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Serie B 2017/18

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  • Originariamente inviato da ErNanna Visualizza il messaggio

    Si Peppì ho capito perfettamente, ma penso che almeno i soldi per una pizzetta li abbiamo ancora . Per questo mi permetto di insistere da prima che prendessimo Marchizza su sto punto
    purtroppo marchizza è uno di quei giocatori che non hanno reso quanto sperato ma sono sicuro che almeno 5/6 elementi che quest'anno hanno deluso per colpe e limiti propri ma anche per varie situazioni extracalstiche o indipendenti dalla propria volontà messi nelle giuste condizioni in un contesto più sereno non sono da buttare completamente

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    • raisport ha fatto scorrere un paio di notizie dei galletti (polli) pugliesi, che, se fossero vere .........
      la procura federale ha inflitto alla società 20k €€ di multa; altra notizia è che siccome la società non paga le bollette, allo stadio non c'è più acqua
      non vorrei essere nei panni loro (ho già detto che un fallimento è una cosa tragica), anche se i tifosi meriterebbero di giocare per quattro/sei anni sui campetti di provincia

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      • Originariamente inviato da corrado Visualizza il messaggio
        supernaut
        Io e te siamo come due giocatori di briscola; io votto a coppe e tu rispondi a
        denari. Io parlo di calcio, qualcosa che col buonsenso la logica il ragionamento la
        ponderazione ha poco a che fare. Tu fai esempi lodevoli della vita quotidiana.
        Lo stesso paragonare un genitore a un presidente di calcio che può cambiare
        pure una volta all'anno non è il massimo.

        Ma soprattutto tu con me sbagli il presupposto. Io non mi lagno perché
        voglio la luna o denigro e sputo su chi mi sta tenendo in B.
        Io dico a Taccone di farsi da parte se può perché da solo fa sempre più fatica.
        Oppure di non ripetere gli errori che ho elencato e che vanno avanti da un bel po'.

        Le mie lamentele sono finalizzate a dire caro taccone:
        Se tuo figlio non regge agli insulti dei maleducati non farlo passeggiare in
        campo alla maniera di tale monachesi (per chi se lo ricorda)
        Compra un giocatore in meno ma paga un medico decente; alla fine ci guadagni
        Non cambiare il prezzo dei biglietti durante la stagione. Meglio 4000
        fidelizzati che 8000 con tanti occasionali pronti al fischio e al lamento
        Se hai perso un derby d'andata nel ritorno cerca di caricare la squadra a palla e non
        andare a farti il viaggetto in belgio
        Se non puoi comprare giocatori di qualità almeno compra combattenti
        Se non hai la qualità non prendere un allenatore che vuol fare il bel calcio
        Se azzecchi un acquisto su 4 chiediti se non vale la pena di cambiare chi li fa
        ecc ecc

        Infine sul meritarsi. Noi siamo tifosi ma ognuno con la propria testa.
        Io il mio dovere lho fatto è ho il diritto a parlare e persino a chiedere. Non posso tacere perché magari tanti non lo hanno fatto per i motivi più disparati.
        Quello che sembri non considerare è che siamo ciascuno parte di un insieme. Le mie parole da sole non fanno la differenza, come in senso contrario non la fanno le tue lamentele. Però è un po' come quando si vota: ciascun singolo voto non conta più di tanto, ma in realtà conta perché contribuisce alla somma finale (che è composta di ciascuno di quei voti singolarmente non determinanti).

        Io, te e chiunque altro contribuiamo in qualche misura a creare quello che si definisce ambiente. E abbiamo anche una responsabilità, perché l'umore è qualcosa che si diffonde e si trasmette agli altri. E' contagioso. L'ambiente è fondamentale, ogni piazza vive della partecipazione emotiva delle persone che la compongono e quindi ogni volta che incitiamo od ogni volta che insultiamo stiamo contribuendo ad influenzare nel bene o nel male parte dei destini della nostra squadra (perché possiamo entrare nella testa dei giocatori o degli addetti ai lavori e aiutarli a dare il meglio o intimidirli o, peggio ancora, demotivarli).

