| "Last but not least": Marco Pecorari |
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Lunedì 01 Settembre 2008 23:12
Scritto da La Redazione
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Si dice che l’ultimo pensiero, la sera, prima di addormentarsi sia quello più dolce, quello destinato a rasserenarci : chissà se l’ultimo acquisto in casa Avellino, il difensore centrale Marco Pecorari (’77), riesca a trasmettere questo effetto taumaturgico a tutti i tifosi bianco-verdi preoccupati per il rendimento, in certi momenti, oltremodo lacunoso del reparto arretrato in questo inizio di stagione. L’acquisizione di un difensore centrale era stata, dunque, invocato da molti, specialmente dopo aver preso atto delle frequenti incertezze che hanno caratterizzato le ultime prestazioni di Doudou e Corallo, ma si dubitava che l’Avellino riuscisse a concretizzare un acquisto in quel settore senza la contemporanea partenza di almeno uno dei difensori in rosa. Ed invece cosi non è stato.Bisogna, quindi, dare merito alla proprietà, dal momento che l’arrivo di Pecorari può esser letto, facilmente, come un gesto di evidente buona volontà nel tentativo di fare tutto il possibile, ….e qualcosa in più, per centrare questa agognata Salvezza. Pecorari, infatti, si va ad inserire in un pacchetto di difensori centrali davvero numeroso che comprende, oltre i già citati Doudou e Corallo, anche l’ungherese Vasko’ ed il brasiliano Defendi, senza dimenticare che sia N’ze sia Sirignano possono, in alcune situazioni di gioco, disimpegnarsi in quel ruolo. Risulta quasi un paradosso per un calciomercato realizzato in ragionevole e comprensibile economia, ma, nel reparto arretrato, ora, regna davvero l’abbondanza almeno da un punto di vista quantitativo; se a ciò corrisponda un livello qualitativo altrettanto sopra la media, sarà, esclusivamente, il campo a deciderlo. L’apporto di Pecorari, sulla carta, rimane, per la verità, un enigma : ci piacerebbe rivedere il difensore dominante sugli avanti avversari e trionfante in serie C con il Crotone di Cuccureddu oppure il convincente marcatore di Trieste al punto da meritarsi la chiamata in serie A con il Lecce. Ma non possiamo negare che, negli occhi, abbiamo il confuso ed impacciato Pecorari di Lecce ed Ascoli, sia pure in serie A, e l’anonimo giocatore delle scorse stagioni in quel di La Spezia e Ravenna. Ora riparte da Avellino che ha scelto lui avendo bisogno di un difensore esperto, pratico ed intelligente tatticamente; un elemento chiamato, di fatto, a guidare un reparto di giovani di belle speranze o di neofiti per le nostre latitudini calcistiche. L’Avellino aveva necessità di sicurezze in difesa e ritiene di averle trovate nel prestante difensore friulano, marcatore, decisamente, arcigno al punto da eccedere, talvolta, in qualche scorrettezza di troppo, soffrendo, contro gli attaccanti brevilinei. I 187 cm di altezza lo rendono particolarmente efficace nel gioco aereo ed avendo, l’Avellino, un portiere come Gragnaniello, abilissimo tra i pali e nelle uscite basse, ma meno reattivo appena…fuori dalla sua area di porta, un difensore centrale presente e puntuale sui cross può rivelarsi, allo stato dei fatti, una risorsa realmente preziosa. Pecorari, cresciuto nel settore giovanile juventino, possiede una buona elevazione, ma la sua dote migliore nel gioco aereo risulta, senza dubbio, il tempismo nell’intervento; una dote che gli permette(va ?), anche, di farsi apprezzare nell’area avversaria, regalando qualche preziosa realizzazione nelle consuete proiezioni offensive sui calci piazzati.Qualità, in assoluto, affatto disprezzabile per chi, comunque, i gol appare deputato, principalmente, ad evitarli; lo diventa, comunque, ancora di più nell’ ottica relativa dell’attuale Avellino 2008/09 dove (Pellicori a parte) non si riesce, nel complesso, ad immaginare tanti colpi ….in canna. A Pecorari si chiede, dunque, di aumentare, ovviamente,il tasso qualitativo della difesa, ma più di ogni altra cosa di ridurre …….. l’ imprevedibilità “ammirata” nel secondo tempo contro il Livorno. Sicuramente ne ha le potenzialità e chissà che sia proprio quest’ultima aggiunta a rendere un gruppo, voglioso e frizzante, concretamente competitivo per l’obiettivo dichiarato. Un acquisto non sensazionale tanto quanto magari utile e funzionale per addormentarsi sereni e svegliarsi tra dieci mesi in un mare di coinvolgente entusiasmo. |
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| Ultimo aggiornamento ( Martedì 02 Settembre 2008 15:56 ) |





