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Avellino-Como 3-3 : un pareggio emozionante . PDF Stampa E-mail
Venerdì 18 Novembre 2011 23:28
  Scritto da La redazione   

altTra il dovere di fare bene ed il potere, spunta, ancora una volta…. il volere.

Dopo Benevento, infatti, l’Avellino, soprattutto con la volontà, riesce a conquistare un punto prezioso evitando di scivolare, fastidiosamente, sulla classica buccia di banana rappresentata, nella gara di oggi, da un Como volitivo, intraprendente sul piano della manovra e ben organizzato sul piano tattico.

Il pareggio, conquistato, proprio al 90’, da D’Angelo, diventa, quindi, una carezza per un gruppo, quello guidato da Bucaro, che, nonostante i tanti errori, ha dimostrato tangibilmente di crederci fino alla fine .

È un bacio per chi ha tifato per questa squadra, per chi l’ha supportata ed anche…..per chi l’ha bonariamente maledetta e sopportata, assistendo ad una gara dall’andamento quasi schizofrenico : prima il doppio svantaggio, poi, il temporaneo recupero in attesa dell’ennesima mortificante ingenuità difensiva prologo dell’entusiasmante pareggio definitivo al 90’ quando oramai il sogno sembrava svanire .

E’, infine, un soffio vitale per questi ragazzi che, comunque sia, meritano spinta, sostegno e tanta..... pazienza !

 

Non è stata una partita che entrerà nella storia oppure di cui andare orgogliosi : è una gara di cui andare soprattutto contenti. Ed allora siamo contenti ! Felici di un pareggio che fa classifica e permette di lavorare con calma e tranquillità sulle tante, troppe, incertezze (leggi…… stecche) che continuano a caratterizzare lo spartito suonato dall’orchestra diretta da Mister Bucaro che, oggi, ci mette, per la verità, del suo con alcune scelte tanto tattiche, quanto individuali, sia ex ante, sia ex post, davvero poco convincenti.

Il mister palermitano sorprende tutti ed inserisce Puleo al fianco di Labriola nell’undici iniziale confermando Zammuto sulla fascia destra e Ricci sulla fascia sinistra, mentre a centrocampo spazio a Falzerano sulla destra.

Sembra partire con buona autorevolezza l’Avellino, cercando, con attenzione, un fraseggio impostato, sin dalla linea difensiva, soprattutto con l’ex capitano Puleo.

Il Como, però, è ben disposto : linee dei reparti molto strette verticalmente ed in mezzo al campo il trio Lulli, Ardito e Salvi in evidente superiorità su D’Angelo e Malaccari.

A nulla, sembra servire, stringere Millesi sulla linea mediana e chiedere a Thiam movimento lungo la fascia sinistra. Spazio, ovvero margine di manovra per vie centrali, ce ne è davvero poco. Occorrerebbe andare in ampiezza e sfondare sulle fasce; ci prova, sulla sinistra, un intraprendente Ricci, proprio, con la collaborazione di Thiam, mentre, sulla destra, la catena Zammuto-Falzerano, nonostante l’impegno e l’applicazione, non garantisce tangibili segnali di pericolosità.

 

Ci prova l’Avellino a verticalizzare velocemente con combinazioni rapide nello stretto tra Falzerano e De Angelis, ma l’apparenza di occasioni resta tale anche alla luce di un De Angelis, apparentemente troppo isolato, facile preda della coppia centrale lariana Zullo-Urbano

 

Al 17’, alla prima vera azione manovrata, il Como passa in vantaggio : Falzerano si attarda a riacquistare la posizione difensiva sulla nostra trequarti difensiva, Zammuto, quindi, è costretto ad uscire su Lulli il quale lancia nello spazio Filippini che, a sua volta, è bravo a mettere al centro un cross rasoterra che, dopo un velo di Salvi, finisce col prendere in controtempo tutta la retroguardia irpina, terminando sui piedi di Ripa che è bravo a pescare l’angolino basso alla sinistra di Fumagalli .

