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23 Novembre...

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  • 23 Novembre...

    Originariamente inviato da LupoDan Visualizza il messaggio
    E visto che domani so' 27, ancora andy warhol

    IO NON DIMENTICO!

    sigpic

    "...SIAMO TORNATI...!"
    "
    et mort aux vaches
    et mort au condés
    a ses enfant de putes de la sureté
    non pa de grace non pa de pitié
    de mon calibre 12 et de ses balles blindés"

    Hirpinia Ta Askatasuna!

  • #2
    Originariamente inviato da AbellinumRegnat Visualizza il messaggio
    IO NON DIMENTICO!

    e che vuoi dimenticare. Io da ieri che ci penso e lo dico in giro.
    Per me, 23 novembre, ormai, č uno dei giorni piů (tristemente) famosi dell'anno...

    E pensare che
    1. Avevo solo 6 anni;
    2. Non ho avuto perdite di cari (tra l'altro abito in bassa irpinia dove i danni sono stati quasi nulli).
    Ultima modifica di luporock; 23-11-2007, 10:45.
    ANNO 2009: IL CALCIO AD AVELLINO FINISCE PER OPERA DELLA FAMIGLIA PUGLIESE.

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    • #3

      "...Soy una raya en el mar, fantasma en la ciudad, mi vida va prohibida dice la autoridad... Solo voy con mi pena, sola va mi condena, correr es mi destino por no llevar papel... Perdido en el corazón de la grande Babylon, me dicen el clandestino, yo soy el quiebra ley..."

      http://www.youtube.com/watch?v=P7kZsCgE5lQ

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      • #4
        Vi racconto il mio paradosso. Quel 23 novembre di 27 anni fŕ, per me (come per la mia famiglia) č stata una data fondamentale nella nostra vita. Senza quella tragedia il nostro futuro sarebbe stato in Italia. I miei infatti, avevano deciso di lasciare la Svizzera nell'estate del '81 per ritornare in Irpinia......quel terremoto perň, fece cambiare la loro decisione! Un giorno tristissimo per tante famiglie, dove tante vite umane sono state spezzate......e dove (forse) la mia (vedendo come si sono sviluppate l'Italia e la Svizzera negli ultimi 30 anni) si č "salvata"!

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        • #5
          sono nata l'anno dopo, quindi fortunatamente non ho di questi brutti e tragici ricordi, ma un pensiero ed una preghiera per chi č venuto a mancare in questo giorno ci sarŕ sempre!!!
          il meglio deve ancore venire...........!!!!

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          • #6
            Io avevo 5 mesi,l'ho vissuto ma data l'etŕ non posso ricordare niente,comunque questa data non l'ha dimenticherň mai.purtroppo ho perso dei parenri che non ho potuto mai conoscere.
            Il sogno č un appagamento allucinatorio di un desiderio infantile(S.Freud)

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            • #7
              Io avevo 3 mesi, anche se non posso ricordare la drammaticitŕ di questo evento (tra l'altro io e la mia famiglia all'epoca non stavamo ad Avellino) penso che ogni Irpino debba rispettare il dolore di tanta gente che quel giorno ha perso familiari, casa e probabilmente anche il sorriso.




              Questo č un forum dedicato alla nostra squadra del cuore e mi fa immenso piacere ricordare (io l'ho letto sui libri, qualcuno di voi li ha visti con i propri occhi) cosa per gli irpini ha rappresentato raggiungere la salvezza quell'anno, tra mille difficoltŕ e sulle spalle una tragedia che ha cambiato la vita di ogni Irpino.


              Per me tutti i calciatori di quell'anno sono degli eroi e quello rappresenta secondo me il miglior Avellino di tutti i tempi.




              se qualcuno vuole ne puň anche ricordare i nomi di quei calciatori, io im questo momento non ne sono in grado, posso cominciare con i piů famosi:
              l'allenatore Vinicio
              il capitano Lombardi
              De Ponti
              Cattaneo

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              • #8
                cognome......... ruolo pres. reti
                Tacconi............. P 30 0
                Di Leo............... P 0 0
                Cattaneo........... D 29 0
                Beruatto............ D 29 0
                Di Somma........... D 25 2
                Giovannone........ D 19 0
                Ipsaro Passione... D 17 1
                Limido................ D 9 0
                Venturini............ D 9 1
                Pecoraro Scanio.. D 0 0
                Piga.................. C 29 4
                Vignola.............. C 28 6
                Criscimanni......... C 25 4
                Valente.............. C 24 1
                Ferrante............. C 17 0
                Repetto............. C 12 0
                Stasio............... C 3 0
                Massa............... A 20 4
                Ugolotti............. A 13 3
                Juary................ A 12 5
                Carnevale.......... A 10 1
                De Ponti............ A 2 1
                "ESSERE SUPERSTIZIOSI Č DA IGNORANTI, NON ESSERLO PORTA MALE"

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                • #9
                  Originariamente inviato da NO MAS Visualizza il messaggio
                  Io avevo 3 mesi, anche se non posso ricordare la drammaticitŕ di questo evento (tra l'altro io e la mia famiglia all'epoca non stavamo ad Avellino) penso che ogni Irpino debba rispettare il dolore di tanta gente che quel giorno ha perso familiari, casa e probabilmente anche il sorriso.




