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E' il 19 settembre, il giorno del miracolo di San Gennaro. L'Avellino, dopo aver sconfitto in casa una squadra con la denominazione latina, affronta in trasferta la squadra con la denominazione "Latina". I tifosi biancoverdi auspicano il bis del 2-0 di sette giorni fa al Partenio. La città pontina, che tanto ha ricevuto dal Duce tra gli anni '20 e '40, è piena di simboli del periodo fascista e tra un'aquila imperiale e un fascio littorio, spuntano ogni tanto i manifesti che pubblicizzano l'evento sportivo: US LATINA vs US AVELLINO Alla vista del vecchio logo e della vecchia denominazione un brivido freddo percorre la schiena di tutti i tifosi irpini: "nooo, n'ata vota Pugliese no". Ci si tranquillizza solo alla vista di Contino... ma mica tanto. Optiamo per la svista e non per la presa per il culo. Il locale periodico di calcio distribuito allo stadio ci ricorda che l'ultimo confronto tra Latina e Avellino fu un'amichevole nel 1979, organizzata nell'ambito del trasferimento di Andrea Carnevale, per 120 milioni di lire (ndr, cioè quanto costerebbe oggi un ragazzino di 13 anni, nemmeno tanto promettente), dalla società pontina a quella irpina all'epoca in serie A. Non so se danno più fastidio i riferimenti al loro ventennio o quelli al nostro decennio... comunque il pensiero che questi vogliano farci rosicare comincia a farsi strada. Sempre a proposito di precedenti tra le due squadre, la stessa pubblicazione ci fa notare che sia nel 1952 che nel 1969 i locali riuscirono nell'impresa di batterci. Mentre la mano sinistra va consapevolmente e vigorosamente a stringere il pacco, il pensiero che questi simpaticoni vogliano provocarci diventa più che un sospetto. La presa, però, si allenta quando leggiamo che in entrambi i casi la vittoria non servì ad evitare la loro retrocessione. Un silenzioso, ma sentito, "afammocc" vien su come un rutto dopo un bicchiere di coca-cola. PRIMO TEMPO Dal 1° al 14° - Nonostante io presenti patente, carta d'identità, passaporto, biglietto nominativo (con altro nominativo), tessera de "l'altro cronista", analisi del sangue e nonostante rilasci in tempo reale un campione per l'esame coprologico, gli addetti al servizio d'ordine non mi fanno entrare. I cancelli però si spalancano quando tiro fuori la tessera del F.A.S.C.I.O. (Federazione Avellinese Scrittori Cazzate Ignobili e Orripilanti) prestatami per l'occasione dal presidente Adorix. 15° - Entro io (alleluja), entrano i 60 ultras locali rimasti fuori per protestare contro la tessera del tifoso (sticazzi) ed entra pure il pallone nella porta di Marruocco (ma li mortè...). Rimpiango di non essere rimasto fuori un altro paio di ore a circumnavigare lo stadio. 17° - Azione convulsa in area pontina: Panatteri colpisce il portiere, Scandurra colpisce il palo e D'Angelo colpisce Giorgio Cagnotto, presente in tribuna, con l'esecuzione di un doppio avvitamento carpiato degno della migliore scuola cinese. L'arbitro, che è stronzo, non apprezza l'esibizione del centrocampista biancoverde e lo manda a fare la consueta doccia post-tuffo, nonostante il calciatore gli faccia un segno interpretabile come "no, no, posso fare meglio". 25° - Panatteri viene toccato da dietro in area e cade; è rigore netto ma l'arbitro, che è stronzo, lascia proseguire ma il settore ospiti esulta lo stesso per la mancata ammonizione dell'attaccante biancoverde. 31° - Il colombiano Merito non conosce Marruocco e va ad infastidirlo mentre questi si appresta a rinviare. Il nostro educato portiere si presenta "corcando" l'ignaro malcapitato. L'arbitro, che è stronzo ma non fesso, tra Marruocco e il colombiano, fosse pure parente del comandante Marcos, punisce il secondo, ovviamente solo verbalmente. 34° - Marruocco esce alla disperata su un attaccante lanciato a rete sventando una clamorosa occasione. Esaltato dall'intervento richiama la propria retroguardia urlando arrabbiato "MERITO MIO!!!". Il colombiano si gira preoccupato. 