Anno 4 - Giorno 140
Domenica, 01 agosto 2010
Benvenuto, Visitatore.
Attualmente sul Pianeta:
 2501 visitatori e 228 utenti online

Ultime discussioni

Non è che tu abbia le idee tanto chiare...ma sei sicuro di esserti ben informato sulla tessera, bert?:eh?:

Giusto, indignamoci!
E per RIBELLARCI contro tutto questo cosa si è deciso di fare? Di...

Home Editoriali Basket point Bilancio di metà stagione
Bilancio di metà stagione PDF Stampa E-mail
Martedì 26 Gennaio 2010 12:05
  Scritto da Lupofranco   

Finito il girone d’andata, è il tempo dei bilanci di metà stagione. Sicuramente positivo quello dell’Air: 80% di salvezza assicurata, sesto posto e Final Eight per il terzo anno di fila, ed infine la sorpresa dell’assegnazione dell’organizzazione di quest’ultimo evento, dopo che tutti i segnali erano in direzione di una riconferma di Bologna. Nel caos attuale della pallacanestro italiana, tra scandalo arbitri, caso-Napoli e lotte di potere, ormai non ci meravigliamo più niente. Ora spetterà a tutte le componenti, società, istituzioni, cittadinanza, rendere questo evento un motivo di orgoglio e non di rimpianto o imbarazzo. Tornando agli aspetti tecnici, l’Air è stata quella che ci aspettavamo: una squadra operaia, che basa le sue vittorie sulla difesa e sul gioco in transizione dove Brown, pur con i suoi eccessi, è un maestro, tanto che le statistiche dicono che Avellino è la squadra dove il contropiede ha la maggiore incidenza nella produzione offensiva. Molta fatica si fa nel gioco a difesa schierata, prova ne sono le difficoltà incontrate contro squadre dalla difesa molto fisica (Siena, Milano) o che inducono gli avversari a “pensare” (V.Bologna).D’altronde il talento della squadra è quello che è, e onestamente, dopo quindici partite, possiamo sentenziare che la scelta di Nelson non è stata felicissima: non per il valore in sé del giocatore, che ha doti atletiche favolose e un’attitudine al sacrificio e al gioco di squadra notevoli, quanto per le sue caratteristiche, in quanto Avellino avrebbe bisogno di un giocatore di maggior talento, con più punti nelle mani. Non è un caso che la produzione offensiva dello statunitense venga principalmente nei primi due quarti, mentre quando la partita si decide, e c’è bisogno di chi fa canestro, Pancotto si affida a Porta o Lauwers. Altrettanto francamente pensiamo che in questo momento sia inutile pensare a un sostituto, a meno che si vogliano inseguire traguardi più ambiziosi della salvezza e, soprattutto, il cambio non comporti un incremento delle spese societarie. Per quanto riguarda i singoli, Brown si è confermato il leader indiscusso delle squadre, e anche le sue forzature devono essere accettate in virtù del fatto che è l’anima tecnica ed emotiva della squadra. Bene l’Akyol post-infortunio, in crescita soprattutto dal punto di vista della continuità. Troutman è in ripresa dopo un periodo di appannamento che ha seguito un avvio strepitoso: a volte denota problemi di concentrazione, a volte cade in falli ingenui, ma il suo lavoro sotto le plance è fondamentale, così come quello di Szewczyk, che non ha molta continuità offensiva e non sta tirando benissimo dalla lunga, ma si è rivelato molto più prezioso del previsto a difesa e a rimbalzo. Ci aspettiamo di più dalla panchina, che ha dato un contributo molto alterno: Porta, Lauwers e Dylewicz, quest’ultimo in calo dopo un buon inizio, forse condizionati anche da continui acciacchi, posso avere un impatto molto più significativo di quello avuto finora. Tra i due italiani da panchina, inaspettatamente più utile l’apporto di Casoli che quello, impalpabile, di Cortese. Dando uno sguardo nel complesso al campionato, si conferma il grande equilibrio alle spalle della solita cannibale: segnale di un campionato che può regalare emozioni perché nessuna partita è scontata, ma che non è di livello eccelso e che fatica a trovare una seria alternativa a Siena perché nessuna delle presunte grandi ha avviato una programmazione simile a quella dei bianco verdi toscani. Così Milano si ritrova appaiata alla sorprendente Caserta dopo il solito avvio ad handicap ma continua a non convincere, la Benetton avvia un progetto giovani senza però una guida in campo (il playmaker, fondamentale) e provvede ad un imbarazzante esonero (anche se affidarsi a Repesa è stata, almeno per quel che sono i programmi societari, un’ottima scelta), la Virtus Bologna è ancora lontana dall’essere competitiva ai massimi livelli e Roma continua ad annaspare vittima delle proprie incomprensibili scelte tecniche. Molto bene Cantù e Montegranaro, come Avellino non attese a questo livello, bene anche la Varese del Pilla, stabile tra le prime 8 Biella, condizionata anche dai molti infortuni, in difficoltà Teramo (per scelte sbagliate, infortuni e partecipazione all’Eurocup), Cremona (cattiva scelta degli esterni americani) e Ferrara (che però con l’arrivo di Ford dimostra di essere viva e lotterà fino alla fine), in ripresa Pesaro dopo un avvio shock. Niente da dire sulla farsa Napoli, pagina nerissima del basket italiano. Cosa aspettarci dal ritorno? Milano al secondo posto, la risalita di Roma, lotta serrata per i playoff che come al solito coinvolgerà molte squadre, probabile invece una volata Cremona-Ferrara per la salvezza. Ma il solito scontatissimo finale…