        Ad esempio secondo me questa stagione è figlia soprattutto dalla sconfitta nel primo derby. Ha pesato su tutti, e lo ha fatto (non solo, ma anche) perché l'ambiente deluso tutt’intorno ha cominciato a rumoreggiare, a rivangare l'episodio pure a distanza di tempo come una macchia indelebile (non solo per la sconfitta, ma anche per le parole dette e le singole scelte, come se ogni scoreggia fosse colpevole di qualcosa), minando autostima e serenità in un gruppo evidentemente fragile. Per molti di noi il campionato è finito quel giorno, il che non può non aver avuto un impatto sui giocatori e sullo staff, immersi quotidianamente nel nostro umore.

        Tutto è connesso ed è un po’ come vivere in una grande famiglia, perciò i miei esempi precedenti sono più che pertinenti. Il fatto che i presidenti cambino non modifica la sostanza, che è: apprezzare ciò che si ha anziché guardare sempre e solo a ciò che non si ha presuppone equilibrio, rispetto (degli altri, delle loro funzioni, delle loro difficoltà, dei loro limiti, dei loro meriti), connessione con la propria realtà e tutte le altre, la propria dimensione e tutte le altre, responsabilità (del proprio ruolo nell’ambiente), consapevolezza dell’instabilità dell’equilibrio tra il tanto da perdere e il poco da guadagnare nelle situazioni che possono mutare; tutte qualità che si hanno o non si hanno e che fanno parte del calcio come del quotidiano, e rispetto cui nessun atteggiamento distruttivo, nel calcio come nel quotidiano, ha mai dato un contributo maggiore. Specialmente poi quando si sta vivendo, pur con tutte le difficoltà che si possono avere (visto che nulla è mai facile) uno dei periodi più significativi della propria storia.

        Dimmi tu quando seminare bile e disprezzo ha mai portato dei benefici da qualche parte. Qual è il contributo in una battaglia per la sopravvivenza dell’ostilità intestina. Io sono sinceramente sconcertato dalle cose che si leggono qui e in giro. Ultimamente sono incappato in dei commenti da far drizzare i capelli in testa: gente che invita a boicottare la campagna abbonamenti, geni che intimano a Taccone di lasciare la squadra al sindaco!

        La squadra al sindaco! Ma per quale ragione? In virtù di quale disastro? Con quale beneficio successivo?

        Io ti direi quasi che Avellino è un ambiente di merda, non fosse che ovunque guardi di gente così ne tracima in continuazione: un mio amico di Perugia mi racconta di contestazioni e ambiente esplosivo con la squadra che ha raggiunto i play-off, perché “noi meritiamo di più.” Penso a Palermo, dove tutti vogliono cacciare Zamparini perché “noi meritiamo di più”, contestandogli la gestione della società ma dimentichi di dov’erano prima che lui arrivasse e dove tornerebbero qualora se ne andasse, ovvero in una lunga ed anonima serie C. Qua a Torino da me non è molto diverso: sponda Toro Ventura è un coglione, Mihajlovic un incapace, Mazzarri non capisce un cazzo, Petrachi è un buffone e Cairo un pezzo di merda perché “noi meritiamo di più”; sponda Juve dopo sette scudetti e quattro Coppe Italia, Allegri non capisce un cazzo, Higuain è un ciccione, Dybala un sopravvalutato, Bernardeschi una pippa, Buffon è vecchio ed è ora che si ritiri e per fortuna se n’è andato (anzi è pure un bastardo perché, messo praticamente alla porta, se ne va ad una rivale europea), Marotta è un mentecatto e Agnelli non vale suo nonno perché “noi meritiamo di più” (la Champions Leage, nel loro caso). Pure a Madrid credono di meritare di più, visto che hanno pesantemente contestato Zidane in questa stagione (il quale ha avuto il probabile demerito di non vincere la Coppa dei Campioni della Via Lattea, evidentemente).

        Tutti che vogliono, tutti che esigono, tutti che urlano ai quattro venti di meritare di più di ciò che hanno, ignorando però il significato del verbo “meritare”. Tu prima, come tifoseria, riempi lo stadio ogni sabato, fai il record di abbonamenti, inciti senza sosta e poi meriti. Non prima. Non è un diritto ereditario. Altrimenti non sei più maturo del ragazzino che pianta grane al supermercato perché vuole il giocattolo.

