Anno 5 - Giorno 328
Domenica, 05 febbraio 2012
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Le pagelle di...

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Avellino - Viareggio

Fumagalli E.: 6,5
Zappacosta D.: 7
(Dal 75' Zammuto P.: s.v.)
Puleo S.: 6
Cardinale R.: 6+
Pezzella L.: 6
Malaccari N.: 6
Massimo E.: 6,5
(Dall'87' Ricci R.: s.v.)
Arcuri S.: 6,5
Herrera E.: 7+
Zigoni G.: 7,5
De Angelis G.: 5+
(Dal 65' Lasagna F.: 6-)

All. Bucaro G.: s.v.

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Ore 5: Complice la notte stellata è ghiacciata tutta la neve... Mò sò cactus.

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Ultima gara


Avellino
2 - 0
Viareggio
Dom, 29-01-2012 14:30
Avellino, stadio "Partenio"

Classifica

4 Carpi 36
5 Sorrento 34
6 Benev. 31
7 Avellino 31
8 Como 28
9 Tritium 26
10 Reggiana 25

Programma


Sorrento
  VS  
Avellino
Dom, 05-02-2012 14:30
Sorrento (NA), stadio "Italia"
Accadde oggi... 5 febbraio
Gare (3)
2001
Avellino - Palermo
0-0
1989
Avellino - Udinese
2-0
1978
Avellino - Bari
0-0
|
Nati (5)
1986
Andrea Masiello
(26)
1986
Francesco Cosenza
(26)
1966
Roberto Onorati
(46)
1965
Francesco Iannuzzi
(47)
1941
Giancarlo Morrone
(71)
|
Scomparsi (0)
Nessuno scomparso
© Pianeta BiancoVerde S.r.l.
29/01/2012 Avellino-Viareggio 2-0 (Foto E. Picariello)
Dal libro dei ricordi
Il LUPO e il cavalluccio

(LUPO)
- Ciao, io sono il LUPO e vi
racconterò cosa mi è accaduto
il pomeriggio del 10 luglio
del 2009.


(cavalluccio)
- Ciao, io sono il cavalluccio e vi
racconterò cosa mi è accaduto
il pomeriggio del 12 luglio di
due anni dopo.


(Intervistatore)
Ciao, io sono quello che registrerà ciò che i due hanno da dire e lo porterà a voi. LUPO, iniziamo da te, raccontaci.

(LUPO)
- Ricordo che cercai disperatamente di salvarmi, avevo chiesto aiuto a tutti, ero ormai allo stremo delle forze, anche l'ultimo miracolo svanì e mi giunse una coltellata al cuore. Il freddo della lama che penetra il tuo cuore lo riesci lontanamente ad immaginare?

(Intervistatore)
Un poco. Forse solo un poco, ma quel poco è sempre troppo a sopportarsi. Lupo, fermati, non ora, non subito o il papiello finisce qui. Cavallù…racconta, ora tocca a te.

(cavalluccio)
- Ricordo che ho cercato disperatamente di salvarmi, avevo chiesto aiuto a tutti, ormai allo stremo delle forze, anche l'ultimo miracolo è svanito e mi è giunta una coltellata al cuore. Il freddo della lama che penetra il tuo cuore lo riesci lontanamente ad immaginare?


(Intervistatore)
Al cuore?!? E dove cazzo sta il cuore di un cavalluccio? Veramente, dove ce l'ha il cuore il cavalluccio? Una coltellata che lo penetra?!? Ma se tu al massimo sei alto trenta centimetri, ma proprio quando ti va bene, di quale coltellata parli? Sarà stato un ago…una semenzella, nunn'esagerà…com'è tuo solito! Vabbuò, LUPO, questo è fessariante… continua il tuo racconto.

(LUPO)
- Io ero pronto, sapevo che stavolta difficilmente sarei sfuggito a quel destino. Eppure ci tentai, Dio mio quanto ci tentai. E ci sperai, fino all'ultimo…ci sperai. La notte che precedette quel dieci luglio non basterebbe un’altra vita per raccontarla. Lasciamo perdere e andiamo avanti. Ricordo che cercai riparo tra i miei simili, lupo tra lupi, e ricordo il cuore che batteva forte. Il rumore di quel cuore che scoppiava nel mio corpo, e che sembrava volesse aprirlo per trovare più spazio e non soffocare, come potrei mai dimenticarlo? Poi giunse quella coltellata, un dolore atroce, ma non caddi subito: lanciai l'ultimo ululato, lentamente le zampe smisero di reggermi ed adagiai il mio corpo sulla terra. Il respiro, lento, sempre più lento, mentre mi sforzavo di sollevare il capo, come a voler cercare qualcuno che potesse strapparmi a ciò che mi attendeva o, forse, solo a dare l’ultimo sguardo alla mia foresta. E poi il sangue che lasciava il mio corpo, un corpo che diventava freddo, per mischiarsi con la terra. Il capo che si posò su di essa per non sollevarsi più e la bocca che di quel sangue, tanto sangue, imparò a conoscerne il sapore. Prima di chiudere gli occhi pensai alla mia lunga vita…

(Intervistatore)
Ecco, fermiamoci a questo istante: l’attimo esatto in cui si congiungono le immagini di una vita che va via, il presente che ti lacera e ciò che poi sarà. Dai cavallù, è il tuo turno. 

(cavalluccio)
- Io ero pronto, sapevo che stavolta difficilmente sarei sfuggito a quel destino. Eppure ci ho tentato, Dio mio quanto ci ho tentato. E ci ho sperato, fino all’ultimo…ci ho sperato. La notte che ha preceduto quel dodici luglio non basterebbe un'altra vita per raccontarla. Lasciamo perdere e andiamo avanti. Ricordo che ho cercato riparo tra i miei simili, pesce tra pesce…


(Intervistatore)
Vabbè…pesce mo' ?!?…diciamo piscitiello, è meglio!!!

(cavalluccio)
- Mi vuoi far parlare o che? Dicevo: ricordo che ho cercato riparo tra i miei simili, pesce tra pesci, e ricordo il cuore che batteva forte. Il rumore di quel cuore che scoppiava nel mio corpo, e che sembrava volesse aprirlo per trovare più spazio e non soffocare, come potrei mai dimenticarlo?


(Intervistatore)
Io non ti voglio interrompere e men che meno sfottere, ma in tema di ricordi, ti ricordassi pure dove tiene il cuore il cavalluccio? Vabbè, abbiamo capito…poi arrivò l'ago…la semenzella, il resto... accorcia… poi che è accaduto? 

(cavalluccio)
- Ho sentito un dolore atroce, ma non sono caduto subito: ho lanciato l'ultimo…


(Intervistatore)
L’ultimo che?!? Tu sì pure muto..mannaggia 'a capa toja. Tu giusto a me puoi raccontare. Ti conosco troppo bene e… come si dice?... il figlio muto lo capisce la mamma.

(cavalluccio)
- Ho lanciato l'ultimo…ho lanciato l'ultimo…l'ultimo segnale…va bene?!? Poi, lentamente le zampe hanno smesso di reggermi ed ho posato il mio corpo sulla terra.


(Intervistatore)
Cavallù, ma che stai a dire? Capisco che ti sarebbe piaciuto essere un lupo, ma vuò cupià e copia bene, cambia almeno qualcosa, oltre ai tempi…se no si vede subito che nunn'è arte tua. Ma quale zampe? Tu manco le pinne tieni più. Ma che cazzo ì pesce sì? E poi si chiama fondale…non terra, dove ti sei posato.

(cavalluccio)
- …Il respiro, lento, sempre più lento, mentre mi sforzavo di sollevare il capo, come a voler cercare qualcuno che potesse rapirmi a quel che mi attendeva o, forse, solo a dare l’ultimo sguardo alla mia foresta...


(Intervistatore)
Foresta?!? Foresta...cavallù?!?

