annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

"Rambo" (di Mimmo Rossi)

Comprimi
X
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • "Rambo" (di Mimmo Rossi)

    Rambo (di Mimmo Rossi)
    Mexico 86: in campo con gli azzurri di Enzo Bearzot c'era un irpino purosangue, il primo a vestire la maglia della nazionale maggiore di calcio. Il suo nome Fernando De Napoli. Che bella soddisfazione per una intera provincia. Non era mai accaduto di vedere un conterraneo presente tra i protagonisti del più ambito torneo calcistico del mondo. Nando ai Mondiali. Chi l'avrebbe mai detto.

    Era un caldo pomeriggio del maggio dell'86, quando in città si diffuse la notizia che Nando De Napoli, battezzato, sempre dal geniale Peppino Pisano, "Rambo", faceva parte dei ventiquattro calciatori selezionati da Enzo Bearzot per i Mondiali del Messico.

    Cronisti, fotoreporter e cineoperatori corsero subito a Chiusano San Domenico, il paese che De Napoli non aveva mai voluto abbandonare. Era forte il suo attaccamento a quel paesino che ricorda tanto un presepe, dove le case sono adagiate sul fianco della montagna. In piazza era festa grande.


    Il padre di Nando, un uomo dall'aspetto sincero e gioviale, dallo sguardo buono e pacione, dietro al bancone del bar riceveva complimenti da tutti, mentre stappava alcune bottiglie di spumante. Sul volto di quell'uomo la grande gioia, che aveva tutto il sapore del grande riscatto. A qualche centinaia di metri dalla piazza in una palazzina di fresca costruzione l'intera famiglia a festeggiare, ma in tono decisamente compito. La madre, a cui Nando sembra proprio, come si dice dalle parti nostre, aver tagliato la testa, con estrema saggezza ripeteva: "E' un passo importante per mio figlio, ma l'esame vero e proprio ancora deve iniziare".

    Le sorelle si affrettavano a scartocciare vassoi colmi di pasticcini, per offrirli ad amici, parenti, conoscenti e anche a tanti curiosi giunti a Chiusano per incitare Nando, il campione fatto in casa, tirato su con sane bistecche della macelleria del paese, quella che ha la carne buona che contiene le giuste proteine per alimentare i muscoli del campione.

    Nando, lo ricordiamo quando ragazzino in pullman veniva in città dalla sua Chiusano, per poi salire sull'autobus e raggiungere Mercogliano, dove ai piedi del paese, nel campetto di terra battuta sognava di fare il calciatore. Gino Corrado, abile talent-scout lo prese ragazzetto, proprio come Fabio Pecchia, Francesco Dell'Anno, nella vicino Baiano. Nando si allenava con scrupolosità ed impegno. Quando marinava la scuola era sempre lì con un pallone tra i piedi a palleggiare, a correre a irrobustire il fisico. Dopo alcuni campionati con la Mirgia, la squadra di famiglia del "vulcanico" Gino, l’esperienza con l'Avellino.

    Poi un anno assieme all'inseparabile amico Marco Pecoraro a Rimini, dove allenava un certo Arrigo Sacchi. In riva all'Adriatico, Nando si fece le ossa nel torneo di serie C. Lì lo vide Franco Janich, allora direttore generale del Bari che cercò in tutti i modi di portarlo nel capoluogo pugliese. Non ci fu verso però. Grazie a Corrado, De Napoli rimase nell'Avellino, dove nel campionato 83/84 collezionò diciotto presenze in prima squadra, segnando anche una rete. Ma non era ancora soddisfatto.

    De Napoli divenne "Rambo" quando approdò sullo scanno biancoverde Antonio Valentin Angelillo, che vide in lui un mediano in grado di demolire gli avversari, ma anche capace di prodursi in lunghe sgroppate in avanti. Poi la maturazione con Tomislav Ivic, infine anche per sanare le deficitarie casse societarie il passaggio al Napoli di Italo Allodi. Gli scudetti, le Coppe Italia, la Uefa, l'amicizia con Diego Armando Maradona, il fascino delle grandi platee, ma nella mente sempre il ricordo del suo Avellino, delle sue origini, della saggezza che contraddistingue la vita del paese. Nando a Milano alla corte del Cavaliere, in rossonero, quasi da turista. Non ha mai cambiato accento. L'inflessione dialettale sempre la stessa: a Milano a Reggio Emilia a Cagliari. Sempre e solamente irpino.

    Campione di stile, di correttezza, di sportività. Nando De Napoli, il rambo dell'Irpinia, che al Partenio, con la maglia del Napoli che stava per appuntarsi per la prima volta il tricolore sul petto, al gol dell'ex Carnevale non esultò per rispetto alla sua gente, a quello stadio il cui prato verde aveva sognato di calcare da bambino e che successivamente lo aveva visto protagonista.