        Questo si evidenzia anche nel lessico adoperato, che non è secondario. Non c’è rispetto nei modi e dei toni, quasi mai; anche quando non ci sono esplicite ingiurie c’è sempre un ricorso a terminologia sistematicamente provocatoria quale “soggetto”, “personaggio”, come se stessimo sempre a parlare di grottesche barzellette umane piuttosto che di individui, che possono fare più o meno bene il loro mestiere ed avere pregi e difetti come tutti gli esseri umani. Quando manca la percezione del valore delle cose, del conquistarsi e del meritarsi le cose, oltre alla percezione del valore e delle difficoltà del lavoro degli altri, non si è poi capaci di fare delle critiche anche severe ma giuste, ci si sfoga soltanto perdendo di vista la dimensione di ciò che si sta dicendo e facendo.

        Anch’io vorrei che Taccone cedesse. Ti dirò di più, ho come l’impressione che un ritorno in C non sia poi così lontano. Di solito chi si salva per poco retrocede poi l’anno dopo o al massimo quello più tardi, perché significa che è già con l’acqua alla gola. La scelta di Marcolini è preoccupante, temo un Toscano bis se non altro perché se ad una rosa non eccelsa togli l’esperienza della guida tecnica, le certezze diminuiscono e le difficoltà se la possono logorare.

        Come vedi non sono un “pro” Taccone, quell’idea demenziale che alcuni si sono messi in testa solo perché alcuni di noi non l’insultano dalla mattina alla seria e se la prendono con quelli che lo fanno gratuitamente. E’ tutto collegato al discorso ambientale, perché creare una polveriera non aiuta nessuno (a maggior ragione se ci sono dei problemi), e se delle critiche devono essere fatte, è bene che siano sensate e misurate.

        Io sono preoccupato e mi auguro arrivi un nuovo acquirente, ma al tempo stesso sono consapevole di non poter pretendere una cessione tanto per cedere, perché così come può arrivare qualcuno a risollevarci potrebbe arrivare qualcuno a condannarci a scenari peggiori (cascare dalla padella nella brace è più facile che non potenziarsi), quindi è bene che un eventuale passaggio di consegne abbia un senso in prospettiva di crescita futura, altrimenti cedere per cedere non è meno dannoso del comprare tanto per comprare sul calciomercato, ed a quel punto preferisco tenermi Taccone con la sua bocca e tutto il resto. Sono anche consapevole di non poter pretendere che Taccone ci vada a rimettere; e che neppure posso pretendere che qualcuno arrivi con soldi ed ambizioni ad Avellino, nessuno ce lo deve, perciò se nessuno si fa davvero avanti (e ribadisco davvero, nel concreto con i progetti e con i fatti, non solo a chiacchiere) non è colpa di nessuno e mi sto buono perché non posso farci niente, ma proprio niente.

        Anzi sì, una cosa posso farla: tifare e mettermi con pazienza a spiegare agli spargitori d’insulti perché quel che fanno oltre a non servire a nulla è anche potenzialmente dannoso.
        Ultima modifica di Supernaut; 12-06-2018, 12:11.
        Nel fragore della battaglia, senti battere il cuore del lupo? (George R. R. Martin)

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        • Mi dovete scusare perchè spesso faccio fatica ad esprimere il mio sentimento e le mie intenzioni in modo chiaro e lineare ma d'ora in poi chiederò a Supernaut di venirmi a leggere il cervello e tradurvelo qui sopra. Pari, pari a quello che penso. Grazie Gianluca !!!
          sigpic
          Passionelupi per sempre. Uniti si vince !!!


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          • Originariamente inviato da Passionelupi Visualizza il messaggio
            Mi dovete scusare perchè spesso faccio fatica ad esprimere il mio sentimento e le mie intenzioni in modo chiaro e lineare ma d'ora in poi chiederò a Supernaut di venirmi a leggere il cervello e tradurvelo qui sopra. Pari, pari a quello che penso. Grazie Gianluca !!!
            non ti preoccupà l'importante è che o dici a parole tue. io ti capisco sempe
            Forza Avellino, sempre e comunque

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            • 85 Empoli Serie A
              72 Parma Serie A
              72 Frosinone
              71 Palermo
              67 Venezia
              66 Cittadella
              65 Bari
              60 Perugia
              58 Foggia
              53 Spezia
              52 Carpi
              51 Salernitana
              50 Cesena
              48 Cremonese
              48 Avellino
              48 Brescia
              48 Pescara
              46 Ascoli
              44 Entella Lega Pro
              44 Novara Lega Pro
              40 Pro Vercelli Lega Pro
              37 Ternana Lega Pro
              Ultima modifica di avellino64; 14-06-2018, 08:42.
              "PERCHE' SEI COSI' SERIO?"

              sigpic

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              • Dispiace dirlo agli amici di frosinone, ma è indegno presentarsi in soli 25 tifosi per sostenere la squadra in una finale di andata che vale la a!
                Ultima modifica di JANNIK; 14-06-2018, 07:26.