(cavalluccio)
- ...aeeeee...uffà...e poi il sangue che lasciava il mio corpo, un corpo che diventava freddo, per mischiarsi con…con…con l’aaacccqqqua..va bene mo'?!? Il capo che si è adagiato l'ultima volta e la bocca che di quel sangue, tanto sangue, ha imparato a conoscerne il sapore…


(Intervistatore)
Tanto sangue?!? Ma se tu puoi essere grande al massimo, nei casi limite, 30 cm, quanto sangue può mai uscire dal tuo corpo? Se poi consideriamo che questa goccia si scioglie pure nell'acqua, che sapore teneva mai?

(cavalluccio)
- …Prima di chiudere gli occhi ho pensato alla mia lunga vita…


(Intervistatore)
Lunga vita? Cavallù…ma se hai campato sei anni, e uno lo hai avuto pure in omaggio? …ma di quale lunga vita parli? 

(cavalluccio)
- Sì, ma io sono la reincarnazione di un altro cavalluccio.


(Intervistatore)
Morto come?

(cavalluccio)
- La mia stessa morte! Pure lui con un'altra coltellata al cuore.


(Intervistatore)
Azz, lo tenete per vizio! E nell'altra vita quanto avevi campato?

(cavalluccio)
- Ottantasei anni.


(Intervistatore) 
Quindi sei morto, sei resuscitato e sei rimorto nella stessa maniera dopo appena sei anni? Ma, allora, sì strunz proprio! Dai LUPO, riprendiamo con te; parlavi dei ricordi della lunga vita. Però, ti raccomando, pure tu... falla breve, io ti conosco, quando ti metti a fare i papielli non la finisci più e qua, non ancora abbiamo iniziato la storia, già siamo a due ore di registrazione…accorcia: solo i titoli dei capitoli principali della tua vita. Anzi facciamo una cosa…partiamo dagli anni della notorietà, dimmi quali immagini vedesti in un istante.

(LUPO)
- Vidi i monti dell'Irpinia, vidi una luna piena che faceva da sfondo a me che ululavo, vidi scorrere immagini in bianco e nero e vidi me stesso padrone della foresta, vidi un branco di lupi recarsi a Genova e vidi le zanne bianche di un lupo sardo che s'impadronivano di un sogno e lo consegnavano alla mia razza, vidi dieci anni di quel sogno, vidi un lupo nero che danzava e la ferocia di un lupo avellinese, vidi la nobiltà di un lupo rosso e vidi il mio branco sbranare nobili e presunti tali, vidi signorine tremare solo alla idea di scendere nel mio regno, vidi nella neve bianca ruzzolare chi allora comandava e gli altri videro la mia grandezza. Vidi le immagini delle lacrime di Como, un legno maledetto e la caduta, proprio nell’anno in cui più forti e più potenti erano quelli che, dicevano gli invidiosi e gli incapaci, mi avrebbero protetto. Vidi anni bui, anni duri, vissuti con l’orgoglio e la rabbia di un lupo che non molla e sa aspettare, vidi le immagini di Gualdo e quelle di Crotone, vidi un lupo uccidere una balena e vidi le amarezze e le sofferenze di annate che tradivano le speranza, vidi me stesso adagiarsi sul quel sangue che lasciava il mio corpo per avvolgerlo…e un lupo che capisce che nessuno aveva ascoltato il suo grido di dolore, quel "Fate presto" lanciato invano…

(Intervistatore)
Ecco, LUPO, fermiamoci e dopo vorrei che mi parlassi di quel "Fate presto". Cavallù, a te non servono raccomandazioni, tu dell'altra vita hai poco di importante da raccontare e per questa nuova fugace apparizione sulla terra bastano poche immagini. Anche per te, limitiamoci al periodo che va dal massimo splendore ad oggi. Tu cosa hai visto prima di morire?

(cavalluccio)
- Ho visto un cavalluccio giungere finalmente nel più grande degli oceani, una vita per arrivarci e un secondo per essere "secutato" e ritornare nei mari che ho sempre navigato, ho visto Catania e tanti cavallucci in processione, ho visto me stesso morire poco dopo e ho visto la reincarnazione, ho visto una cartolina di Potenza ed ho visto tanti biscotti
l’anno successivo, a rappresentare la difesa del risultato di Potenza. Ho visto un anno di schiaffi da tutte le parti e la morte in faccia, evitata solo grazie ad un medicina fatta giungere da un'isola sperduta nell'oceano, ho visto Giulietta…che sarà pure zoccola… ma da me soldi non ne ha presi, per cui l'ultima immagine che mi è rimasta è quella di una grande supposta. Ma siccome non era questa la medicina che occorreva, ho visto un cavalluccio che capisce che nessuno ha ascoltato il suo grido…scusa…il suo…il suo..il suo segnale di dolore, lanciato, ora sapevo, inutilmente.

(Intervistatore)

E siamo per entrambi alla vana richiesta di aiuto. Immagino che sia tu, LUPO, che tu, cavalluccio, abbiate chiesto aiuto per mesi, avvertendo il pericolo. Partiamo dalla fine, dal momento più drammatico, l'ultimo appello e poi ci racconterete come si è giunti ad esso. LUPO, inziamo da te, da quel "Fate presto".


(LUPO)
- Lo ricordo come fosse stato ieri quell'ultimo, disperato messaggio. Parola per parola. Parlai di me, parlando di me, del LUPO; non avevo bisogno di ricorrere ad immagini diverse da ciò che sono. Parlai di me e mi rivolsi a tutti quelli della mia terra. Le parole che usai contano assai poco, ora, quel che interessa è il sapere che non
servirono a nulla, se non a farmi capire chi veramente mi avesse sempre amato. Ma tu che fai, ora? Intervistatò, lascia la commozione e continua il tuo lavoro. 

(Intervistatore)

Scusami…è stato solo un attimo. Dai cavallù, parlaci di quell'ultimo tuo appello. 

(cavalluccio)

- Io, per scuotere le coscienze ed il portafoglio di qualcuno ho fatto ricorso all'immagine di una vecchia donna di novantadue anni, una volta splendida bionda, la più bella signora di Salerno, ora in un letto d'ospedale; il mio ultimo disperato appello: "La salvi chi può". Identica disperazione, identico risultato...


(Intervistatore)
Già, neanche il tuo appello è stato raccolto. Io direi di parlarci del periodo che li precede e li determina, anche perché incredibili sono le analogie.


(LUPO)
- In realtà, che quello volesse uccidermi lo avevo capito già l'anno prima. Lo disse e l'avrebbe fatto se nel frattempo non si fosse suicidato uno di Messina e non avesse lasciato a lui una bella eredità; unica condizione: che tenesse in vita il LUPO. Ottenuta l'eredità, il signore della morte aveva ripreso il suo progetto. Che poi, dei tanti sbandierati in relazione al LUPO, è l'unico che abbia saputo realizzare. Ero perfettamente consapevole che, se non fosse giunto qualcuno a salvarmi, stavolta la mia esistenza avrebbe conosciuto la sua fine. Se dovessi parlarti dei tanti che solo per accostare il proprio nome a quello del LUPO, unico modo per stare sotto i riflettori, avevano dichiarato interesse alla mia vicenda o dei politici, credimi, tu più che un servizio faresti un dossier a puntate. 

Non ne parliamo e lascia solo che ora porti a te una riflessione, affinché tu possa meglio capire e meglio inquadrare alcuni miei comportamenti ed alcuni errori. Ti auguro di non essere mai in compagnia della disperazione e che mai tu possa conoscere gli attimi che precedono la morte. La disperazione e l'aggrapparsi alla fune che ti lega alla vita portano a credere a ciò che in altre condizioni non avresti neppure preso in considerazione ed anche all'impossibile o, se vuoi, al miracolo. Per cui, ti prego, guarda a tutto questo con gli occhi della benevolenza. 

Ma neanche la disperazione, il non voler morire e neppure l'attesa del miracolo hanno visto il LUPO rinunciare alla sua intelligenza ed ancor meno alla sua dignità: quando è troppo è troppo, anche per chi è disperato ed in punto di morte. La fierezza e la dignità di un animale si misurano soprattutto nei momenti dell'angoscia.


