| Macalli insiste: "L'Avellino non deve essere iscritto" |
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Domenica 20 Luglio 2008 09:32
Scritto da La Redazione
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"Il campionato di B non può partire. Mi impegno ad andare fino in fondo a questa storia. E' la prima volta che vedo certe cose in Consiglio Federale. Quelle norme per l'ammissione ai campionati le hanno votate loro. Io ho votato contro. Le hanno volute ? E allora che le rispettino. Io penso di sapere a cosa si riferiscono quei 343 mila euro e lunedi lo scoprirò. Se le cose stanno come penso mi rivolgerò alla Procura Federale. Se, in quella somma sono compresi contributi o tasse siamo di fronte ad elementi ostativi all'iscrizione al campionato ma la Covisoc non ha verificato. Non ha saputo darci una risposta. Anzi, ci ha preso in giro. Tra l'altro prossimamente dovrò recarmi a Firenze, in tribunale, per testimoniare nel giudizio intentato dal creditore ai danni dell'Avellino. Io devo cautelarmi. Gli ufficiali giudiziari sono già venuti in Lega ma non hanno prelevato nulla perchè la società non aveva crediti. Io voglio sapere di che debiti si tratta. La Covisoc ci ha raccontato frottole. In prima istanza quella garanzia non c'era. E, se mi è consentito, è un'anomalia tutta italiana che una società sub judice possa ambire al ripescaggio. Cosa farà il Cesena non mi riguarda. So soltanto che si è creato un precedente pericoloso. Con i romagnoli ci sono altri club: Cremonese, Ravenna, Manfredonia. La situazione è molto delicata e bisogna vederci chiaro. Si è mai visto un lavoratore che non passa a ritirare lo stipendio ? In trenta, più o meno, non hanno rilasciato la quietanza. La Covisoc ha inviato un ispettore il 14 luglio che ha accertato l'erogazione dei pagamenti attraverso bonifici bancari. Ne prendiamo atto, ma non capisco come mai un'intera squadra, in pratica, non ha firmato le liberatorie. Un comportamento irresponsabile dei tesserati può far saltare una società. Le norme parlano chiaro: il comunicato ufficiale dice che per l'ammissione in Lega Pro servono le liberatorie. E l'Avellino non ne ha prodotte. Non una, ma una trentina. Nel ricorso c'era scritto che il club aveva convocato i tesserati con i telegrammi ma non si sono presentati. Bisognava comportarsi diversamente, investendo del problema la procura federale. Aprendo l'indagine si poteva stabilire se la responsabilità era dei giocatori; e allora questi signori si beccavano 6 mesi di squalifica; oppure se c'erano problemi di altra natura che hanno indotto i tesserati a non rilasciare la liberatoria. La società doveva fare ricorso per sistemare una serie di situazioni e per me non le ha sistemate. Ma io andrò fino in fondo a questa storia". |





AVELLINO - Queste le durissime dichiarazioni rilasciate da Macalli al quotidiano Ottopagine.