                  Questo č un forum dedicato alla nostra squadra del cuore e mi fa immenso piacere ricordare (io l'ho letto sui libri, qualcuno di voi li ha visti con i propri occhi) cosa per gli irpini ha rappresentato raggiungere la salvezza quell'anno, tra mille difficoltŕ e sulle spalle una tragedia che ha cambiato la vita di ogni Irpino.


                  Per me tutti i calciatori di quell'anno sono degli eroi e quello rappresenta secondo me il miglior Avellino di tutti i tempi.




                  se qualcuno vuole ne puň anche ricordare i nomi di quei calciatori, io im questo momento non ne sono in grado, posso cominciare con i piů famosi:
                  l'allenatore Vinicio
                  il capitano Lombardi
                  De Ponti
                  Cattaneo


                  Io avevo 4 anni. All'epoca abitavamo ad Isernia. Il terremoto arrivň anche li. Ricordo solo la scossa, io sotto il tavolo e la fuga per le scale del palazzo, con Papŕ che aiutava mia nonna a scendere gli scalini...e basta solo questo ricordo...

                  sigpic

                  "...SIAMO TORNATI...!"
                  "
                  et mort aux vaches
                  et mort au condés
                  a ses enfant de putes de la sureté
                  non pa de grace non pa de pitié
                  de mon calibre 12 et de ses balles blindés"

                  Hirpinia Ta Askatasuna!

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                  • #10
                    A quanti hanno perso la VITA

                    A quanti hanno perso un FAMILIARE

                    A quanti hanno perso un AMICO

                    A quanti hanno perso la CASA



                    Un unico grande abbraccio
                    Il ricordo non muore mai

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                    • #11
                      Anch'io avevo solo 6 mesi e non posso ricordare nulla, ho sentito racconti, testimonianze, ma nonostante tutto non riusciro' mai a capire fino in fondo cosa questo evento possa aver rappresentato per chi lo ha vissuto in prima persona.

                      Un commosso ricordo e una doverosa preghiera per chi quel giorno ha perso la vita e per i loro cari
                      sigpicLotta, cade, si rialza, sempre vincerŕ

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                      • #12
                        23 NOVEMBRE 1980- Per non dimenticare

                        Racconti, scritti da noi e non solo, filmati, foto, ricordi

                        http://it.youtube.com/watch?v=zMOgVb...eature=related

                        http://it.youtube.com/watch?v=BOPcFUZLb8g

                        http://it.youtube.com/watch?v=jyRPiI...eature=related

                        io proverň a recuperare un po' di vecchi scritti. Aiutatemi anche voi

                        Commenta


                        • #13
                          questa č una pagina bellissima, regalataci da Alessandro, Comobiancoverde