Nella galleria dei presunti salvatori anche i F.lli Carino e con loro un grande medico giunto, addirittura, dalla Spagna: il dottor Mendoza. Come li accogliemmo? La nostra reazione? Ridere, ridere e ridere ancora: non ho mai visto un branco di lupi ridere con la panza in mano, neanche nei cartoni animati. Fu un ridere amaro, rabbioso, ma che, almeno, allora ebbe il merito di farci dimenticare per qualche attimo del dramma che stavamo vivendo ed oggi, visto ciò che è capitato altrove, è l'occasione per far capire che non tutti gli animali sono uguali, manco dinanzi alla morte. Ma quale lupo avrebbe mai potuto credere a chi prometteva non solo di salvarmi, ma anche di portarmi nella foresta più bella che vi sia e non d'Italia, ma dell'Europa? In quattro anni!


Ma quale lupo poteva mai credere a chi prometteva di salvarmi e vabbuò, di portarmi in giro per l'Europa…e vabbuò, ma anche di farmi diventare ricco, vendendo aspirapolvere biancoverdi con il lupo swarovski sul manico e biciclette con manubrio a forma di lupo? E tutto ciò attraverso qualcosa che, loro, esperti, avevano approntato:
"un organigramma elettrico su base piramidale con effetto boomerang"? Ma tu capisci? Un organigramma elettrico su base piramidale con effetto boomerang!!! E che dovevamo fare, se non ridere con la panza in mano? E che dovevo fare se non rivolgermi a Gino? Gino, l'amico mio di cui vi ho parlato altre volte, sì, proprio lui, il dottore del manicomio di Aversa; gli dissi: "Gì li tieni due posti liberi? E preparali…anzi preparane tre, ci sta pure il Dottor Mendoza. A questo mettilo nella stanza di Napoleone...tu capisci a me". Il Dottor Mendoza, uno che non hablava italiano e che, a ben guardare, o meglio… ascoltare, hablava spagnolo come io il tedesco! Quante risate, quante barzellette, quante pernacchie….

Ma quale animale, quale?!?, dimmi tu, fosse anche il più disperato e fosse anche nell'attimo dell'ultimo respiro, può mai credere a cose che manco dalla penna del migliore Eduardo, nella più comica delle sue commedie, sarebbero uscite mai? Così giunsi a quel dieci luglio del 2009 e così morii. Intervistatore, ma perché guardavi il cavalluccio mentre chiedevo quale animale potesse arrivare a credere a tanto?


(Intervistatore)
E lo so io perché…lo so io perché, ma non sono qui per fare la spia. Attacca cavallù. 

(cavalluccio)
- In verità, ascoltando il LUPO mi accorgo che, come dicevi tu, tante cose sono incredibilmente identiche, pur con qualche profonda differenza. La più eclatante è che il signore della morte a me mi aveva pure venduto e non a uno qualsiasi, ma a chi, altro che Carino, mi avrebbe salvato e mi avrebbe fatto diventare grande e non in Europa: questo mi portava fino in America. 

Veniva dagli Stati Uniti, infatti, Joseph Cala, anche se anni prima era partito dall’Italia. Quando lo seppi, quando lo seppero gli altri cavallucci fummo felici come mai, ci sentimmo liberati e sognavammo il nuovo mondo. Pensammo di rivivere la storica
"Operazione Avalanche", del settembre del '43: allora a sbarcare ed a salvarci furono gli anglo-americani ed anni dopo a sbarcare a Salerno ed a salvarmi era un italo-americano, con l'ormai famosa "Operazione cavalluccio marino". Quanta felicità, quanti sogni e quanta notorietà. Come ero bello, io, vestito di stelle e strisce e come era bello che di me si occupassero tutti i giornali, tutte le radio e tutte le tv; finanche su Sky io sono andato assieme all'italo-americano. Mi devi credere, come un grande attore che conserva tutto ciò che ha rappresentato il cammino della sua carriera, io conservo tutto di questo pezzo della mia storia. Guarda, è cominciato qui:
Salernitana acquisita da Cala Corp
Neopresidente Josef Cala "Voglio riportare in alto la squadra"
11 febbraio, 13:40
(ANSA) - SALERNO, 11 FEB - Da oggi la Salernitana,... e diventa a stelle e strisce….


E poi è stato un crescendo incredibile di eccitazione, emozioni, esaltazioni, sogni, appena si è iniziato ad aver contezza della potenza economica della
Cala Corporation. A spiegarcelo erano stati, immediatamente, le tv ed i giornali locali, letteralmente divorati da tutti i cavallucci del pianeta. Conservo ancora quel servizio di un tg, nel quale il giornalista spiegava che il gruppo aveva sede a Huston, raccontava di quotazione in Borsa, Nasdaq e parlava dell’immensa catena di ristoranti e della costruzione di Hotel "sopra e sotto il livello del mare"…il tutto mentre scorrevano le immagini dei grandi grattacieli americani e mentre si raccontava dei milioni che aveva Joseph, laddove io ed tutti i cavallucci eravamo impegnati a pensare a quante cose avremmo potuto fare con tutti quei milioni. Un po' come accade a quelli che sognano di vincere la super lotteria e pensano a cosa ne farebbero di quella immensa vincita. 

Poi il giorno tanto atteso e la conferenza stampa congiunta di colui che mi avrebbe ucciso e colui che era lì a salvarmi. Guarda questo filmato:...ecco, ora Lombardi presenta Cala e ne vanta la grande potenza economica; qui rivendica il merito di aver fatto l’ultimo grande regalo al cavalluccio, consegnando lui in ottime mani. Qui prende la parola Joseph che per prima cosa fa sapere, e ci tiene a ringraziarla, che quello che voleva uccidermi ha una bella moglie… Aspè, passiamo un poco avanti…ecco…qui assicura che quest'anno saremmo andati in B e, quindi, in due anni in A; qui spiega che a Napoli hanno pagato Cavani assai caro, perché se lo prendevano prima avrebbero speso cinquemila euro; poi dice che farà un hotel sotto Piazza Libertà, poi dice che farà una radio web, un Consiglio dei tifosi, spiega che in cinque giorni quoterà in Borsa la Salernitana ed in sei mesi emetterà bond e bot. Infine, darà carta blansc all’allenatore. Eccolo, al termine della conferenza stampa, qua…guarda… con la sciarpa del cavalluccio al collo, mentre presenta il suo collaboratore…questo signore qua…


(Intervistatore)
A questo punto, immagino che tu, cavalluccio mio, abbia detto a tutti i cavallucci ed a tutti i pisciaiuoli:"guagliù…vi prego, pigliate una mazza…e a mme facitm' murì!".

(cavalluccio) 
- E perché? Anzi! Pensa che iniziammo, io e Peppe 'o merecano, a girare tutte le tv e su Youtube iniziavano anche a comparire filmati tipo quello in cui, dopo il primo piano del faccione di Cala…scorrevano quelle delle sofferenze e delle mortificazioni passate, con sopra, a fare da colonna sonora, la canzone di Ramazzotti…"e ci seeeeiiii…adesso…tuuuuuuuu".


(Intervistatore)
E questo è accaduto a caldo. Poi che è successo?

(cavalluccio)
- E' accaduto che il 16 febbraio c'è stato il passaggio delle azioni presso il notaio e da quel momento Joseph è diventato ospite ricercato e prezioso in tutte le trasmissioni sportive di Salerno ed anche quei due emigranti un po' chiatti lo hanno portato a Canale21. Inoltre, a sancire il grande amore tra cavallucci e Peppe 'o merecano provvide l'incontro nella sede del CCSC dei tifosi granata, nel quale ad un certo punto si levarono un grande applauso ed il grazie di tutti i presenti. Per degna conclusione, una cena ed un comunicato, questo:
Il Presidente della Salernitana Joseph Cala ha fatto visita alla sede del CCSC ...... Il presidente Santoro, l’esecutivo tutto e i delegati dei clubs affiliati ..... Nel corso dell'incontro, conclusosi con una cena, il CCSC e il presidente si sono rinnovati reciproca stima e fiducia,..."