  • #2
    Originariamente inviato da LupoDentrooo Visualizza il messaggio
    Gino Corrado, abile talent-scout lo prese ragazzetto, proprio come Fabio Pecchia, Francesco Dell'Anno, nella vicino Baiano.
    Anche Dell'Anno poteva diventare un grande come De Napoli ma la capa non troppo seria gli ha impedito di diventare un piccolo Baggio d'Irpinia.
    ANNO 2009: IL CALCIO AD AVELLINO FINISCE PER OPERA DELLA FAMIGLIA PUGLIESE.

    Commenta


    • #3
      "Rambo" De Napoli era il mio idolo da bambino: che orgoglio quando gioco' titolare la prima del mondiale e se non sbaglio fu l'unico (o forse fu lui insieme ad un altro debuttante Vialli, se non ricordo male) che si salvo' in quella partita...
      Nottingham Biancoverde
      Assioma alla Legge di Murphy: " Il valore del Quoziente d'Intelligenza della specie umana sul pianeta Terra e' costante. La Popolazione Umana e' in forte aumento"
      .

      Commenta


      • #4
        ....e che spasso quando venne al paese con la Ferrari di Diego.
        ..."Uagliù chi si vuole fare un giro, ma uno alla volta che è soli due posti."

        No buono uaglione veramente. Ai mondiali in Messico mi sentii tremendamente di fottere quando sotto il suo nome come squadra di club venne indicato il Napoli...nonostante il passaggio definitivo non fosse ancora avvenuto.
        Grandissimo Rambo
        buon AVELLINO a tutti.

        Commenta


        • #5
          La maglia gialla della mitica Mirgia, fucina di talenti nostrani. E chi se la scorda?!
          E se sei arrivato fin qui, forse hai voglia di andare un po' più lontano...

          Commenta


          • #6
            Originariamente inviato da mrfronna Visualizza il messaggio
            ....e che spasso quando venne al paese con la Ferrari di Diego.
            ..."Uagliù chi si vuole fare un giro, ma uno alla volta che è soli due posti."

            No buono uaglione veramente. Ai mondiali in Messico mi sentii tremendamente di fottere quando sotto il suo nome come squadra di club venne indicato il Napoli...nonostante il passaggio definitivo non fosse ancora avvenuto.
            Grandissimo Rambo


            Una volta, al liceo, mentre ero in bagno a fumare, lo beccai fermo dall'altra parte della strada. Aveva parcheggiato (una Golf nuova di zecca, parlo del '96) di fronte al Bar Olga: capello fluente, occhiali da sole, era attorniato da un gruppetto di avventori del bar con cui scambiava quattro chiacchiere.
            Io e un mio amico di Forino che era con me ci sporgemmo dalla finestra e gli urlammo: "Nando, forza lupi!!!". Lui ci sentì, si girò e con un mezzo sorriso ricambiò il saluto: "Sempre forza lupi!".
            Ma adesso che fa? Vive ancora a Reggio Emilia?
            Ultima modifica di Due Calzini; 17-10-2007, 16:05.
            E se sei arrivato fin qui, forse hai voglia di andare un po' più lontano...

            Commenta


            • #7
              Originariamente inviato da mrfronna Visualizza il messaggio
              ....e che spasso quando venne al paese con la Ferrari di Diego.
              ..."Uagliù chi si vuole fare un giro, ma uno alla volta che è soli due posti."

              No buono uaglione veramente. Ai mondiali in Messico mi sentii tremendamente di fottere quando sotto il suo nome come squadra di club venne indicato il Napoli...nonostante il passaggio definitivo non fosse ancora avvenuto.
              Grandissimo Rambo
              Non sei stato l'unico!!
              Nottingham Biancoverde
              Assioma alla Legge di Murphy: " Il valore del Quoziente d'Intelligenza della specie umana sul pianeta Terra e' costante. La Popolazione Umana e' in forte aumento"
              .

              Commenta


              • #8
                Tanti i ricordi associati a De Napoli, tre i più nitidi:
                1) quando controllò di coscia nel cerchio di centrocampo e fece passare 'a palla p'e capo (pallonetto) a monsieur Platini
                2) quando inseguì Boniek che scappava via sulla fascia sinistra, lo prese, gli tolse il pallone e ripartì palla al piede con la stessa velocità
                3) quando in un Avellino-Inter fece letteralmente ammattire Beppe Baresi autoer di numerosi fallacci


                Fuori concorso: l'intervista concessa ad una tv locale in seguito alla primissima convocazione in prima squadra (ah, se ci fosse stata la Gialappa's ...
                "ESSERE SUPERSTIZIOSI È DA IGNORANTI, NON ESSERLO PORTA MALE"

                Commenta


                • #9
                  Originariamente inviato da Due Calzini Visualizza il messaggio
                  Ma adesso che fa? Vive ancora a Reggio Emilia?
                  Secondo Wikipedia:

                  "He was assistant mamager of Galway United for a spell in 1998."
                  Nottingham Biancoverde
                  Assioma alla Legge di Murphy: " Il valore del Quoziente d'Intelligenza della specie umana sul pianeta Terra e' costante. La Popolazione Umana e' in forte aumento"
                  .