                IRPINIA NAZIONE È L'UNICA SOLUZIONE.

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                • Originariamente inviato da SFAX Visualizza il messaggio
                  Non è una bella serie B ma nemmeno la più chiavica e bene o male dura da 6 anni.
                  Le cose descritte sopra successe in questo campionato, replica dell'annata precedente, sono tutte vere (chi potrebbe negarlo?).
                  Ci sono stati dei momenti decisamente imbarazzanti e deprimenti sportivamente parlando (e non solo) in questa annata disgraziata ma alla fine, anche con un po' di quella fortuna che spesso ci è mancata, l'abbiamo scampata.
                  La dirigenza imparerà qualcosa dagli errori fatti? Non lo so, posso solo sperarlo.
                  Per quanto riguarda l'argomento RISPETTO (che deve sempre esserci da entrambe le parti) farei una breve cronistoria degli ultimi 30 anni:
                  Appena retrocessi da incognita X siamo ritornati in vita solo per uno scambio di favori (Bonatti/Parmalat etc), e con Tedeschi stavamo riconquistando la serie A ma fummo frenati sul più bello da "ordini superiori" (poco tempo fa chiesi a Fascetti cosa fosse successo negli spogliatoi durante la partita con la Cremonese, si scusò ma non volle rispondere, mi disse solo che dopo tanti anni era ancora amareggiato).
                  Da Tedeschi a Sibilia, che ci riportò in B salvo retrocedere l'anno dopo per un braccio di ferro con i calciatori sulla questione premi promessi e poi negati.
                  ​​​​​​ Altra perla del commendatore buonanima: acquisto di Alessio e successiva cessione appena conclusa la campagna abbonamenti e, dulcis in fundo, la vendita della società ad Aliberti che voleva farne un satellite della Salernitana (indimenticabile intermezzo estivo con il folkloristico Scafuro ad allietarci).
                  Ed eccoci a Casillo che si ritrova una promozione insperata e non preventivata e pensa bene di portarci in regalo il profeta boemo che alla prima conferenza stampa ci dice chiaro e tondo che ad Avellino non sarebbe mai venuto senza il suo mentore e rimarca l'antisportività della "Legge del Partenio" che infatti abroga subito con uno dei campionati più squallidi che mi sia capitato di vedere.
                  Tralasciando le frasi e i modi dal vago sapore camorristico del re del grano si arriva al periodo dei Pugliese che prendono la società e, tra promozioni e retrocessioni seriali (il famoso ascensore), debiti e proclami allucinanti, conducono alla morte l'Avellino in pochi anni (ci sarebbero pure le sortite cabarettistiche dei Carino, ma chi ha più voglia di ridere col morto in casa?)
                  Tutto ciò che ho descritto non vuole rappresentare una difesa dell'attuale dirigenza, che
                  di fronte a tutte queste mancanze di rispetto (per non dire di peggio) ci fa quasi un figurone, ma solo ricordare, anche a me stesso, che a volte piuttosto che niente è meglio (6 volte consecutive) piuttosto.

                  P.S. naturalmente se viene l'emiro del Qatar o anche più modestamente il padrone della Qatarpol il discorso cambia.

                  P.P.S chiedo scusa per eventuali errori ma sto scrivendo dal cellulare, sono in strada e mi stanno curriando i cani

                  Noi però non dobbiamo mai dimenticare una cosa che l'Avellino dalla serie a è dai guai finanziari e giudiziari di Graziano ha ereditato una grossa zavorra debitoria. Io dico che noi le società precedenti le possiamo giudicare solo se siamo seri ad obiettivi. Dire che i pugliese hanno fatto fallire l'Avellino io lo trovo ingiusto, hanno preso una società con una spada di Damocle sulla testa hanno provato giocando d'azzardo a fare squadre di giovani ma non gli è riuscito, il debito accumulato era troppo grande. Sibilia aldilà del suo carattere che in vecchiaia lo fa reso poco lucido si è visto addirittura il pullman societario sequestrato a causa di debiti venuti fuori successivamente. La Parmalat di Tanzi e la bonatti ricambiarono i favori salvandoci dalla famosa x ma di sicuro non ci potevamo spettare che aprissero il portafogli per saldare debiti fatti da altri. Questa societa' è partita pulita senza debiti vergine e con la virtù di avere in dote una storia, una tifoseria ed una tradizione che parliamoci chiaro ci hanno spinto in serie b col minimo sforzo. Potevamo essere una società modello, come ce ne sono altre nella provincia italiana invece stiamo sempre a rincorrere le scadenze, impossibilitati a programmare perché a stento si riesce a gestire il presente, la zavorra debitoria ci pesa e si fa sentire. Per me questa societa' è una grossa occasione mancata.