(Intervistatore)
Addirittura? Azz, proprio come tifoseria organizzata?

(cavalluccio)
- Lo abbiamo amato praticamente tutti, soprattutto perché ha parlato chiaro e ha messo, come diciano noi, "a figura di merda" quei pochissimi che avevano a mostrare qualche perplessità. Aspè, cambio filmato, ..ecco: qui ha fatto addecriare me e tutti i cavallucci; ascolta cosa ha detto, senti come ha distrutto gli scettici e come attacca i poteri forti. Per esempio, sui punti di penalizzazione, che sarebbero arrivati per il ritardato pagamento, dovuto al fatto che, allora, non fosse stato ancora perfezionato il passaggio delle azioni risponde così: "...chiama alla Covisoc...io sono stato a Roma un mese fa, ho parlato alla Covisoc e mi hanno detto -i punti si tolgono per la prossima stagione-. Giurare? Prima di tutto io l'unica cosa che giuro è che Gesù Cristo esiste e sta nel mio cuore...se volete conferme non chiamate alla Lega...perché La lega non sa niente". Poi spiega che la colpa è dei"comunisti…"


(Intervistatore)
E qua…onestamente….tanto torto non tiene…ma andiamo avanti e fammela sentire questa parte.....mi piace il tema:

(Cavaluccio)
- "...la colpa è della Lega che non ha regole, loro sono solo dei comunisti… ll regolamento non ci consente di mandarli via...qua ci stanno troppi comunisti….Sì! I miei piani sono di andare in serie B questo anno e poi al secondo anno in serie A. Come si va in serie A? Perché siamo una compagnia quotata in Borsa e quando sei quotato in Borsa puoi ricevere tutti i soldi"-
e qui dà una lezione di economia che passerà alla storia, ascolta:"datemi due minuti soltanto e vi faccio una lezione di finanzia, perchè qui i giornalisti dicono che le azioni sono basse. Non vuol dire niente, vuol dire zero. L'azionista di maggioranza della Fiat è l'Unicredito, le azioni della Fiat sono più di 10 euro e le azioni di Unicredito sono sotto 1 euro. Come è possibile? Chi decide il mercato? Più compratori… le azioni salgono, meno compratori… le azioni scendono. Io come Compagnia posso decidere il prezzo delle mie azioni: se oggi valgono 1 centesimo io posso decidere che valgono 10 euro. Come la moneta. Fin quando io non ero interessato...ma ora che sono interessato io vado dagli investitori, faccio vedere il prospetto della Salernitana e dico che per la serie B ho bisogno di 50 milioni, 40 milioni e cento per la serie A. Loro guardano e dicono: vabbene noi compriamo a 3 euro. Allora io faccio una svalutazione e porto le azioni a 3 euro, loro mi danno il liquido ed io do le azioni. E' questioni di 60 giorni. In America i prestiti non esistono, esistono gli investimenti. Qual è la differenza tra prestiti ed investimenti? Che i prestiti si pagano e gli investimenti no. Le compagnie di investimento non sono stupide, capiscono le cose molto bene. Non vanno nelle industrie dove fanno macchine o aerei...vanno nell'industria di calcio. Loro sanno il calcio bene, allora guardano il piano e mi dicono -quanto hai bisogno? Trenta milioni? Vabbene te li diamo, però le tue azioni devono valere 5 euro, 6, due euro a venti euro-. Io le posso mettere pure a cento euro. Se tu vuoi le azioni della Cala Corporation a 100 euro io lo dico alla Sec e quella mi dice -perché a 100 euro?- Io rispondo -perchè ho un investitore-"

(Intervistatore)
E qua hanno spento le telecamere, hanno posato i microfoni ed hanno preso la mazza, mentre negli studi arrivavi tu, tutti i cavallucci e tutti i pisciaiuoli...e pure voi con la mazza. E' Così? 

(cavalluccio)
- E perché? Anzi! Ma quale mazza? Prendevano i telefoni, altro che mazza, e chiamavano in sudio per ringraziarlo. E' tutto registrato e sta pure on-line,..mo' ce vo'. Ascolta questa telefonata, è di una cavalluccia:
"Buonasera, Mr. Cala e grazie per aver salvato la Salernitana ed averci liberato da Lombardi...saremmo onorati di incontrarla per poterle esporre dal vivo…."


E senti questa:

"Presidente buona sera, non ho nessuna domanda, voglio solo dirle grazie, finalmente anche io posso vivere un sogno…"


E quest'altra:

Tifoso pisciaiuolo:
"Presidente, volevo dirle che noi tifosi siamo tutti con lei. Ora non ci deluda e non faccia come Lombardi".

Cala: 
"La sua è una buona domanda. No, io metterò tutto on- line".

Tifoso pisciaiuolo:
"Grazie presidente…grazie"


E questa è di un rappresentante dei cavallucci della provincia. Mica solo in città era esplosa la "calamanìa"?:

"Volevo ringraziarla perché noi a Salerno non eravamo abituati a tanto benessere".


E poi ci avrebbe dato pure uno stadio nuovo; ascolta, qui ne parla con un tifoso da casa:

Tifoso Pisciaiuolo:
"Joseph, hai individuato qualche posto dove poter costruire qualche campo?
"
Cala:
"Sì...sì, infatti oggi...buona domanda...il nostro ragazzo di marketing..no ragazzo signore...infatti c'è un costruttore che deve costruire dei palazzi...però ha mi sembra 5 ettari di terra che io sono disposto a compralo e fare là ...sì...sì una cittadella per i giovani: Avremo una osteria, come voi chiamate...che però è un albergo"
.
Tifoso pisciaiuolo: 
"Noi abbiamo aspettato troppo Joseph, non ce la facciamo più".

Cala: 
"No...lo sto facendo adesso...subito".

Tifoso 
"Bravo!".


(Intervistatore)
E qua avete preso la mazza?

(cavalluccio)
- No! E perché?


(intervistatore)
Perché? Perchè?!? Lasciamo perdere e però mi chiedo e ti chiedo: per fare tutto questo e subito, dal salvarti fino allo stadio, occorrevano parecchi soldi. Per quanto ricco, per quanto avesse ristoranti ed hotel, la liquidità necessaria sarebbe stata comunque notevole. Come avrebbe fatto per questa enorme massa di denaro?

(cavalluccio)
- A parte che, come lo stesso Cala ci aveva fatto notare, "lo stadio è un posto dove si gioca a calcio...ma si può giocare a calcio dappertutto", a noi a Salerno lo aveva spiegato benissimo ed io lo spiego con le sue stesse parole, anche se capisco che tu, non avendo fatto "un corso di finanzia monetaria…sei un ignorante" per dirla da Peppe a…Peppe. Ascolta ed impara: "è molto semplice. Nelle scuole italiane...ma non solo italiane, anche europee, Francia, Germania, non insegnano ai studenti come diventare ricchissimi. Quando uno studente capisce e comprende come stampare soldi. Il denaro non è stampato soltanto dal governo, dai governi...ma anche dalle compagnie quotate in borsa. Tutte le compagnie quotate in borsa hanno il diritto di stampare soldi..... Dunque se la Salernitana è quotata in borsa che ha bisogno di 20 milioni di euro... è molto facile di avere...”

(Intervistatore)
E qui avete preso la mazza? 

(cavalluccio)
- No! E perché? Joseph aveva pensato a tutto, anche alla costruzione della squadra per il prossimo campionato che, lui ne era certo, avremmo disputato in serie B e lui di calcio ne capisce perché era stato anche calciatore, anche se poi per colpa dei soliti comunisti aveva smesso… Ti dicevo della costruzione della squadra per la serie B, ecco cosa aveva detto: "Mr. Breda mi dà una lista coi calciatori...se per esempio ci vuole per questo calciatore 20 milioni di euro, allora io vado dagli investitori e quelli me li danno"


(Intervistatore)
E qui avete preso la mazza?