                          Beh, di quella sera c’č raccontare molto, ma mi limiterň ai ricordi di un ragazzino di nove anni a cui, il papŕ ed il fratello maggiore, giŕ narravano le gesta di Juary e soci, promettendo che presto l’avrebbero portato allo stadio. L’ambientazione, di questa storia, purtroppo č Sant’Angelo dei Lombardi, che č diventata famosa fin qui a Como per i suoi circa 400 morti. E’ domenica pomeriggio, si mangia in fretta perché papŕ e mio fratello devono sobbarcarsi circa 50 KM (allora non esisteva l’Ofantina 1 o bis) per raggiungere il Partenio: piů di un’ora di viaggio. A volte penso che devo ringraziare l’amore per l’Avellino che pervade mio padre (e capirete poi il perché) affinché oggi possa ancora dialogare sulle gesta di Ghirardello con il mio caro genitore. Eh giŕ, papŕ, dignitoso appuntato dei carabinieri, tifosissimo dell’Avellino, chiede il permesso, al Capitano di S.Angelo, (anch’egli tifoso dei lupi) e di cui era collaboratore personale, di lasciargli la domenica libera per andare a vedere i lupi che sbranano l’Ascoli. Il capitano (Antonio Pecora, insignito con onorificenze alla memoria per quello che ha fatto quella sera), che quel giorno era febbricitante con la moglie in ospedale ad Avellino in attesa del primogenito, gli dice: “Vai Nicň, non ti preoccupŕ per me, stasera chiamo Benito, ci pensa lui a farmi la siringa con l’antibiotico”. Mio padre, pur essendo preoccupato per il suo capo, che era solo ed ammalato in casa, si lascia andare all’amore per il lupo ed organizza la “trasferta” ad Avellino (allora era una vera propria trasferta), sapendo di lasciare il capitano nelle mani del suo caro amico – collega Benito tifoso del Benevento. Io ero invidioso che i miei familiari si recavano al Partenio, ma sapevo che sarebbero tornati vincitori. Quel pomeriggio, dopo pranzo mi recavo a casa del maresciallo, distante 50 mt da casa mia in quanto il figlio Giorgio, mio compagno di scuola festeggiava il compleanno. Beh, immaginate cosa puň accadere ad una festa di compleanno con dei bambini di nove anni? Ribaltammo letteralmente la casa del maresciallo, con la moglie che cercava di tenerci a freno. Alle ore 18.30 giunge mia madre, che viene a prendermi in anticipo perché aveva saputo che la padrona di casa (una signora di una dolcezza unica) era febbricitante. Io ed il mio amico Giorgio stavamo ingaggiando un storica battaglia tra indiani e cow-boy con i suoi soldatini fantasmagorici, e, naturalmente non volevamo essere disturbati, ma mia madre con tono seccato mi diceva: “Dai Alessŕ, andiamo a casa che la signora non sta bene, e poi č arrivato papŕ”. Non vi dico i pianti miei e di Giorgio, per l’interruzione avuta sul campo di battaglia; ma niente da fare i grandi vincono sempre, ed io mortificato, dopo aver salutato Giorgio, che avrei dovuto rivedere l’indomani a scuola, e la sua dolce mamma, tornavo a casa, ansioso di sapere come era andata la partita. Erano le ore 19.10 circa. Mi trovo nel soggiorno con mio padre che aveva appena finito di vedere 90° minuto, e metteva su rai 2 per la sintesi di Juve-Inter. Vedevamo la partita, mentre lui mi diceva che l’Avellino aveva giocato benissimo. Gli altri componenti della mia famiglia erano in giro per la casa. Mio fratello in cameretta a fare i compiti, dopo una giornata passata allo stadio, mentre mia madre e la mia sorellina in salotto in compagnia della signora del piano di sotto. Sono le 19.36 del 23.11.1980. io ero sulla poltrona, dinanzi la tv: all’improvviso un boato, accompagnato da un colpo sussultorio, che mi scaraventa dalla poltrona fino al soffitto, facendomi ricadere violentemente a terra. Non capisco cosa accade,vedo le pareti della mia casa cadere una dopo l’altra come un domino; si susseguono una miriade di scosse ondulatorie; non so cosa fare, gridano tutti, quel momento č infinto, mi sento sballottare in tutte le direzioni senza poter reagire, con i mattoni delle pareti che mi cadono addosso. Cerco mio padre che mi urla di aggrapparmi a lui, e che nel frattempo era riuscito a posizionarsi sotto l’arco della porta, unico punto in cui non cadevano i mattoni addosso. Ricordo benissimo la scena di una bambino steso a terra, pieno di calcinacci, aggrappato ai pantaloni del padre, il quale cerca di proteggere il figlio, ma non ci riesce. E’ interminabile: all’improvviso vedo le stelle e la luna e mi accorgo che la mia casa era completamente distrutta, ed invece delle pareti c’era il nulla, solo le stelle e la luna. Finalmente finisce l’inferno. Mio padre al buio mi prende in braccio e inizia a chiamare angosciato il resto della famiglia. Risponde mia madre con la piccola in braccio, che per lo shock subito non parlerŕ per circa due giorni, ma di mio fratello nessuna risposta. Mio padre si avventura alla sua ricerca tra le macerie, e lo trova sepolto sotto un portascarpe, che per fortuna lo ha protetto dalla caduta dei mattoni. Riusciamo a riunirci, e dopo aver scavato per una