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Vignola, primo tra i secondi

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  • Vignola, primo tra i secondi

    Sempre dalla Gazzetta dello Sport

    Paragonato a Rivera, chiuso da Platini, di cui divenne il vice nella Juventus. Il talento non gli mancava, ma il francese era intoccabile. Tanta panchina, ma il gol nella finale di coppa Coppe


    MILANO, 30 gennaio 2007 - Il numero 10 perseguitato dai paragoni. All’inizio lo accostavano a Gianni Rivera. "Forse c’entravano il fisico minuto e la pettinatura — celia l’interessato —, il fatto che anch’io portassi i capelli a spazzola". Il numero dieci più sfortunato del mondo: "Arrivai alla Juve e mi trovai davanti Michel Platini. Fate un po’ voi". Qui si parla di Beniamino Vignola e della forte concorrenza che c’era nel suo ruolo. Platini. Zico. Maradona. Matthäus. I dorati anni Ottanta. Se Vignola giocasse oggi? "Non saprei, le mezze ali si sono estinte. Verrei retrocesso di trenta metri, penso. Regista davanti alla difesa come Pirlo".
    LO SGARRO Vignola divenne qualcuno nell’Avellino. Il proprietario del club era Antonio Sibilia, imprenditore edile e tipico padre-padrone. Un giorno dell’autunno ’82 Vignola e Sibilia fecero quasi a botte. Il padrone aveva convocato il "dipendente" perché insoddisfatto dell’andamento del campionato. "Coniglio, perché non ti impegni?", chiese il principale con arroganza. Il ragazzo col taglio alla Golden Boy non chinò il capo: "Se non le vado più bene, mi dia i soldi che avanzo e mi ceda al miglior offerente". Ci voleva coraggio per rivolgersi così al mammasantissima d’Irpinia. Sibilia alzò le mani, cercò di colpire il "sottoposto", che però evitò lo schiaffone. L’estate successiva Vignola passò alla Juve.
    IL GOL A quel tempo la gente del pallone si chiedeva se un giorno il giovane Diego Maradona avrebbe insidiato il regno di Michel Platini. Che era il numero uno del calcio mondiale, prossimo a vincere tre Palloni d’oro di fila (1983, 1984 e 1985). Vignola, con dignità, prese posto dietro Le Roi, consapevole degli spazi ristretti. "Temevo di marcire in panchina, ma riuscii lo stesso a graffiare. Segnai il primo gol nella finale di coppa Coppe ’84, a Basilea contro il Porto (vittoria Juve per 2-1, ndr). Contribuii allo scudetto dello stesso anno e poi alla coppa Campioni ’85. Ora mi godo il ricordo di essere stato il vice-Platini e di averci più volte giocato assieme. Non è poco".
    LA SCELTA Smesse le scarpette, Vignola provò a passare dietro la scrivania. Direttore sportivo al Mantova, nel 1993-94. Non andò bene. "E così mi sono messo a lavorare sul serio, nel settore dei ricambi per auto, in particolare nel ramo parabrezza, lunotti e finestrini. Mio cognato ed io mandiamo avanti le due ditte avviate da mio suocero, la Vetrauto Commerciale e la Vetrocar Installazioni. Abbiamo una ventina di dipendenti a Verona e una quindicina altrove. Mia moglie è farmacista, le due figlie sono grandi. Sono felice". E il calcio? "Fuori dal campo è tutta un’altra cosa, non fa per me". Platini è diventato presidente dell’Uefa, ma a Vignola non interessa più un posto da vicerè.
    Nottingham Biancoverde
    Assioma alla Legge di Murphy: " Il valore del Quoziente d'Intelligenza della specie umana sul pianeta Terra e' costante. La Popolazione Umana e' in forte aumento"
    .

  • #2
    anche questo era anche sul cartaceo di qualche settimana fa. e' una rubrica che hanno inaugurato da un po' di tempo in gazzetta e dove spesso si potranno trovare chicche relative ai NOSTRI eroi anni '80

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    • #3
      bah non credo che l'autore conscesse davvero il calcio di quegli anni quel suo discorso su "evitò lo schiaffone e venne ceduto l'estate successiva" è da novella duemila non certo da amarcord

      e Beniamino Vignola non avrebbe mai ristretto la sua carriera in maglia biancoverde a quell'episodio...

      ci sono parole e parole da spendere su un grande giocatore come lui...

      giornalai... ne è pieno il mondo
      Napoletano di nascita, Avellinese di fede !!! il Cuore Biancoverde batte forte anche a Milano !!!

      IRPINO E ME NE VANTO !!!

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      • #4
        Originariamente inviato da Professore Visualizza il messaggio
        bah non credo che l'autore conscesse davvero il calcio di quegli anni quel suo discorso su "evitò lo schiaffone e venne ceduto l'estate successiva" è da novella duemila non certo da amarcord

        e Beniamino Vignola non avrebbe mai ristretto la sua carriera in maglia biancoverde a quell'episodio...

        ci sono parole e parole da spendere su un grande giocatore come lui...

        giornalai... ne è pieno il mondo
        Figurati....
        lo so benissimo.

        Purtroppo l'idea di creare una rubrica così sarebbe valida, ma la applicazione prevede anche lì lo scoooop o meglio, il fenomeno da baraccone da raccontare magari condito dall'aneddoto curioso....

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        • #5
          Originariamente inviato da IL NAPOLETANO Visualizza il messaggio
          Figurati....
          lo so benissimo.

          Purtroppo l'idea di creare una rubrica così sarebbe valida, ma la applicazione prevede anche lì lo scoooop o meglio, il fenomeno da baraccone da raccontare magari condito dall'aneddoto curioso....
          Ma infatti questa rubrica sulla Gazzetta ha iniziato a mischiare il sacro con il profano: i primi numeri erano dedicati ai talenti puri da "mai dire gol", ora visto che hanno cominciato a raschiare il fondo, stanno andando alla ricerca di quei talenti che vuoi per un motivo o per un altro, non hanno sfondato... di crto non mi potete paragonare Vignola con Cantalupi per esempio: da un lato abbiamo un calciatore serio professionista chiuso da un certo Platini, dall'altro uno che come direbbero a Roma: "voglia de lavora' saltami addosso..."
          Nottingham Biancoverde
          Assioma alla Legge di Murphy: " Il valore del Quoziente d'Intelligenza della specie umana sul pianeta Terra e' costante. La Popolazione Umana e' in forte aumento"
          .

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          • #6

            ...
            "Libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro."

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