(cavalluccio)
- "No! E perché? Ma tu veramente fai? Guarda come rispose a chi, a questo punto, iniziò a chiedergli di"spiegare il Cala businessman" affinché anche qualche scettico si convincesse. Qui ho conservato il filmato, aspetta e ti faccio ascoltare... ecco: "I miei business sono tutti finanziari. E lavoro con il computer. Ormai tutti i veri ricchi in America non hanno l’ufficio ma lavorano da casa. È una vita che faccio questo lavoro. Si ricordi che i soldi non dormono mai, sono sempre in giro. Ho 168 società...... Per fare di Salerno la città più ricca d'Italia ci vogliono cinque minuti. Milano, Parigi, Francoforte, Londra sono città ricche perché sono piazze finanziarie"

(Intervistatore)
E qui davvero avete preso la mazza, non ho alcun dubbio.

(cavalluccio)
- No, e perché?


(Intervistatore)
Azz…"perchè?"...ancora "perchè?". E, scusa, siccome so che alla fine tu sei morto e non in mano a lui, anche se, onestamente, sta storia di Peppe ‘o merecano ti ha ucciso proprio, mi dici come e perché Joseph Cala è scappato…e chi lo ha fatto scappare se non tu, se non i cavallucci amici tuoi?

(cavalluccio)
- Innanzitutto, perché, lo dice lui a telefono il 22 febbraio, "io non sono lo zio d'America che deve dare i soldi a tutti, le banche i creditori i giocatori. Tutti vogliono soldi…" , chi lo chiamava di qua, chi di là: "Presidente...mi servono 30mila euro"..."Presidente mi servono 50 mila euro", poi perché "non sapevo che ci fossero tutti questi soldi da pagare subito e se lo sapevo non mi prendeva la Salernita"... ed è così che è tornato quello che mi voleva uccidere e Cala ha lasciato.


(Intervistatore)
E Peppe 'o merecano aveva pensato a tutto, tranne a quanto dovesse pagare e che doveva cacciare i soldi? E mo' che fine ha fatto?

(cavalluccio)
- Non lo so, l'ultima volta che l'ho sentito è stato quando ha fatto sapere che era stata la camorra a costringerlo a lasciare il cavalluccio. Ora, dicono che sia a Mondragone, ma non saprei dirti di più, se non che, pare, abbia chiesto 300 euro ad un tifoso e l'ultimo giorno, quel famoso 12 luglio, ancora qualcuno sperava in lui, per salvare me. 

(Intervistatore)
Io, ovviamente, non credo che sia stata la camorra a prendere la mazza con questo qui, ma lo avesse fatto avrebbe dimostrato di essere più seria di te, di tutti i cavallucci e tutti i pisciaiuoli. LUPO hai capito mo' perché quando retoricamente hai chiesto, escludendo che potesse mai esistere, "quale animale mai potesse arrivare a credere a tanto", in relazione all'organigramma elettrico su base piramidale con effetto boomerang, agli aspirapolvere, alle biciclette a forma di LUPO…io guardassi lui? Perché io questa storia la conoscevo già e guardavo lui e stavo per risponderti: “Il cavalluccio…e chi se no?!?”.

Ma tu pensi che sia finita qui? Tu pensi che la lezione sia servita. Ti sbagli LUPO…ti sbagli. Quest'animale, del quale non so dove abbia il cuore, ma so che non tiene capa, ha fatto anche altro, prima di morire. Pensa che lui, qualche grillo e qualche San Tommaso mancato si sono ammuccati, ed hanno fatto ammuccare a tanti cavallucci e pisciaiuoli, anche l'ultima sceneggiata, quella dell'11 luglio, in cui il preteso salvatore, e presentato come tale, così diceva: "stiamo guardando la situazione, stiamo guardando un poco …è una cosa che stanno guardando l’avvocato, il commercialista e mio nipote, stiamo guardando eccome so' messi sti debiti…stiamo accelerando”. E non finisce qui! Non finisce qui! Ma ti viene voglia di ucciderlo...si o no?!? Io... dico sì! 

Domani, LUPO mio…domani, dicevano la sera dell11 luglio! E il domani porterà l’inevitabile morte del Cavalluccio, mentri quelli vanno ancora cercando il CRO e cercano pure l’autista che si è perso dentro Roma. Comunque, il risultato è che come per te, LUPO, arriverà la morte, due giorni dopo di due anni dopo. Ecco, ci resta da parlare di ciò che accadde immediatamente dopo. Stavolta cominciamo con te, cavalluccio. Cosa hai avvertito di ciò che è accaduto quando la spina l'hanno staccata? A proposito…ma non eri morto con una coltellata al cuore? E visto che è passato tanto tempo dall'inizio di questo papiello, t'arricurdassi dove ha il cuore un cavalluccio?

(cavalluccio)
- Ho visto un manifesto di morte, affisso dal San Tommaso mancato, che così recitava: "Mi dispiace di cuore darvi la brutta notizia, ora vengo dalla banca: i soldi non sono stati smobilizzati: la Salernitana è fallita” e ho visto quella vecchia di 92 anni esclamare…” e sono due…eccheccazzo", ho visto in tanti chiedere "direttò, dove sei?" e ho visto il direttore ricomparire e dire "ce l’abbiamo messa tutta, ma non ce l’abbiamo fatta".


(Intervistatore)
Sì, a raccontare chiacchiere, ce l’hanno messa proprio tutta.

(cavalluccio)
- Mi fai continuare sì o no? Dicevo: ho visto uno di Avellino ufficializzare la mia morte dicendo che c'erano "state troppe complicazioni", ho visto quello che aveva mandato il nipote per vedere cosa si potesse fare, e che aveva accelerato l'ultima sera, manifestare dolore, portare le proprie condoglianze e dichiarare immediatamente che "il proprio gruppo resta a disposizione per rifondare il calcio a Salerno". Ho visto due di Avellino, quello che sta a Milano e quello che stava a Salerno, parlare di me in televisione, e ho visto cavallucci presi per culo e protestare, ho visto scorrere le immagini di un vecchio servizio col mancato San Tommaso e la sua profezia: "al più presto faremo una bella festa...una bella festa per il cambio di società...avremo una bella orchestra...avremo una bella tromba...Peppino 'u trumbettiere che guiderà questa performance musicale per festeggiare....diciamo..il cambio della società, che poi ci auguriamo possa sfociare nei play off e nella promozione in serie B" ed ho visto qualche cavalluccio dire "n'avesse 'ngarrata una. Ma purtass' pure sfurtuna?", ho visto presentarsi uno alle due di notte del giorno 13 ancora a chiedere: "direttore novità? la Covisoc si esprime il 18. C'è qualche speranza?", ho visto il meccanico vicino alla macchina di quello dato in viaggio per Roma, che in realtà stava fermo nel parcheggio, ed ho visto infrangersi il sogno di Capuano. 

Ma, soprattutto, ho visto piangere ma non piangersi addosso, guardando immediatamente al futuro: per prima cosa, hanno subito pensato alla nuova carta d'identità di quella vecchia, nome e foto,...mentre qualcuno urlava
"io voglio 'u cavalluccio"; poi, da veri pisciauoli, hanno subito pensato al mercato del pesce e ho visto chiedere "direttò, ma non ci possiamo comprare il titolo di C2 da qualcuno?" e ho visto dettare le condizioni al sindaco sulle caratteristiche che avrebbe dovuto avere quello che doveva sposare la signora di Salerno ed ho visto chi urlava "basta coi lombardi e pure coi salernitani, stavolta vogliamo mezzaroma... a far l’amore con la bionda signora" e quando poi è arrivato mezzaroma...niente più pensiero per la bionda e tutti a sognare la bella ministra bruna, mentre fa lo spogliarello per la festa promozione in serie A... Ma quale serie D? Qua si pensa già alla Champion's...si sogna la ministra girare senza reggipetto...quel reggipetto che invece ha Guglielmo, nella canzone che meglio ci rappresenta,...Guglielmo ha un reggipetto che se lo mette spesso nel cuore della notte....a noi piace vivere alla grande e già...

(Intervistatore)
...e già!...e poi si meravigliano se restano a girare in mutande. Lupo, che accadde quel 10 luglio del 2009, quando il cuore ti abbandonò? 