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                  • Originariamente inviato da Supernaut Visualizza il messaggio

                    Quello che sembri non considerare è che siamo ciascuno parte di un insieme. Le mie parole da sole non fanno la differenza, come in senso contrario non la fanno le tue lamentele. Però è un po' come quando si vota: ciascun singolo voto non conta più di tanto, ma in realtà conta perché contribuisce alla somma finale (che è composta di ciascuno di quei voti singolarmente non determinanti).

                    Io, te e chiunque altro contribuiamo in qualche misura a creare quello che si definisce ambiente. E abbiamo anche una responsabilità, perché l'umore è qualcosa che si diffonde e si trasmette agli altri. E' contagioso. L'ambiente è fondamentale, ogni piazza vive della partecipazione emotiva delle persone che la compongono e quindi ogni volta che incitiamo od ogni volta che insultiamo stiamo contribuendo ad influenzare nel bene o nel male parte dei destini della nostra squadra (perché possiamo entrare nella testa dei giocatori o degli addetti ai lavori e aiutarli a dare il meglio o intimidirli o, peggio ancora, demotivarli).

                    Ad esempio secondo me questa stagione è figlia soprattutto dalla sconfitta nel primo derby. Ha pesato su tutti, e lo ha fatto (non solo, ma anche) perché l'ambiente deluso tutt’intorno ha cominciato a rumoreggiare, a rivangare l'episodio pure a distanza di tempo come una macchia indelebile (non solo per la sconfitta, ma anche per le parole dette e le singole scelte, come se ogni scoreggia fosse colpevole di qualcosa), minando autostima e serenità in un gruppo evidentemente fragile. Per molti di noi il campionato è finito quel giorno, il che non può non aver avuto un impatto sui giocatori e sullo staff, immersi quotidianamente nel nostro umore.

                    Tutto è connesso ed è un po’ come vivere in una grande famiglia, perciò i miei esempi precedenti sono più che pertinenti. Il fatto che i presidenti cambino non modifica la sostanza, che è: apprezzare ciò che si ha anziché guardare sempre e solo a ciò che non si ha presuppone equilibrio, rispetto (degli altri, delle loro funzioni, delle loro difficoltà, dei loro limiti, dei loro meriti), connessione con la propria realtà e tutte le altre, la propria dimensione e tutte le altre, responsabilità (del proprio ruolo nell’ambiente), consapevolezza dell’instabilità dell’equilibrio tra il tanto da perdere e il poco da guadagnare nelle situazioni che possono mutare; tutte qualità che si hanno o non si hanno e che fanno parte del calcio come del quotidiano, e rispetto cui nessun atteggiamento distruttivo, nel calcio come nel quotidiano, ha mai dato un contributo maggiore. Specialmente poi quando si sta vivendo, pur con tutte le difficoltà che si possono avere (visto che nulla è mai facile) uno dei periodi più significativi della propria storia.

                    Dimmi tu quando seminare bile e disprezzo ha mai portato dei benefici da qualche parte. Qual è il contributo in una battaglia per la sopravvivenza dell’ostilità intestina. Io sono sinceramente sconcertato dalle cose che si leggono qui e in giro. Ultimamente sono incappato in dei commenti da far drizzare i capelli in testa: gente che invita a boicottare la campagna abbonamenti, geni che intimano a Taccone di lasciare la squadra al sindaco!

                    La squadra al sindaco! Ma per quale ragione? In virtù di quale disastro? Con quale beneficio successivo?

