| Taranto-Avellino: la volontà, l'impotenza e le solite disattenzioni difensive |
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Sabato 17 Dicembre 2011 06:42
Scritto da La Redazione
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Dalla trasferta di Taranto, l’Avellino ritorna a casa con una sconfitta meritata: nessun dramma, nessuna recriminazione, nessuna novità. Un 2 a 0 che fotografa la differente consistenza tecnica, di solidità e di esperienza tra un Taranto certamente destinato a recitare un ruolo da protagonista nella lotta per la promozione ed un Avellino che chiude il girone di andata in maniera degna e coerente con i programmi iniziali. Mister Bucaro conferma gli uomini ed il 4-3-3, prova a non recitare la parte di vittima predestinata, ma si capisce fin da subito che la serata non riserverà sorprese: difficilissimo creare pericoli ad una difesa arcigna come quella tarantina, se non si prova almeno ad allargarla, in sofferenza il centrocampo e la difesa che, dopo appena 6 minuti, confeziona la solita colossale dormita che consegna al Taranto l’immediato vantaggio: Zammuto non impedisce a Guazzo di crossare comodamente dalla sinistra, Ricci si distrae e gli altri stanno a guardare, mentre Sciaudone, libero, trafigge l’incolpevole Fumagalli. L’ Avellino, che non difetta certo per volontà ed impegno, prova a reagire ma non riesce mai a rendersi pericoloso: troppo lenta e prevedibile la sua manovra, figlia di un centrocampo che mostra un Millesi che continua a girare a vuoto, un D’Angelo che, dopo uno splendido girone di andata, è l’ombra di se stesso, ed un Malaccari, anche condizionato dal giallo preso in avvio, in giornata no. Povero di idee, con centrocampisti che non attaccano mai gli spazi, con Zammuto e Ricci che non salgono mai, l’Avellino non allarga mai il gioco e per i difensori del Taranto è un gioco da ragazzi avere la meglio sui tre attaccanti biancoverdi che provano a perforare solo per vie centrali. Al cambio di campo l’allenatore ripresenta lo stesso Avellino, mentre mister Dionigi è costretto a sostituire, per problemi muscolari, Antonazzo con Garufo; quella che non cambia è la partita che continua a registrare lo stesso tran tran dei primi 45 minuti: poco ritmo e poche idee da parte dei lupi e nessun pericolo per i padroni di casa che, mostrando tutta la loro solidità, controllano tranquillamente e danno l’impressione di poter fare male appena decidono di accelerare. Dopo che mister Bucaro ha sostituito uno spento Lasagna con Falzerano e mentre si registrano timidi accenni di pressione biancoverde (tra angoli consecutivi), è ancora un errore nella fase difensiva e portare Di Deo a tu per tu con Fumagalli, non impeccabile in questa occasione, e lo trafigge facendogli passare il pallone tra le gambe. 2 a 0 e partita praticamente chiusa, anche se il Taranto ha qualche occasione per arrotondare il punteggio e renderlo più pesante. Una sconfitta che non può e non deve cancellare quanto di buono fatto dall'Avellino in questo girone di andata. |





AVELLINO-