44° - Siamo al limite dell'area irpina: il pallone calciato da Polani termina sul braccio di Puleo e, nonostante il difensore si trovi ad una distanza tale da poter baciare alla francese l'attaccante laziale, l'arbitro, che è stronzo e pure geloso, espelle Puleo e assegna il rigore. Polani trasforma il penalty e porta il dito indice al naso per zittire i tifosi irpini. Marruocco prende nota. 45° - Merito, temendo di essere sulla lista dei cattivi, cerca l'uscita anticipata e scippa il pallone dalle mani di Ricci che sta per battere un fallo laterale. L'arbitro, che è stronzo e pure dispettoso, lo ammonisce soltanto. Finisce il primo tempo 2-0 per il Latina: i tifosi biancoverdi rivolgono lo sguardo al cielo specificando che quello che auspicavano ad inizio partita era il bis della vittoria di domenica scorsa e non un 2-0 per i padroni di casa. I tifosi di casa sono in visibilio e noi, che siamo pur sempre in territorio nemico, ci uniamo al coro forti della nostra aristocratica erre moscia: "LATVINA, LATVINA, LATVINA". SECONDO TEMPO 49° - Merito, visto che il suo allenatore ancora non si decide a sostituirlo, prende l'iniziativa e plana sulla schiena di Beep Beep Rega. L'arbitro, che è stronzo, accontenta Willy il Coyote e lo espelle tra il disappunto di Marruocco. 58° - Entra Gasperino "Er carbonaro" Cinelli, che qualche mese fa stava per essere ingaggiato dall'Avellino, e fa subito vedere di cosa è capace: sta per battere il record dei 50 metri in 6 secondi quando inciampa in uno sconosciuto oggetto di cuoio di forma sferica che gli rotola tra i piedi. Dionisio nel giro di tre secondi immagina come sarebbe stata la sua vita se avesse portato questo Cinelli ad Avellino: i fischi allo stadio, le telefonate a RPN, le critiche sui giornali e sui forum, i commenti cattivi di Mussone e Lamberti, ecc.. Sta per programmare una "juta" a Montevergine quale ringraziamento per il pericolo scampato ma poi rinuncia perchè alla fine non è che lo scenario prospettato sia tanto diverso dall'attuale. 64° - Il guardalinee sbandiera un fuorigioco attivo di Panatteri e l'allenatore in seconda dell'Avellino, D'Angelo, sbandiera a tutto lo stadio il gioco passivo preferito dal guardalinee; l'arbitro, che è stronzo, espelle il vice di Marra omonimo del calciatore precedentemente espulso e d'ora in avanti anche "omosoprannonimo" visto che anche lui viene ribattezzato dai tifosi "Dangello" (no cavicio m'panza). 70° - Quel figlio di pontina di Polani sfotte Rega che si danna nel suo ruolo di terzino destro - intermedio destro e ala destra. Il nostro under vorrebbe dirgli in faccia quello che pensa di lui ma purtroppo gli concede una quindicina di centimetri e l'effetto è quello di Danny De Vito e Arnold Swarznegger nel film "Gemelli". Marruocco tranquillizza Rega promettendogli che al ritorno lo guarderà dall'alto verso il basso. 75° - Varriale, da poco entrato al posto di Scandurra, tenta il numero ma il numero non si fa tentare. 81° - Fanelli accorcia le distanze con una sassata dai 25 metri. I 2000 tifosi locali stringono simultaneamente le chiappe generando sullo stadio un'area di bassa pressione che determina un improvviso annuvolamento. 90° - Gasperino "Forrest Gump" Cinelli scatta verso la linea di fallo laterale; Nocerino lo ferma per indicargli l'esatta direzione della porta ma l'arbitro, che è stronzo, non apprezza l'amichevole suggerimento del difensore e, in evidentissima crisi d'astinenza da cartellino rosso, lo espelle. 95° - L'arbitro, che se non si fosse capito è stronzo, fischia la fine della partita e i tifosi locali possono finalmente rilassare i muscoli chiappali; il sole fa il suo ritorno sullo stadio. Mentre sul campo di gioco calciatori pontini e avellinesi continuano a discutere, l'arbitro guadagna velocemente gli spogliatoi e, in preda ad un raptus convulsivo, espelle, nell'ordine, i suoi assistenti, l'ispettore di Lega, un calcolo renale e una tifosa dotata di tanta grazia andata a ringraziarlo per cotanta grazia. E' il 19 settembre e San Gennaro ha compiuto il miracolo: ma se il suo sangue si è liquefatto il nostro è andato addirittura in ebollizione. Lasciamo quindi amareggiati e incazzati la città pontina, che tanto ha ricevuto dal Duce tra gli anni '20 e '40... ma anche dall'arbitro oggi.
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