                    Io ti direi quasi che Avellino è un ambiente di merda, non fosse che ovunque guardi di gente così ne tracima in continuazione: un mio amico di Perugia mi racconta di contestazioni e ambiente esplosivo con la squadra che ha raggiunto i play-off, perché “noi meritiamo di più.” Penso a Palermo, dove tutti vogliono cacciare Zamparini perché “noi meritiamo di più”, contestandogli la gestione della società ma dimentichi di dov’erano prima che lui arrivasse e dove tornerebbero qualora se ne andasse, ovvero in una lunga ed anonima serie C. Qua a Torino da me non è molto diverso: sponda Toro Ventura è un coglione, Mihajlovic un incapace, Mazzarri non capisce un cazzo, Petrachi è un buffone e Cairo un pezzo di merda perché “noi meritiamo di più”; sponda Juve dopo sette scudetti e quattro Coppe Italia, Allegri non capisce un cazzo, Higuain è un ciccione, Dybala un sopravvalutato, Bernardeschi una pippa, Buffon è vecchio ed è ora che si ritiri e per fortuna se n’è andato (anzi è pure un bastardo perché, messo praticamente alla porta, se ne va ad una rivale europea), Marotta è un mentecatto e Agnelli non vale suo nonno perché “noi meritiamo di più” (la Champions Leage, nel loro caso). Pure a Madrid credono di meritare di più, visto che hanno pesantemente contestato Zidane in questa stagione (il quale ha avuto il probabile demerito di non vincere la Coppa dei Campioni della Via Lattea, evidentemente).

                    Tutti che vogliono, tutti che esigono, tutti che urlano ai quattro venti di meritare di più di ciò che hanno, ignorando però il significato del verbo “meritare”. Tu prima, come tifoseria, riempi lo stadio ogni sabato, fai il record di abbonamenti, inciti senza sosta e poi meriti. Non prima. Non è un diritto ereditario. Altrimenti non sei più maturo del ragazzino che pianta grane al supermercato perché vuole il giocattolo.

                    Questo si evidenzia anche nel lessico adoperato, che non è secondario. Non c’è rispetto nei modi e dei toni, quasi mai; anche quando non ci sono esplicite ingiurie c’è sempre un ricorso a terminologia sistematicamente provocatoria quale “soggetto”, “personaggio”, come se stessimo sempre a parlare di grottesche barzellette umane piuttosto che di individui, che possono fare più o meno bene il loro mestiere ed avere pregi e difetti come tutti gli esseri umani. Quando manca la percezione del valore delle cose, del conquistarsi e del meritarsi le cose, oltre alla percezione del valore e delle difficoltà del lavoro degli altri, non si è poi capaci di fare delle critiche anche severe ma giuste, ci si sfoga soltanto perdendo di vista la dimensione di ciò che si sta dicendo e facendo.

                    Anch’io vorrei che Taccone cedesse. Ti dirò di più, ho come l’impressione che un ritorno in C non sia poi così lontano. Di solito chi si salva per poco retrocede poi l’anno dopo o al massimo quello più tardi, perché significa che è già con l’acqua alla gola. La scelta di Marcolini è preoccupante, temo un Toscano bis se non altro perché se ad una rosa non eccelsa togli l’esperienza della guida tecnica, le certezze diminuiscono e le difficoltà se la possono logorare.

                    Come vedi non sono un “pro” Taccone, quell’idea demenziale che alcuni si sono messi in testa solo perché alcuni di noi non l’insultano dalla mattina alla seria e se la prendono con quelli che lo fanno gratuitamente. E’ tutto collegato al discorso ambientale, perché creare una polveriera non aiuta nessuno (a maggior ragione se ci sono dei problemi), e se delle critiche devono essere fatte, è bene che siano sensate e misurate.

                    Io sono preoccupato e mi auguro arrivi un nuovo acquirente, ma al tempo stesso sono consapevole di non poter pretendere una cessione tanto per cedere, perché così come può arrivare qualcuno a risollevarci potrebbe arrivare qualcuno a condannarci a scenari peggiori (cascare dalla padella nella brace è più facile che non potenziarsi), quindi è bene che un eventuale passaggio di consegne abbia un senso in prospettiva di crescita futura, altrimenti cedere per cedere non è meno dannoso del comprare tanto per comprare sul calciomercato, ed a quel punto preferisco tenermi Taccone con la sua bocca e tutto il resto. Sono anche consapevole di non poter pretendere che Taccone ci vada a rimettere; e che neppure posso pretendere che qualcuno arrivi con soldi ed ambizioni ad Avellino, nessuno ce lo deve, perciò se nessuno si fa davvero avanti (e ribadisco davvero, nel concreto con i progetti e con i fatti, non solo a chiacchiere) non è colpa di nessuno e mi sto buono perché non posso farci niente, ma proprio niente.

