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AVELLINO - Ci si attendeva l'ennesimo deferimento, stavolta quello relativo al mancato pagamento degli stipendi del trimestre Aprile-Maggio-Giugno 2008, e così è stato. Sul sito della FIGC, si può leggere: "A seguito di segnalazione della CO.VI.SO.C., il Procuratore Federale ha deferito alla Commissione Disciplinare Nazionale per violazione dell’art.10 comma 3 seconda parte del C.G.S. il presidente Roberto Benigni e l’amministratore delegato dell’Ascoli Calcio 1898 Pierluigi Di Santo, e Massimo Pugliese, all’epoca dei fatti Amministratore unico e legale rappresentante dell’US Avellino, per il mancato pagamento e la mancata attestazione agli Organi federali competenti, nei termini stabiliti dalla normativa federale: degli emolumenti dovuti ad alcuni tesserati per le mensilità di aprile, maggio e giugno 2008; delle ritenute Irpef e dei contributi Enpals relativi agli emolumenti delle stesse mensilità. Deferite inoltre per responsabilità oggettiva le società Ascoli Calcio 1898 e US Avellino". Non sorprende, pertanto, la decisione del Procuratore Federale: si trattava soltanto di attendere il giorno ed, ora, quanto decideranno gli Organi federali competenti. Sorprende, invece, che il deferimento sia toccato soltanto all'Avellino ed all'Ascoli, considerando quanto sempre affermato dall'Amministratore Unico, Massimo Pugliese, vale a dire che le due società, Avellino ed Ascoli, il cui nome circolava sugli organi di informazione, fossero soltanto quelle che per scelta avevano preferito uscire allo scoperto. Secondo quanto ha sempre sostenuto il massimo dirigente dell'Avellino, in realtà, il numero di società coinvolte era (avrebbe dovuto essere) "sicuramente" superiore ed il mancato pagamento delle spettanze ai calciatori era stato conseguenza di una linea di condotta comune ad esse, conseguenza della grave crisi economica in cui versa la Serie B e della mancata corresponsione della mutualità da parte della Lega Calcio. Nel comunicato di precisazioni sulla vicenda, apparso sul sito ufficiale, mercoledì 01 ottobre 2008, tra l'altro, vi si poteva leggere: "In virtù di tale situazione, nella giornata di ieri, l'U.S. Avellino ha provveduto a contattare diverse società militanti nella medesima categoria ed alcune di loro, come l'U.S. Avellino, hanno deciso di non adempiere alla scadenza fissata per il 30/09 relativa appunto alle spettanze dei tesserati relative agli ultimi tre mesi dalla scorsa stagione sportiva".
Ed ancora: "Leggendo in data odierna alcuni quotidiani, noto che si dà notizia che l'unica società a non aver rispettato, oltre all'U.S. Avellino, tale adempimento, sia stata l'Ascoli mentre la realtà dei fatti è che solo l'Ascoli e l'Avellino hanno provveduto a darne notizia ma sicuramente ci sono altre società che hanno seguito questa linea di condotta".
Affermazioni ribadite nell'intervista televisiva, del 27 ottobre, rilasciata al giornalista Genzale di Telenostra: "Per quanto riguarda il rischio di penalizzazione, ritengo con ogni probabilità, visto che le società coinvolte sono più di dieci che ci sarà una sanatoria che potrà mettere a posto tutto. In ogni caso, se dovesse esserci una penalizzazione per tutti i club, considerando ripeto che sono 12 o 13, probabilmente non cambierà nulla in classifica". Sorprende? Dovrebbe sorprendere! E' noto, infatti, che nel calcio non tutti amino dire la verità, come Massimo Pugliese, e, sicuramente, i diversi dirigenti delle tante società coinvolte (12 o 13), in quei giorni, avevano mentito. Ed ora sono stati smentiti dal Procuratore Federale che ha deferito soltanto Avellino ed Ascoli, le uniche due società che avevano " provveduto a darne notizia". Per la serie: la verità e la chiarezza non sempre pagano....gli stipendi!
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