 

Il lupo è ferito ed il Como prova ad approfittarne : al 19’ bella azione personale di Ciotola che, di slancio, supera Ricci e scarica, al limite dell’area, un pallone che Salvi avrebbe potuto trasformare in qualcosa di più produttivo .

 

L’Avellino fatica ad organizzarsi: Non riusce a trovare la giusta la profondità, ma potrebbe, comunque, pareggiare al 23’ per una invenzione di D’Angelo che, con un lancio preciso, trova Thiam in beata solitudine sul lato debole della difesa del Como. Il talentuoso attaccante dell’Avellino, nostro malgrado, non riesce, però, a controllare il pallone al limite dell’area e favorisce l’intervento in uscita del portiere del Como .

 

Il tempo si chiude con due punizioni, da favorevole posizione, di De Angelis calciate, però, apparentemente con superficialità .

 

Il secondo tempo si apre con le sostituzioni di Zappacosta per Zammuto e di Lasagna per un opaco Thiam. Neanche il tempo di capirne gli effetti ed il Como raddoppia su gentile concessione del neo-entrato Zappacosta che, nel controllare un pallone in fase di recupero difensivo sulla fascia di competenza, scioccamente (complice un slittamento sul prato umido del Partenio), si fa rubare il pallone da Filippini sul quale è costretto, a quel punto, a commettere fallo prima che quest’ultimo possa concludere a botta sicura a tre metri da Fumagalli. Lo stesso Filippini trasforma con freddezza il calcio di rigore spiazzando Fumagalli vanamente proteso sulla sua sinistra .

 

Bucaro tenta il tutto per tutto ed inserisce Zigoni per Falzerano per supportare, più concretamente, De Angelis spostando, contestualmente, Millesi sulla destra e Lasagna sulla sinistra per un 4.2.4 ultra-offensivo . Il gioco latita. L’Avellino cerca una giocata individuale che possa riaprire la partita e con un calcio di punizione di Millesi, dai venticinque metri, al 65’, trova il Jolly cercato .

 

La partita si apre, anzi si infiamma : al 68’, l’arbitro su segnalazione dell’assistente, annulla, giustamente, per fuorigioco un gol al comasco Zullo reattivo, nella circostanza, a spingere in rete da pochi passi (ma in posizione irregolare) una prodezza di Fumagalli su un colpo di testa di Ripa .

Il Como si innervosisce e perde lucidità; le distanze tra i reparti si allungano e l’Avellino è bravo e cinico a trovare la verticalizzazione giusta : D’Angelo, al 72’, regala un pregevole assist a Zigoni che, partito sul filo del fuorigioco, ma perfettamente in linea con Diniz, si rivela freddo nel “bruciare” in diagonale l’esordiente portiere comasco .

 

Il tempo di gioire e pregustare, golosamente, l’impresa che si ricade nei consueti vizi : D’Angelo, infatti, pur essendo in vantaggio sul diretto avversario, su un’azione di contro-giocata lariana sulla uscita della difesa irpina dagli sviluppi di un corner, commette, in modo maldestro, fallo su Guidotti lesto e furbo a rubare il tempo dell’intervento sulla palla al mediano irpino. E’ rigore : ancora una volta Filippini vs. Fumagalli che questa volta viene beffato da un’esecuzione “a cucchiaio” del forte attaccante comasco, uno dei migliori in campo.

 

L’Avellino, a questo punto, giocoforza è costretto ad offrire il fianco al contropiede ospite : Salvi, praticamente a tu per tu con Fumagalli, calcia alle stelle dall’interno dell’area .

Gol mangiato….. gol subito : al 90’ Millesi calibra in area dove Zigoni salta più in alto di tutti e rimette al centro per D’Angelo che, in rovesciata, trova l’angolino decretando la parola fine su una partita emozionante, non rubata, e, fortunatamente, non regalata !

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 21 Novembre 2011 12:24 )