(LUPO)
- Chiusi gli occhi. Qualcuno parla di una fase post mortem, quelle in cui l'anima abbandona fisicamente il corpo, e descrive quei momenti. Io di questa roba qui ne capisco poco e non so se sia accaduto questo. Però ricordo che mentre salivo al cielo vidi da lontano la disperazione degli altri lupi, la rabbia e la ferocia a stento trattenuta, vidi le lacrime, vidi lupi cercare e trovare riparo nel branco e poi tanto smarrimento. Dolore, incredulità, rabbia. Non c'era spazio per altro. Vidi i volti di tanti lupi accanto al mio corpo, vidi occhi pieni di tristezza e vidi mostrare zanne bianchissime come a voler dire "la pagherete". Vidi un lupo guardare alla luna e sentii un fortissimo ululato, lanciato come a chiamare alla vita, senza arrendersi alla morte. Vidi la piccola testa di un lupetto uscire da una tana e poi a seguirlo altri suoi piccoli fratelli, vidi lupi giovani ritornare a correre e vidi le immagini dei luoghi a me cari. Rividi ancora il mio passato mentre si alternava con lupi che si riappropriavano dei loro luoghi. 

E, per la verità, vidi pure quello che si
“firarono” di fare il cavalluccio, i cavallucci e tutti i pisciaiuoli. Allora, due anni dopo, col tuo permesso, avrei da dire due parole a stu coso curiuso; a lui ed a tutti i pisciaiuoli: come la votate e come la girate


IO SO’ IO E VOI NON SIETE UN CAZZO


…e poi, giusto a farti capire quanto io sia magnanimo, ti faccio dono del risultato del lavoro fatto mentre jettavi 'o sang': il nome ed il simbolo nuovi. Tiè, fanne buon uso.

F.C. Colonia Ippomarina 2011



Ecco, cavallù, questo è tutto, questo è quanto ti dovevo. 


Ut sementem feceris ita metes


E' di Cicerone, ma puoi fartela spiegare dal Console Claudio Lotito che, con solo mezzaroma, ha annesso facilmente la Pisciolitania.

 

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Il Pianeta in trasferta
Insieme verso Trapani

Si parte per la trasferta più lunga di questo campionato che vede l'Avellino impegnato sul difficile campo di Trapani.
Decidiamo di utilizzare il pullman come mezzo di trasporto proprio per cercare di rendere meno faticoso possibile il lungo viaggio.
L'appuntamento viene fissato all'una e in attesa che arrivi il pullman, nonostante l'ora tarda, non riusciamo a trattenere il nostro entusiasmo ed iniziamo a cantare a squarciagola i nostri cori per l'Avellino. Arriva il pullman e ci affrettiamo a salirvi sopra probabilmente in tempo per scansare eventuali gesti di disappunto da parte degli abitanti del palazzo che, a quell'ora, speravano di dormire tranquilli.
Impieghiamo ben 11 ore per raggiungere la nostra meta ma il viaggio in pullman, il viaggiare tutti insieme verso la nostra importante meta ha sempre qualcosa di speciale e perciò la fatica del viaggio viene in parte annullata dalle battute scherzose, dalle risate, dallo scambiarci una birra o un panino.
Arriviamo a Trapani ed entriamo nell'impianto sportivo del capoluogo siciliano con largo anticipo rispetto all'orario di inizio della partita. Abbiamo i biglietti della gradinata, settore che corrisponde più o meno, alla nostra Terminio e gli spalti sono ancora vuoti; decidiamo di occupare uno spicchio all'estremità del settore in modo da lasciare liberi i restanti gradoni per i padroni di casa e per avere a disposizione un ringhiera dove poter appendere gli striscioni che abbiamo portato con noi.
A poco a poco cominciano ad arrivare i tifosi granata che, entrando nel loro abituale settore, ci guardano meravigliati non aspettandosi forse di trovarlo "invaso" da decine di persone che hanno al collo una sciarpa dal colore diverso rispetto alla loro.
Sono però sguardi di simpatia ed alcuni di loro si fermano a chiacchierare con noi e, prima dell'inizio della gara, ci auguriamo a vicenda di assistere ad una bella partita.
Non siamo molto numerosi ma riusciamo a farci sentire e a trasmettere il nostro entusiasmo ai calciatori in campo soprattutto quando la squadra si trova in inferiorità numerica ed ha bisogno di tutto il nostro sostegno. E tutto senza creare il minimo attrito con i tifosi avversari che si trovano gomito a gomito con noi in tribuna e che, ovviamente, incitavano i loro calciatori a dare il massimo per vincere la partita. Alla fine non ha vinto nessuno sul campo ma abbiamo vinto tutti noi sugli spalti.

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L'altra partita
2010-2011 - 04) Latina-Avellino 2-1

E' il 19 settembre, il giorno del miracolo di San Gennaro.
L'Avellino, dopo aver sconfitto in casa una squadra con la denominazione latina, affronta in trasferta la squadra con la denominazione "Latina". I tifosi biancoverdi auspicano il bis del 2-0 di sette giorni fa al Partenio.

La città pontina, che tanto ha ricevuto dal Duce tra gli anni '20 e '40, è piena di simboli del periodo fascista e tra un'aquila imperiale e un fascio littorio, spuntano ogni tanto i manifesti che pubblicizzano l'evento sportivo:
logo_lt US LATINA
vs
logo_av US AVELLINO

Alla vista del vecchio logo e della vecchia denominazione un brivido freddo percorre la schiena di tutti i tifosi irpini: "nooo, n'ata vota Pugliese no". Ci si tranquillizza solo alla vista di Contino... ma mica tanto.
Optiamo per la svista e non per la presa per il culo.

Il locale periodico di calcio distribuito allo stadio ci ricorda che l'ultimo confronto tra Latina e Avellino fu un'amichevole nel 1979, organizzata nell'ambito del trasferimento di Andrea Carnevale, per 120 milioni di lire (ndr, cioè quanto costerebbe oggi un ragazzino di 13 anni, nemmeno tanto promettente), dalla società pontina a quella irpina all'epoca in serie A.
Non so se danno più fastidio i riferimenti al loro ventennio o quelli al nostro decennio... comunque il pensiero che questi vogliano farci rosicare comincia a farsi strada.

Sempre a proposito di precedenti tra le due squadre, la stessa pubblicazione ci fa notare che sia nel 1952 che nel 1969 i locali riuscirono nell'impresa di batterci. Mentre la mano sinistra va consapevolmente e vigorosamente a stringere il pacco, il pensiero che questi simpaticoni vogliano provocarci diventa più che un sospetto. La presa, però, si allenta quando leggiamo che in entrambi i casi la vittoria non servì ad evitare la loro retrocessione. Un silenzioso, ma sentito, "afammocc" vien su come un rutto dopo un bicchiere di coca-cola.

PRIMO TEMPO

Dal 1° al 14° - Nonostante io presenti patente, carta d'identità, passaporto, biglietto nominativo (con altro nominativo), tessera de "l'altro cronista", analisi del sangue e nonostante rilasci in tempo reale un campione per l'esame coprologico, gli addetti al servizio d'ordine non mi fanno entrare. I cancelli però si spalancano quando tiro fuori la tessera del F.A.S.C.I.O. (Federazione Avellinese Scrittori Cazzate Ignobili e Orripilanti) prestatami per l'occasione dal presidente Adorix.

15° - Entro io (alleluja), entrano i 60 ultras locali rimasti fuori per protestare contro la tessera del tifoso (sticazzi) ed entra pure il pallone nella porta di Marruocco (ma li mortè...). Rimpiango di non essere rimasto fuori un altro paio di ore a circumnavigare lo stadio.

17° - Azione convulsa in area pontina: Panatteri colpisce il portiere, Scandurra colpisce il palo e D'Angelo colpisce Giorgio Cagnotto, presente in tribuna, con l'esecuzione di un doppio avvitamento carpiato degno della migliore scuola cinese. L'arbitro, che è stronzo, non apprezza l'esibizione del centrocampista biancoverde e lo manda a fare la consueta doccia post-tuffo, nonostante il calciatore gli faccia un segno interpretabile come "no, no, posso fare meglio".