                    Anzi sì, una cosa posso farla: tifare e mettermi con pazienza a spiegare agli spargitori d’insulti perché quel che fanno oltre a non servire a nulla è anche potenzialmente dannoso.
                    scusa supernaut io ti do ragione che il tifoso si lamenta sempre ma tu hai nominato zamparini ed io ti faccio una domanda. Questo ha preso la squadra della quarta città italiana, capoluogo di una regione (a statuto speciale) di sette milioni di abitanti ed almeno il doppio emigrati per il mondo (ed in tempi televisivi non è poco) ha comprato, venduto fatte plusvalenze milionarie ,paracadute sostanziosi ecc e si ritrova con tanti debiti oltre i vari teatrini estivi per la vendita mai riuscita della società. Io ti chiedo da sportivo è giusto che un presidente usi una società in questo modo perché è sua o hanno ragione i tifosi a ritenere la squadra di calcio un patrimonio della città ?

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                    • Originariamente inviato da concreto Visualizza il messaggio

                      scusa supernaut io ti do ragione che il tifoso si lamenta sempre ma tu hai nominato zamparini ed io ti faccio una domanda. Questo ha preso la squadra della quarta città italiana, capoluogo di una regione (a statuto speciale) di sette milioni di abitanti ed almeno il doppio emigrati per il mondo (ed in tempi televisivi non è poco) ha comprato, venduto fatte plusvalenze milionarie ,paracadute sostanziosi ecc e si ritrova con tanti debiti oltre i vari teatrini estivi per la vendita mai riuscita della società. Io ti chiedo da sportivo è giusto che un presidente usi una società in questo modo perché è sua o hanno ragione i tifosi a ritenere la squadra di calcio un patrimonio della città ?
                      E' una bella domanda. Per come la vedo io, uno deve focalizzarsi su tre cose: primo, ciò che è nei fatti più importante, ovvero i risultati sportivi o l'orgoglio di comandare su chi comanda; secondo, qual era la situazione precedente; terzo, come funzionano le cose nella realtà e non nel mondo utopistico dell'immaginazione.

                      Zamparini sarà pure quel che è, se io però fossi un tifoso del Palermo tra il fare lunghe stagioni di serie A, alcune anche ad alti livelli con qualche sporadica capatina in B, e il vincere il braccio di ferro col presidente senza avere garanzie di cosa potrebbe succedere dopo, preferirei conservare la dimensione raggiunta piuttosto che rischiare seriamente di perderla. Anche perché, e qui si va al punto due, se uno toglie Zamparini dalla storia del Palermo quel che ritrova non è un'importante realtà del nostro calcio, ma un'anonima squadretta che vivacchia per lo più in serie C.

                      Zamparini gli ha dato una dimensione nuova, ed anche se ha un miliardo di difetti e dal di fuori lo giudico un imbecille, non riconoscergli che con lui hanno avuto molto di più di quanto possono rinfacciargli è da ingrati.

                      Infine, per quale motivo uno dovrebbe pretendere che vada via? Io ricordo che negli anni Settanta c'è stato un periodo in cui in Italia succedevano casini ai concerti perché alcuni sciocchi ritenevano che la musica fosse un bene di tutti e dovesse essere gratis, perciò pretendevano di entrare senza biglietto con la forza. Un'idea fanciullesca quella della musica di tutti, nella realtà se un musicista non ha proventi fa la fame e i concerti cessano di esistere. Io trovo altrettanto fanciullesco volersi sostituire ai presidenti e reclamare la proprietà intellettuale e culturale di una squadra di calcio. Senza le persone che sanno far circolare il denaro non si giocherebbero partite, e senza un interesse nessuno si metterebbe in moto nella tua città.

                      Non sei fortunato, nel mondo reale, quando qualcuno viene a dilapidare denaro da te per la gloria, ma quando agli interessi personali si sposa anche un miglioramento dei risultati sportivi. E questo a Palermo c'è stato.

                      E pure ad Avellino.
                      Nel fragore della battaglia, senti battere il cuore del lupo? (George R. R. Martin)

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                      • Originariamente inviato da ballacoilupi Visualizza il messaggio

                        non ti preoccupà l'importante è che o dici a parole tue. io ti capisco sempe
                        A giudicare le stronzate che scrivi un giorno si e l'altro pure, delle due l'una : o non mi faccio capire io (cosa moooolto probabile), o...fai tu, finisci la frase come meglio ti garba.
                        sigpic
                        Passionelupi per sempre. Uniti si vince !!!


