zé.

12° minuto. Koman serve Pellicori che però, per colpa della caviglia che tanto lo sta facendo soffrire, non aggancia e Pellegrino para.

20° minuto. Missiroli, sul primo palo, appoggia di petto per Musetti che schiaccia troppo e la palla si alza sulla traversa. N’Zè non N’Zè, Vaskò si gira e, visto che a destra si balla, inizia a cantare: “связи временными N’Zé N’Zé непо?! при приёме звонков”; che poi sarebbe la versione ungherese di “Dove sta N’Zé N’Zé?! Oi maronna mia”

30° minuto. Pepe serve Pellicori in area, il bomber che avrebbe rifiutato la Reggina perché lui in serie A non fa la riserva, aspetta che sia la palla ad arrivare fino al suo piede e si fa anticipare dal difensore che mette in angolo. Campilongo si mette le mani in testa, io mi metto le mani in testa e l’ennesima sigaretta in bocca, mentre il bomber si porta le mani alla caviglia che tanto lo sta facendo soffrire e gli impedisce di andare rapidamente su palle come quella servitagli da Pepe.

35° minuto. Pellicori allarga a Ciotola che si esibisce nel suo numero preferito: doppio passo a superare l’avversario in corsa e portiere colpito in pieno. Pellicori gli dice che avrebbe dovuto ridarla indietro e chiudere il triangolo e io dico a Pellicori che dovrebbe chiudere la bocca.

39° minuto. Dettori servito da Defendi passa indietro ancora a Defendi che ripassa la palla a Dettori che ripassa nuovamente a Defendi e con le mani gli fa segno che non deve permettersi mai più.

41° minuto. Pellicori è solo in area, sono tutti fermi per il netto fischio dell’arbitro essendo in fuorigioco. Il bomber segna e corre ad esultare. Si accorge dell’annullamento e, questa volta, porta le mani in testa e non alla caviglia.

44° minuto. Di Cecco si stanca di vedere Dettori che passa la palla indietro e così serve un pallone d’oro a Pellicori. Alex è solo, io scatto in piedi pronto ad esultare, ma il bomber ciabatta un tiro indecente. Mi porto le mani alla fronte, in segno di disperazione, mentre gli urlo “mavaffanculo”, nello stesso istante il bomber si porta le mani alla caviglia che tanto lo sta facendo soffrire e mia moglie mi dice “ti ricordo che ci stanno le ragazze in casa. Basta!” ed io rispondo “Basta lo dico a Campilongo, vottalo fuori”.

Fine primo tempo. Riempio l’intervallo passando sul canale dei Pisciaiuoli, stanno perdendo ed io non so se esultare per questo o dannarmi per l’incredibile mancata vittoria nel derby della settimana scorsa.

Inizia la ripresa, l’Avellino parte subito bene, e Pepe mette al centro un pallone alto. Alto mo’?!? Quello il pallone è pure perfetto, solo che Ciotola è alto mezzo metro ed il Bomber Pellicori non è potuto scattare al centro per impattare per colpa della caviglia che tanto lo sta facendo soffrire.

53° minuto. Pepe capisce, che lì d’avanti, l’unico non pepe è lui e decide di fare tutto da solo. Grandissima azione dalla destra, si accentra e fa partire un tiro incredibile che si insacca dove il portiere mai può arrivare. Scatto in piedi, mi porto la mano in fronte, anzi ve la sbatto in segno di incredulità e di gioia. Urlo: “maroooooo’…maronnna e che golllllll”, stringo i pugni in segno di esultanza e poi inizio a ripetere all’infinito, con l’intensità del grande Gassman nella celebre scena del tifoso allo stadio: “Pepe…pepe…pepe…pepe”. Tutta la panchina esulta, arriva anche Pellicori, è l’ultimo ad aggiungersi alla montagna umana che si è formata accanto alla panchina: purtroppo la caviglia che tanto lo sta facendo soffrire lo ha rallentato nella corsa. Ma è felice e si vede. Alex, dopo Vaskò, ha trovato un altro che ha fatto gli stessi goal suoi, i goal del bomber: è Pepe! No, non è Pepe Pellicori, è Pepe quello che ha segnato; Alex è il sinonimo di pepe.

58° minuto. Ancora e sempre Pepe fa partire l’ennesimo traversone su cui finalmente stacca il bomber. Ma devia di testa debolmente e Pellegrino para senza problemi. Nell’inquadratura dal basso si vedono i tifosi dell’Avellino che si mettono le mani in testa, io li imito e Pellicori si mette le mani alla caviglia che tanto lo sta facendo soffrire e gli ha impedito di staccare meglio ed indirizzare meno debolmente verso la porta.