25° - Panatteri viene toccato da dietro in area e cade; è rigore netto ma l'arbitro, che è stronzo, lascia proseguire ma il settore ospiti esulta lo stesso per la mancata ammonizione dell'attaccante biancoverde.

31° - Il colombiano Merito non conosce Marruocco e va ad infastidirlo mentre questi si appresta a rinviare. Il nostro educato portiere si presenta "corcando" l'ignaro malcapitato. L'arbitro, che è stronzo ma non fesso, tra Marruocco e il colombiano, fosse pure parente del comandante Marcos, punisce il secondo, ovviamente solo verbalmente.

34° - Marruocco esce alla disperata su un attaccante lanciato a rete sventando una clamorosa occasione. Esaltato dall'intervento richiama la propria retroguardia urlando arrabbiato "MERITO MIO!!!". Il colombiano si gira preoccupato.

44° - Siamo al limite dell'area irpina: il pallone calciato da Polani termina sul braccio di Puleo e, nonostante il difensore si trovi ad una distanza tale da poter baciare alla francese l'attaccante laziale, l'arbitro, che è stronzo e pure geloso, espelle Puleo e assegna il rigore. Polani trasforma il penalty e porta il dito indice al naso per zittire i tifosi irpini. Marruocco prende nota.

45° - Merito, temendo di essere sulla lista dei cattivi, cerca l'uscita anticipata e scippa il pallone dalle mani di Ricci che sta per battere un fallo laterale. L'arbitro, che è stronzo e pure dispettoso, lo ammonisce soltanto.

Finisce il primo tempo 2-0 per il Latina: i tifosi biancoverdi rivolgono lo sguardo al cielo specificando che quello che auspicavano ad inizio partita era il bis della vittoria di domenica scorsa e non un 2-0 per i padroni di casa.
I tifosi di casa sono in visibilio e noi, che siamo pur sempre in territorio nemico, ci uniamo al coro forti della nostra aristocratica erre moscia: "LATVINA, LATVINA, LATVINA".


SECONDO TEMPO

49° - Merito, visto che il suo allenatore ancora non si decide a sostituirlo, prende l'iniziativa e plana sulla schiena di Beep Beep Rega. L'arbitro, che è stronzo, accontenta Willy il Coyote e lo espelle tra il disappunto di Marruocco.

58° - Entra Gasperino "Er carbonaro" Cinelli, che qualche mese fa stava per essere ingaggiato dall'Avellino, e fa subito vedere di cosa è capace: sta per battere il record dei 50 metri in 6 secondi quando inciampa in uno sconosciuto oggetto di cuoio di forma sferica che gli rotola tra i piedi. Dionisio nel giro di tre secondi immagina come sarebbe stata la sua vita se avesse portato questo Cinelli ad Avellino: i fischi allo stadio, le telefonate a RPN, le critiche sui giornali e sui forum, i commenti cattivi di Mussone e Lamberti, ecc.. Sta per programmare una "juta" a Montevergine quale ringraziamento per il pericolo scampato ma poi rinuncia perchè alla fine non è che lo scenario prospettato sia tanto diverso dall'attuale.

64° - Il guardalinee sbandiera un fuorigioco attivo di Panatteri e l'allenatore in seconda dell'Avellino, D'Angelo, sbandiera a tutto lo stadio il gioco passivo preferito dal guardalinee; l'arbitro, che è stronzo, espelle il vice di Marra omonimo del calciatore precedentemente espulso e d'ora in avanti anche "omosoprannonimo" visto che anche lui viene ribattezzato dai tifosi "Dangello" (no cavicio m'panza).

70° - Quel figlio di pontina di Polani sfotte Rega che si danna nel suo ruolo di terzino destro - intermedio destro e ala destra. Il nostro under vorrebbe dirgli in faccia quello che pensa di lui ma purtroppo gli concede una quindicina di centimetri e l'effetto è quello di Danny De Vito e Arnold Swarznegger nel film "Gemelli". Marruocco tranquillizza Rega promettendogli che al ritorno lo guarderà dall'alto verso il basso.

75° - Varriale, da poco entrato al posto di Scandurra, tenta il numero ma il numero non si fa tentare.

81° - Fanelli accorcia le distanze con una sassata dai 25 metri. I 2000 tifosi locali stringono simultaneamente le chiappe generando sullo stadio un'area di bassa pressione che determina un improvviso annuvolamento.

90° - Gasperino "Forrest Gump" Cinelli scatta verso la linea di fallo laterale; Nocerino lo ferma per indicargli l'esatta direzione della porta ma l'arbitro, che è stronzo, non apprezza l'amichevole suggerimento del difensore e, in evidentissima crisi d'astinenza da cartellino rosso, lo espelle.

95° - L'arbitro, che se non si fosse capito è stronzo, fischia la fine della partita e i tifosi locali possono finalmente rilassare i muscoli chiappali; il sole fa il suo ritorno sullo stadio.

Mentre sul campo di gioco calciatori pontini e avellinesi continuano a discutere, l'arbitro guadagna velocemente gli spogliatoi e, in preda ad un raptus convulsivo, espelle, nell'ordine, i suoi assistenti, l'ispettore di Lega, un calcolo renale e una tifosa dotata di tanta grazia andata a ringraziarlo per cotanta grazia.

E' il 19 settembre e San Gennaro ha compiuto il miracolo: ma se il suo sangue si è liquefatto il nostro è andato addirittura in ebollizione. Lasciamo quindi amareggiati e incazzati la città pontina, che tanto ha ricevuto dal Duce tra gli anni '20 e '40... ma anche dall'arbitro oggi.

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Il commento
Sab, 04-02-2012 22:10
A mente sgombra, ma tra mille problemi

La partita dell'Avellino a Sorrento doveva essere la prima di una nuova fase, quella della "mente sgombra", e cioè la prima partita dopo il virtuale raggiungimento dell'obiettivo stagionale in anticipo.

In verità, la formula dubitativa utilizzata è più che giustificata dai problemi logistici affrontati dalla squadra in questi ultimi 3 giorni: le importanti precipitazioni nevose e il freddo pungente di questi giorni hanno avuto un significativo effetto anche sulla preparazione del gruppo e sul regolare avvicinamento al match domenicale.

Sedute di allenamento saltate o improvvisate sessioni di palestra potrebbero giocare un ruolo sullo stato di forma dei biancoverdi, così come le difficoltà di trasporto incontrate stamattina da tutto il gruppo.

Tuttavia la squadra è partita oggi alle ore 16, in pullman, alla volta di Sorrento nonostante i disagi.
Non convocati Porcaro, De Gol, e soprattutto Lasagna (attacco febbrile) mentre sono nei 22 portati a Sorrento i tre nuovi Izzo, Capua e M. Ricci.

Le difficoltà incontrate non devono turbare però più di tanto i biancoverdi: l'occasione è ghiottissima, si può giocare senza pressione e in tutta scioltezza, con la conseguenza di mostrare al campionato intero i veri valori posseduti dalla truppa. A Sorrento, il campo è in sintetico e dunque le condizioni meteo non influenzeranno il decorso del match più di tanto (non fa nemmeno freddo). Non resta che augurare ai ragazzi che scenderanno in campo le migliori fortune.

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Campionato
Dom, 29-01-2012 20:13
Passo in avanti sostanzioso

Con la bella vittoria dei lupi sul Viareggio, il più è fatto nella corsa verso la salvezza: il bottino di vantaggio sulla quintultima resta immutato (11 punti sulla Spal) ma le giornate da disputare diminuiscono e appare francamente sempre più improbabile che i biancoverdi si facciano risucchiare nella lotta per evitare la retrocessione.