                  Commenta


                  • #10
                    Originariamente inviato da Aldair Visualizza il messaggio
                    Tanti i ricordi associati a De Napoli, tre i più nitidi:
                    1) quando controllò di coscia nel cerchio di centrocampo e fece passare 'a palla p'e capo (pallonetto) a monsieur Platini
                    2) quando inseguì Boniek che scappava via sulla fascia sinistra, lo prese, gli tolse il pallone e ripartì palla al piede con la stessa velocità
                    3) quando in un Avellino-Inter fece letteralmente ammattire Beppe Baresi autoer di numerosi fallacci


                    Fuori concorso: l'intervista concessa ad una tv locale in seguito alla primissima convocazione in prima squadra (ah, se ci fosse stata la Gialappa's ...


                    Io me lo ricordo anche vittima di uno scherzo della trasmissione Scherzi a parte (all'epoca, alle sue primissime edizioni), dove un (finto) ladro si faceva beccare dal Nostro nell'abitacolo della sua Porsche, pronto a mettere in moto e a scappar via.
                    De Napoli lo vede, si piazza davanti allo sportello e, mentre chiama i carabinieri, gli intima in continuazione: "Non scendere, non ti muovere! Guarda che faccio il calciatore e ti corro dietro per tutta Milano!"...
                    E se sei arrivato fin qui, forse hai voglia di andare un po' più lontano...

                    Commenta


                    • #11
                      Originariamente inviato da Aldair Visualizza il messaggio
                      Fuori concorso: l'intervista concessa ad una tv locale in seguito alla primissima convocazione in prima squadra (ah, se ci fosse stata la Gialappa's ...

                      La prof d'Italiano alle medie di mio fratello, fu la stessa di De Napoli, e all'epoca lei commentava: "no ciuccio che l'unica cosa che sapeva fa' era ioca' a pallone!"
                      Nottingham Biancoverde
                      Assioma alla Legge di Murphy: " Il valore del Quoziente d'Intelligenza della specie umana sul pianeta Terra e' costante. La Popolazione Umana e' in forte aumento"
                      .

                      Commenta


                      • #12
                        Comunque sia resta, ad oggi, il calciatore della nostra provincia con il miglior curriculum e palmarès, oltre ad essere l'unico ad aver indossato la maglia della nazionale maggiore (anche se il più forte, tecnicamente parlando, a mio parere, resta sempre Ciccio Dell'Anno, sebbene ricoprisse un ruolo diverso da De Napoli).
                        E se sei arrivato fin qui, forse hai voglia di andare un po' più lontano...

                        Commenta


                        • #13
                          Grandissimo Nando, fulgido esempio di cosa questa provincia sa produrre , in termini strettamente calcistici e di affetto per le proprie origini.

                          La Wikipedia italiana dice questo:

                          "E' stato fino al 2005 team manager della squadra emiliana (Reggiana)."

                          Chissà ora che fa......
                          FORZA LUPI

                          Il lupo non si preoccupa mai di quante siano le pecore. (Virgilio)

                          Commenta


                          • #14
                            Originariamente inviato da LupoDentrooo Visualizza il messaggio
                            Rambo (di Mimmo Rossi)
                            Mexico 86: in campo con gli azzurri di Enzo Bearzot c'era un irpino purosangue, il primo a vestire la maglia della nazionale maggiore di calcio. Il suo nome Fernando De Napoli. Che bella soddisfazione per una intera provincia. Non era mai accaduto di vedere un conterraneo presente tra i protagonisti del più ambito torneo calcistico del mondo. Nando ai Mondiali. Chi l'avrebbe mai detto.

                            Era un caldo pomeriggio del maggio dell'86, quando in città si diffuse la notizia che Nando De Napoli, battezzato, sempre dal geniale Peppino Pisano, "Rambo", faceva parte dei ventiquattro calciatori selezionati da Enzo Bearzot per i Mondiali del Messico.

