| Tra campionato e Final Eight... |
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Martedì 01 Dicembre 2009 17:05
Scritto da Lupofranco
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Due sconfitte consecutive possono costituire un campanello d’allarme? Onestamente no. Cominciamo da una semplice domanda e da una ancor più semplice risposta per analizzare il momento dell’Air. Può preoccuparsi solo chi ha realmente pensato che l’Air fosse l’anti-Siena. Per chi ha invece chiaro il ruolo che Avellino ha in questo campionato iper-equilibrato, c’è soltanto la conferma che c’è tanto da lavorare e tanto da sudare già solo per raggiungere la salvezza. Perché, lo ripetiamo per l’ennesima volta, i bianco verdi non sono più forti di tante delle squadre di questo campionato, anzi a livello di talento hanno da invidiare a molte. Con l’intensità e l’applicazione mentale costante del roster, è possibile colmare il gap nei confronti delle altre. Le due sconfitte, e le loro proporzioni, non sono casuali. La Virtus Bologna è una squadra che ti fa giocare male e ti costringe a pensare molto, rallentandoti la partita, portandola sui binari che le sono più congeniali. Nel momento in cui viene meno il tuo sistema, puoi rimediare col talento dei singoli. A Caserta ciò è riuscito, perché ha più talento; all’Air no. E ricordiamo che l’Air ha al momento fuori uno dei giocatori di maggiori qualità tecniche, Akyol, sostituito da un giocatore, Diarra, solidissimo ma molto più di complemento. Sulla partita con Siena poco da dire: tra noi e loro ci sono 30 punti di scarto, e la partita lo ha confermato. L’unico modo per provare a impensierire i senesi, per chi è manifestamente inferiore, è provare ad inventarsi qualcosa: una zone-press, una 1-3-1, insomma qualcosa che Siena non è abituata ad affrontare ed alla quale può far fatica ad adattarsi. Se vai sistema contro sistema, le becchi di santa ragione, soprattutto se sono arrabbiati dopo una sconfitta e motivati dalla contesa con l’inseguitrice. Ora attenzione perché il calendario è ostico e ci può anche scappare il filotto negativo: Teramo è in ripresa ed è una buonissima squadra, Milano gioca male ma è piena di campioni, Caserta gira a meraviglia, è accompagnata da un entusiasmo travolgente e, se non fosse per una magia di Maestranzi a Montegranaro e per il suicidio collettivo di Teramo, sarebbe a punteggio pieno. Quindi occhi ben aperti, che il pubblico sia consapevole che c’è da soffrire e speriamo di recuperare alla causa il miglior Troutman (che a onor del vero contro Siena è finito sotto anche per la imbarazzante superiorità fisica dei suoi avversari) e che Nelson riprenda quel cammino di crescita interrotto da 3 giornate. Un realizzatore non sarà mai, ma c’è bisogno che contribuisca in termini di punti, altrimenti l’attacco è troppo legato a Brown, l’unico in grado di costruirsi un tiro da solo ma che proprio per questo tende a volte a strafare. Il fatto di essere qualificati di diritto per le Final Eight dovrebbe togliere pressione agli uomini di Pancotto e consentire loro di proseguire a lavorare nella massima serenità. E, a proposito delle Final Eight, ufficialmente assegnate alla nostra città, non c’è che da augurare un in bocca al lupo alla società per l’organizzazione e sperare che alla fine della manifestazione potremo essere orgogliosi come lo siamo ora. |