La partita di oggi al Partenio-Lombardi è stata meno semplice di quanto il punteggio finale (2-0) possa lasciare immaginare. I primi 20-30 minuti del match hanno visto un Avellino abulico, lento e privo di idee che non lasciava presagire nulla di buono al cospetto di un Viareggio povero tecnicamente, ma anche in grado di impensierire non poco un attento Fumagalli. Tuttavia, nel corso del primo tempo i biancoverdi sono via via cresciuti dal punto di vista della concentrazione e della costruzione di gioco, e grazie ad un centrocampo con due ottimi inventori di gioco (Massimo e Arcuri, tra i migliori in campo) e una fascia destra scoppiettante (Zappacosta, ancor prima di un Herrera inizialmente involuto) hanno ribaltato l'andamento del match. Nel finale di tempo, sull'asse Zappacosta-Herrera (quest'ultimo in fase di  recupero della fiducia nei propri mezzi), prima si otteneva una punizione pericolosa e successivamente nella sua esecuzione (Herrera con perfetta parabola) Zigoni portava in vantaggio i Lupi con un colpo di testa molto deciso.

La ripresa aveva da offrire poco al bel gioco, con i biancoverdi che giocavano di rimessa e un Viareggio incapace di pungere. In questa fase, Zigoni e Herrera si facevano notare per giocate che strappavano applausi seppur improduttive ai fini del gol. Tuttavia, alla lunga ancora sull'asse degli ex-trevigiani arrivava il meritato raddoppio: calcio d'angolo di Herrera e ancora bel gol di testa di Zigoni.

Il finale era di pura accademia con più di un biancoverde teso a cercare la giocata di fino.

Adesso per i Lupi si aprono nuove prospettive e soprattutto un finale di campionato da giocare con la forza dei nervi distesi.

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Il commento
Sab, 28-01-2012 23:48
Per allargare il divario

Dopo i due turni con Pisa e Tritium (con prestazioni simili e risultati opposti) nei quali l'Avellino andava ad incontrare squadre che avevano lasciato brutti ricordi nei match dell'andata, adesso il calendario propone la discesa del Viareggio al Partenio-Lombardi, che invece è legato alla prima vera gioia dell'anno (vittoria in trasferta con gol di Zigoni) e alla sensazione avuta già a settembre che per i biancoverdi non sarebbe stata una annata così sofferta come era sembrata in un primo momento.

Adesso però molto è cambiato: l'Avellino sembra avviato verso una salvezza tranquilla a cui mancano pochi tasselli, ma anche lo stesso Viareggio si è tirato decisamente più su (dall'ultimo posto che aveva pur occupato) con risultati importanti quanto sorprendenti (quale per esempio la vittoria rotonda per 2-0 di domenica scorsa con la Spal).

Tuttavia, per l'Avellino sembra davvero necessaria una vittoria, si per riprendere una marcia sfortunatamente interrotta con la Tritium, sia per dimenticare una settimana balorda, che ha visto troppe chiacchiere attorno alla squadra, alimentate di certo da malastampa, ma anche da un atteggiamento societario discutibile e mai molto lineare, e che si è conclusa con il misterioso quanto grottesco rientro di Moxedano alla Neapolis.

Una vittoria con il Viareggio, peraltro per niente semplice, aiuterebbe a girare pagina e guardare alla salvezza come ad un obiettivo sempre più sicuro!

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Campionato
Dom, 22-01-2012 18:54
Brianza sfortunata!

La maledizione Tritium continua. Anche al Brianteo, l’Avellino non riesce a sfatare il tabù dell’andata e soccombe per 1-0 in una partita molto sfortunata e piuttosto ben condotta dai biancoverdi. Purtroppo, il maggior possesso palla e il dominio territoriale esercitato dall’Avellino non produce in questa fase del torneo gli effetti sperati, e dunque anche a Monza così come a Foligno (dove peraltro si giocò molto peggio) la superiorità dei biancoverdi non ha prodotto gol e nemmeno una pioggia di occasioni.
Di contro, le puntuali disattenzioni difensive proposte troppe volte quest’anno, non sono mancate e anche se ridotte oggi nel numero hanno consentito in una occasione la realizzazione del gol della Tritium (strepitoso tiro di Sinato da lontano, ancora una volta un gol molto bello come quello di Bortolotto dell'anadata), grazie al quale la partita si chiude con una sconfitta immeritata dei nostri.
Al di là del rammarico per una sconfitta evitabile, il risultato non sembra influenzare più di tanto il cammino dell’Avellino, né la corsa alla salvezza; la Spal (quintultima) ha perso nettamente a Viareggio e resta a 11 punti di distanza, all’Avellino non resta che gestire il comodo vantaggio, a partire dall’importante match casalingo di domenica prossima proprio contro il rinato Viareggio.
 

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Il commento
Sab, 21-01-2012 18:03
Col dente avvelenato!

La bella vittoria col Pisa di Domenica scorsa ha rimesso il campionato dei Lupi sul binario della serenità, quella acquisita col filotto di risultati conseguiti a novembre e a dicembre. Il vantaggio sulla Spal, squadra che occupa la quintultima posizione, cioè l’ultima che impone la partecipazione ai play-out, è risalito a undici punti, che con tutte le scaramanzie del caso, non possono non essere considerati un bottino assolutamente tranquillizzante per la permanenza in Prima Divisione.
Non è solo il grande vantaggio sulla Spal che autorizza ottimismo. L’Avellino ha messo dietro di sé un gran numero di squadre (ad oggi, occupa la sesta posizione in classifica) e lo ha fatto con un gioco, se non sfavillante, di sicuro convincente, e con prestazioni consistenti, e decisamente in linea col punteggio cumulato in classifica. Anche il match con i toscani di domenica scorsa al Partenio-Lombardi che rappresentava uno scontro diretto tra nobili decadute, ma anche tra pari grado in classifica, ha mostrato un Avellino meritevole della posizione che occupa nel campionato.
Pertanto, la partita del Brianteo con la Tritium assume significati un po’ più ampi della sola classifica da curare e salvezza da inseguire. L’obiettivo principale di questa fase della stagione sta diventando la crescita del gruppo e dei singoli, il progetto della squadra futura e possibilmente il riavvicinamento di squadra e società al pubblico, quello dai numeri più ampi. Ma in questo caso specifico, forse più di tutto, gli stimoli per i bianco verdi in campo arriveranno dal ricordo della partita d’andata.
Quello con la Tritium è stato probabilmente il punto più basso dell’intera stagione. I rovesci non sono mancati quest’anno, seppure in un quadro di prestazioni buone e classifica sorprendentemente soddisfacente, ma forse quello casalingo con i lombardi è stato quello che ha fatto più “male” a squadra e ambiente. L’Avellino giocò un primo tempo disastroso dinanzi ad una Tritium molto ben organizzata, in barba alle ironie dei più che avevano ignorato fino ad allora nome, storia e collocazione geografica della squadra di Trezzo d’Adda. E sebbene i lombardi ne avessero potuto fare anche tre, il primo tempo si chiuse con un recuperabile 0-1, lasciando lo spazio ad una ripresa generosa dei Lupi (peraltro ancora non brillanti) che riuscirono con un po’ di buona sorte a raddrizzare il match con un rigore cercato e ottenuto da De Angelis ma anche a fruire dell’espulsione del portiere ospite nella stessa circostanza, che non solo lasciò la sua squadra in 10, ma non fu nemmeno sostituito dal pari ruolo per l’esaurimento del numero massimo di cambi. Fu però da quel momento che si aprì il baratro per l’Avellino. In 11 contro 10, e con un difensore in porta, i Lupi non solo non riuscirono a fare un solo tiro in porta nei quindici minuti a disposizione, ma furono colpiti e forse umiliati da uno strepitoso gol di Bortolotto che regalò il 2-1 finale alla Tritium.
Ecco, è questo il vero stimolo per i biancoverdi a Monza: cancellare quella brutta pagina dell’andata, riscattarsi di fronte ai lombardi e rimettere a posto anche le cose in classifica (i brianzoli sono stati già superati, ma hanno viaggiato per tutto il girone d’andata in zona play-off). Si può star certi che Bucaro stimolerà a dovere i ragazzi, il tecnico dovrà gestire il rientro di Malaccari e l’abbondanza dei disponibili (non ci sono squalificati), non resta che aspettarne i risultati.
 

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