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Torna a farsi sentire l'Amministratore Unico dell'U.S Avelllino 1912 Massimo Pugliese. Questa volta oggetto dei suoi strali è la Federazione Italiana Giuoco Calcio che, a suo dire, non concederebbe, all’Avellino 1912, la medesima condizione (di privilegio ?) concessa al Messina di Franza, lo scorso anno, all’atto dell’affiliazione del vecchio Messina in serie D. Ma andiamo con ordine. La Federazione Italiana Giuoco Calcio, nelle ultime quarantotto ore, infatti, ha fatto pervenire alle società interessate a rappresentare la tradizione calcistica della città di Avellino la richiesta ufficiale di integrare, entro il termine perentorio del 7 Agosto, quanto già depositato con la seguente documentazione riassumibile per comodità espositiva nei seguenti sei punti : 1) Progetto tecnico sportivo; 2) Business Plan attestante la sussistenza dei requisiti organizzativi, patrimoniali e finanziari per partecipare al Campionato di Serie D 2009/2010; 3) Dichiarazione di impegno ad osservare tutte le prescrizioni dettate dal Comitato Interregionale per l’iscrizione al Campionato di Serie D 2009/2010; 4) Assegno circolare non trasferibile intestato alla Federazione Italiana Giuoco Calcio dell’importo di euro 300.000,00 a titolo di contributo dovuto ai sensi dell’art. 52, comma 9 della N.O.I.F.; 5) Lettera motivata di accreditamento da parte del Sindaco di Avellino; 6) Attestazione dell’amministrazione comunale sulla disponibilità dello stadio . A questi adempimenti validi per tutti, la F.I.G.C. ha aggiunto, per la società U.s. Avellino 1912 di Massimo Pugliese, ulteriori e, per certi versi, doverosi paletti di carattere patrimoniale Una normativa, certamente, oltremodo severa quella che la federazione impone all'Avellino di Pugliese, ma che, nella sostanza, non fa che assimilare, giuridicamente, al fine dell’ammissione nel Campionato Nazionale Dilettanti, la posizione dell’U.s. Avellino 1912 a quella delle società retrocesse dalla Lega Pro seconda Divisione, ritenendo esista una condizione di formale e sostanziale continuità, sia a livello sportivo, sia a livello giuridico, dell’ente, titolare delle obbligazioni precedentemente assunte, chiamato ora a rappresentare, nuovamente, la tradizione calcistica della città di Avellino . All’Avellino 1912 si chiede, quindi, al fine di ottenere l’affiliazione e partecipare (ex 52 comma 9 Noif) al Campionato Nazionale Dilettanti, di depositare una ulteriore certificazione attestante l’avvenuto pagamento di tutti gli emolumenti e le spettanze maturate nella precedente stagione sportiva verso tesserati e collaboratori addetti al settore sportivo, nonché il saldo della situazione debitoria nei confronti della Lega Calcio Professionisti. A ciò si deve aggiungere la certificazione di aver pagato le relative ritenute IRPEF, i contributi ENPALS e il fondo di fine carriera riguardanti gli emolumenti sopraindicati e la definizione delle pendenze fiscali relative agli anni pregressi (ovvero la documentazione relativa ad un contenzioso ancora in essere). Questo è stato il commento dell’amministratore unico dell’U.S. Avellino Massimo Pugliese uscito in un comunicato Stampa: “Resto esterrefatto della richiesta pervenutaci dalla F.I.G.C. che reputo assurda anche perché, da notizie certe, le condizioni richieste alla società F.C. Messina Peloro nella scorsa stagione per l’iscrizione alla serie D, dopo la mancata iscrizione al campionato di serie B della società siciliana, sicuramente non sono state queste. Colgo l’occasione per rendere noto che continua il piano di risanamento dell’U.S. Avellino. Infatti, nell’ultimo mese notevole è stata la debitoria eliminata (come ad esempio accaduto nei confronti dell’H.I.T. Holding Italiana Turismo S.p.A. - Gruppo Parmalat, del sig. Fabrizio Lucchesi ed altri). Alla luce di quanto sopra, nei prossimi giorni mi recherò, insieme ai miei legali, presso la sede della F.I.G.C. per discutere di un eventuale modifica delle richieste pervenuteci per l’iscrizione alla Serie D dell’U.S. Avellino, con l’obiettivo di equipararle a quelle precedentemente assunte in casi similari nel recente passato”. Se l’amministratore unico appare esterrefatto, noi non siamo certamente sorpresi dalla sua presa di posizione: se il progetto di Pugliese è chiedere l'affiliazione alla serie D dell'Us Avellino 1912 beneficiando, di fatto, delle stesse condizioni agevolate di cui potrebbe godere una società nuova, e cioè risultare svincolato, per grossa parte, degli oneri di carattere patrimoniale del suo passato, significa voler reclamare un privilegio che l’u:S Avellino 1912 non ha motivo di rivendicare alla luce della presenza di altre tre o quattro società che, ai sensi dell’Articolo 52 Noif, non possono esser discrezionalmente pregiudicate, nella loro istanza, a meno che Pugliese non faccia quanto richiesto dalle norme, estinguendo la quota debitoria evidenziata. Ma questo Massimo Pugliese, legittimamente, non vuole ovvero non può farlo. Pagare quanto dovuto per continuare a fare calcio ad Avellino resta una sua responsabilità : può assumersela o meno, nei tempi, oggettivamente contingentati, richiesti per ottenere l’affiliazione. Ma non può, per l’ennesima volta, scaricarla su chi, alla fine dei conti, chiede una dimostrazione di affidabilità e solidità nel rispetto di regole che, in nome di un ideale Romantico legato alla tradizione ed alla storia del Club calpestato, per la verità, solo venti giorni fa, dallo stesso Patron, oggi, probabilmente, non trovano più alcuna ragione convincente per essere cosi straordinariamente ed altrettanto volutamente trascurate e conseguentemente disapplicate.
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