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                        • Originariamente inviato da Passionelupi Visualizza il messaggio

                          A giudicare le stronzate che scrivi un giorno si e l'altro pure, delle due l'una : o non mi faccio capire io (cosa moooolto probabile), o...fai tu, finisci la frase come meglio ti garba.
                          scusa l'intromissione, ma "garba" è un aggettivo tipicamente toscano; lo usiamo normalmente al posto di piace. mica stai nei paraggi al mare, per caso? è solo una curiosità

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                          • Originariamente inviato da ilmaremmano Visualizza il messaggio

                            scusa l'intromissione, ma "garba" è un aggettivo tipicamente toscano; lo usiamo normalmente al posto di piace. mica stai nei paraggi al mare, per caso? è solo una curiosità
                            Il senso che volevo dare è quello e non sono in Toscana
                            sigpic
                            Passionelupi per sempre. Uniti si vince !!!


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                            • Originariamente inviato da Passionelupi Visualizza il messaggio

                              Il senso che volevo dare è quello e non sono in Toscana
                              grazie per la risposta

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                              • Originariamente inviato da Supernaut Visualizza il messaggio

                                E' una bella domanda. Per come la vedo io, uno deve focalizzarsi su tre cose: primo, ciò che è nei fatti più importante, ovvero i risultati sportivi o l'orgoglio di comandare su chi comanda; secondo, qual era la situazione precedente; terzo, come funzionano le cose nella realtà e non nel mondo utopistico dell'immaginazione.

                                Zamparini sarà pure quel che è, se io però fossi un tifoso del Palermo tra il fare lunghe stagioni di serie A, alcune anche ad alti livelli con qualche sporadica capatina in B, e il vincere il braccio di ferro col presidente senza avere garanzie di cosa potrebbe succedere dopo, preferirei conservare la dimensione raggiunta piuttosto che rischiare seriamente di perderla. Anche perché, e qui si va al punto due, se uno toglie Zamparini dalla storia del Palermo quel che ritrova non è un'importante realtà del nostro calcio, ma un'anonima squadretta che vivacchia per lo più in serie C.

                                Zamparini gli ha dato una dimensione nuova, ed anche se ha un miliardo di difetti e dal di fuori lo giudico un imbecille, non riconoscergli che con lui hanno avuto molto di più di quanto possono rinfacciargli è da ingrati.

                                Infine, per quale motivo uno dovrebbe pretendere che vada via? Io ricordo che negli anni Settanta c'è stato un periodo in cui in Italia succedevano casini ai concerti perché alcuni sciocchi ritenevano che la musica fosse un bene di tutti e dovesse essere gratis, perciò pretendevano di entrare senza biglietto con la forza. Un'idea fanciullesca quella della musica di tutti, nella realtà se un musicista non ha proventi fa la fame e i concerti cessano di esistere. Io trovo altrettanto fanciullesco volersi sostituire ai presidenti e reclamare la proprietà intellettuale e culturale di una squadra di calcio. Senza le persone che sanno far circolare il denaro non si giocherebbero partite, e senza un interesse nessuno si metterebbe in moto nella tua città.

                                Non sei fortunato, nel mondo reale, quando qualcuno viene a dilapidare denaro da te per la gloria, ma quando agli interessi personali si sposa anche un miglioramento dei risultati sportivi. E questo a Palermo c'è stato.

                                E pure ad Avellino.
                                Abbiamo un modo diverso di vedere il calcio. Per me un club andrebbe gestito da una società che prima cosa deve fare gli interessi del club, adempiuto a questi ci sarebbe un margine per fai anche i propi interessi. Io per garantire che vengano fatti per prima gli interessi del club obbligherei tutte le società a chiedere il bilancio annuale in attivo di almeno un euro oppure ripianare prima dell'inizio del campionato e intensificherei tutti i controlli finanziari. Ti do ragione sul fatto che con le norme attuali un presidente è padrone e quindi fa ciò che gli pare ma noi tifosi non dobbiamo stare inermi affinché si compia il nostro destino ma possiamo dissentire e contestare le società, ciò non vuol dire prevaricare la società me esternare il nostro umore e poi gli altri ne traggano le conseguenze .un presidente non voluto o prima o poi cede poi è giusto che si metta alla prova qualcun altro.

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