decina di minuti dinanzi al portone dell’appartamento, riusciamo ad aprirci un varco e scendere fin giů in cortile. La scena che vedo č apocalittica: fumo, polvere, ma soprattutto quello che piů mi rimane impresso sono le urla delle persone sepolte vive che gridano aiuto. Il palazzo limitrofo al mio si č completamente accasciato su se stesso, non sappiamo cosa fare. Naturalmente, per spirito di sopravvivenza, mio padre ed altre persone che erano riuscite a scendere dal nostro palazzo, cercano di mettere in sicurezza la propria famiglia. Si avventura con un suo amico, anch’egli carabiniere , tra le macerie del palazzo, e riescono a mettere in moto due fiat 500, e portarle in un luogo sicuro lontano da abitazioni pericolanti. E’ li che noi bambini e le donne, passeremo la notte, con un fuoco acceso nell’invana attesa che arrivassero i primi soccorsi. Non vedo piů mio padre per tutta la notte, che immediatamente si prodiga con gli altri uomini in forza, per soccorrere i vicini piů sfortunati. Questo č quello che ho visto con i miei occhi di bambino; ma il resto della storia dei “protagonisti” di questo racconto, mi č stato narrato successivamente.
                          Il capitano ammalato alle ore 19.20 circa chiama l’appuntato Benito che sostituisce mio padre, tifoso del Benevento, chiedendogli se per favore gli fa la siringa. Benito, non fa una grinza e alle ore 19.36 si trova nell’alloggio limitrofo alla caserma di Sant’Angelo, che in un baleno si accascia al suolo come un castello di carte. L’appuntato Benito De Gennaro muore sul colpo sepolto dalle travi e dalle macerie, mentre il capitano rimane ancora in vita, ma il suo corpo rimane incastrato tra i pilastri. Il maresciallo, padre del mio amico Giorgio, si trovava in caserma ed ignaro della sorte della sua famiglia, cerca di soccorrere il proprio Ufficiale, il quale pur essendo ferito, comincia a dare le prime direttive sui soccorsi da compiere, senza pensare alla sua sorte. Dopo una intera notte, in una vana attesa dei primi soccorsi, il Capitano Antonio Pecora spira sotto le macerie della propria abitazione, mentre il giorno dopo la moglie darŕ vita all’ospedale di Avellino il loro figlio, che, se non sbaglio, si chiama Antonio. Beh, ho pensato che al posto dello “zio Benito”, cosi come lo chiamavo, quella sera doveva esserci mio padre, e grazie all’amore verso l’Avellino, ho ancora la fortuna di poterlo abbracciare. Ma quello che non posso dimenticare č la sorte del mio amico Giorgio: il padre, che si trovava in caserma, dopo aver saputo che il proprio palazzo era crollato, si recava sul posto. Passava dinanzi il nostro palazzo e mi ricordo che mio padre andň con lui per aiutarlo. La scena che trovarono era terribile. Un palazzo di due anni di vita, con una trentina di appartamenti non c’era piů. Era diventato polvere e macerie. Si udivano urla disperate provenire dal sottosuolo, ove c’erano delle persone sepolte vive. Una di queste urla era purtroppo di Giorgio, uno dei pochi sopravvissuti a quel cataclisma. Infatti la dolce mamma di Giorgio e sua sorella Elisa erano morte sul colpo, mentre il ragazzino ancora ce la faceva. Si sentiva la sua voce che implorava aiuto, ma era incastrato da alcune travi del peso di tonnellate. Mio padre rimaneva lě tutta la notte ed il giorno seguente, ma non si riuscě a tirarlo fuori. Solo dopo qualche anno mio padre mi disse che Giorgio aveva paura di restare solo al buio ed aveva chiesto a mio padre la mia compagnia. Ahh, se solo l’avessi saputo, mi sarei precipitato, ma solo con il senno del poi capisco perché mio padre mi tenne segreto quell’evento. Due giorni dopo il terremoto, finalmente arriva da Bologna una gru dei VV.FF. capace di sollevare quelle travi di cemento armato, ma purtroppo era tardi. Giorgio pur gravemente ferito era ancora vivo e veniva trasportato all’Ospedale di Benevento, ma dopo qualche ora spirava.
                          Vi giuro che questa č la prima volta che scrivo quello che mi č accaduto, e questa sera, prendendo spunto dal topic di Aldair ho sentito il desiderio di sfogarmi. Forse il mio racconto č un po’ crudo, ma vi assicuro che la tragedia č stata immane. Oggi il terremoto dell’Irpinia č ricordato solo per gli affari sporchi, gli appalti, le tangenti, la ricostruzione, e forse si č un pň perso il vero significato che tale evento ha avuto per una popolazione, che pur subendo un colpo simile č riuscita a rinascere.
                          Posso solo dire che mi sento orgoglioso di essere irpino, e di appartenere a questa gente che ha uno spirito di sacrificio fuori dal comune.

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                          • #14
                            C'č un topic in OT, meglio accorparli

                            Commenta


                            • #15
                              scusatemi

                              Commenta

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