60° minuto. Missiroli supera facilmente Ghomsì e mette al centro un pallone da spingere in porta. Si avventano in due e finalmente, dopo tanto tempo, ci sta pure N’Zè. La sua presenza è una incredibile sorpresa che disorienta Musetti ed il pallone sorvola la traversa. Io mi metto le mani in testa, anzi stavolta quasi le uso come un martello sulla capa, per lo scampato pericolo.

Passa un solo minuto. Scatta male il fuorigioco del Treviso. Pellicori è solo ma in posizione defilata, guarda la porta, guarda due compagni liberi sul primo palo e decide di tirare ugualmente. Fa partire un missile, ovviamente non inquadra la porta e colpisce Ciotola sulla testa, come ad abbatterlo per impedirgli di fare quello che tante volte ha fatto lui con il beneventano: mandarlo affanculo. Ciotola fa da sponda di bigliardo e manda a lato a porta vuota. Io scaravento il pacchetto delle sigarette a terra, sbatto tre volte la mano in fronte e tre volte ripeto: “Ma comme se po’ fa? Comme se po’ fa? Comme se po’ fa?” e chiudo il rosario chiedendomi: “… e quando cazzo signamm? Quann’? Ecchecazzo!” e mia moglie partecipa al rosario con il solito avvertimento: “Peppe…ci stanno le ragazze”- Le rispondo “ma io non capisco, escono sempre e devono stare in casa proprio quando gioca l’Avellino? E non mi sfottere tu e loro!”

64° minuto. L’Avellino è padrone del campo. Azione ripetuta, la palla arriva finalmente a Dettori che tira verso la porta. Ma solo…verso! Lo fa cosi debolmente e centralmente che il portiere compie la più facile parata della sua vita. Il regista inquadra in primo piano Dettori che rientra e, così, avvicinandomi allo schermo, ho l’opportunità di parlargli a tu per tu: “passa la palla indietro, la prossima volta…è meglio”.

Ma l’Avellino insiste, il Treviso è alle corde ed io nuovamente sul divano.

69° minuto. Vaskò per Koman, il biondo è in area, si gira, tira, scatto in piedi, urlo “gooo…” e si strozza tutto in bocca: palla che sfiora incredibilmente il palo. Porto tutte e due le mani in testa in segno di disperazione. Pure Campilongo, nell’inquadratura successiva, mi imita.

Troppe occasioni sprecate….troppe. E nel calcio chi sbaglia paga.

71° minuto. Fallo stupido ed inutile di Vaskò. Il telecronista sky dice che gli specialisti del Treviso possono fare male da quella posizione. Stavolta, porto le mani tra le gambe e là restano per tutto il tempo. Inutile barriera artigianale a ciò che sarà: tira Guigou, la palla sbatte sul palo e si insacca. Padelli pietrificato. Io pure. Solo la bocca riesce a muoversi: “eccheccazzo…lo sapevo…lo sapevo”. Ormai le sigarette non si contano più. E manco le jastemme che votto a Vaskò per quel fallo davvero assurdo.

Ormai, non mi muovo più; sono una statua. Io e l’Avellino abbiamo accusato il colpo, mentre il tempo, invece, corre…corre…corre. E come corre! Il tempo non ha la caviglia che lo tormenta, puttana Eva.

90° minuto. Punizione dalla destra. Tutti in area. Mi alzo e sono quasi ad abbracciare la televisione, vorrei entrare in area pure io. Calcia Pepe. La palla filtra. Vaiiii. C’è il bomber, c’è Pellicori, devia…e passa al portiere. “Ma vaffanculo…va’ “ e ormai la mano, portata alla fronte, rimane a reggere la testa. Comm’ fa male sta capa. Il bomber sconsolato porta la mano alla caviglia che tanto lo fa soffrire e gli impedisce di colpire bene la palla in occasioni come queste. Non c’è più tempo se non per registrare quanto avviene allo scadere del recupero:

93° minuto. Pepe fa fallo. Arriva l’arbitro. Rosso diretto. Pepe si arrabbia, io no. Non ho più la forza per farlo. Ho solo la testa che mi fa tanto male, per le botte con le mani e la botta per una sconfitta che non meritavamo proprio. Anche Pellicori ha tanto male alla caviglia, quasi come Pugliese ha male alla sacca. Avellino e d'intorni è tutto un ospedale da qualche tempo. Speriamo che l’anno nuovo porti il Bomber a fare le valige, assieme ai compagni di reparto, ed il patron a fare il proprio dovere. Perché, come disse il famoso purpo del ristorante: "nun se po’ fa sempre sta vita".

e comme me pesa sta capa