                            Cronisti, fotoreporter e cineoperatori corsero subito a Chiusano San Domenico, il paese che De Napoli non aveva mai voluto abbandonare. Era forte il suo attaccamento a quel paesino che ricorda tanto un presepe, dove le case sono adagiate sul fianco della montagna. In piazza era festa grande.


                            Il padre di Nando, un uomo dall'aspetto sincero e gioviale, dallo sguardo buono e pacione, dietro al bancone del bar riceveva complimenti da tutti, mentre stappava alcune bottiglie di spumante. Sul volto di quell'uomo la grande gioia, che aveva tutto il sapore del grande riscatto. A qualche centinaia di metri dalla piazza in una palazzina di fresca costruzione l'intera famiglia a festeggiare, ma in tono decisamente compito. La madre, a cui Nando sembra proprio, come si dice dalle parti nostre, aver tagliato la testa, con estrema saggezza ripeteva: "E' un passo importante per mio figlio, ma l'esame vero e proprio ancora deve iniziare".

                            Le sorelle si affrettavano a scartocciare vassoi colmi di pasticcini, per offrirli ad amici, parenti, conoscenti e anche a tanti curiosi giunti a Chiusano per incitare Nando, il campione fatto in casa, tirato su con sane bistecche della macelleria del paese, quella che ha la carne buona che contiene le giuste proteine per alimentare i muscoli del campione.

                            Nando, lo ricordiamo quando ragazzino in pullman veniva in città dalla sua Chiusano, per poi salire sull'autobus e raggiungere Mercogliano, dove ai piedi del paese, nel campetto di terra battuta sognava di fare il calciatore. Gino Corrado, abile talent-scout lo prese ragazzetto, proprio come Fabio Pecchia, Francesco Dell'Anno, nella vicino Baiano. Nando si allenava con scrupolosità ed impegno. Quando marinava la scuola era sempre lì con un pallone tra i piedi a palleggiare, a correre a irrobustire il fisico. Dopo alcuni campionati con la Mirgia, la squadra di famiglia del "vulcanico" Gino, l’esperienza con l'Avellino.

                            Poi un anno assieme all'inseparabile amico Marco Pecoraro a Rimini, dove allenava un certo Arrigo Sacchi. In riva all'Adriatico, Nando si fece le ossa nel torneo di serie C. Lì lo vide Franco Janich, allora direttore generale del Bari che cercò in tutti i modi di portarlo nel capoluogo pugliese. Non ci fu verso però. Grazie a Corrado, De Napoli rimase nell'Avellino, dove nel campionato 83/84 collezionò diciotto presenze in prima squadra, segnando anche una rete. Ma non era ancora soddisfatto.

                            De Napoli divenne "Rambo" quando approdò sullo scanno biancoverde Antonio Valentin Angelillo, che vide in lui un mediano in grado di demolire gli avversari, ma anche capace di prodursi in lunghe sgroppate in avanti. Poi la maturazione con Tomislav Ivic, infine anche per sanare le deficitarie casse societarie il passaggio al Napoli di Italo Allodi. Gli scudetti, le Coppe Italia, la Uefa, l'amicizia con Diego Armando Maradona, il fascino delle grandi platee, ma nella mente sempre il ricordo del suo Avellino, delle sue origini, della saggezza che contraddistingue la vita del paese. Nando a Milano alla corte del Cavaliere, in rossonero, quasi da turista. Non ha mai cambiato accento. L'inflessione dialettale sempre la stessa: a Milano a Reggio Emilia a Cagliari. Sempre e solamente irpino.

                            Campione di stile, di correttezza, di sportività. Nando De Napoli, il rambo dell'Irpinia, che al Partenio, con la maglia del Napoli che stava per appuntarsi per la prima volta il tricolore sul petto, al gol dell'ex Carnevale non esultò per rispetto alla sua gente, a quello stadio il cui prato verde aveva sognato di calcare da bambino e che successivamente lo aveva visto protagonista.

                            Ho abitato 5 anni a Chiusano (proprio quando de Napoli giocava nell'Avellino) nel palazzo accanto casa sua, di fronte al bar di Benedetto che mi ha regalato un sacco di foto con Platini, Zico, Socrates...............
                            sigpic"..........il solito intemperante"

                            Commenta


                            • #15
                              Originariamente inviato da bisl71 Visualizza il messaggio
                              Ho abitato 5 anni a Chiusano (proprio quando de Napoli giocava nell'Avellino) nel palazzo accanto casa sua, di fronte al bar di Benedetto che mi ha regalato un sacco di foto con Platini, Zico, Socrates...............
                              Ce l'hai uno scanner?
                              Ce l'hai il mio indirizzo email?
                              "ESSERE SUPERSTIZIOSI È DA IGNORANTI, NON ESSERLO PORTA MALE"

                              Commenta

                              attendi...
                              X