| Vavassori: il nuovo "Timoniere" dei Lupi |
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Giovedì 19 Aprile 2007 08:51
Scritto da Ale
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Il nuovo "Timoniere" dei Lupi porta il nome di Giovanni Vavassori . L'Avellino, dunque, viene affidato alla comprovata bravura del tecnico bergamasco, nell'estremo tentativo, da un lato, di "cazzare" le vele (...un po' stropicciate) in vista di una ipotetica diretta promozione in cadetteria, e, dall'altro, realisticamente, per preparare al meglio l'eventuale ed intricata rotta nel passaggio attraverso le insidie dei Play-Off. La seducente visione della Serie B è ancora lì e la Società ha ritenuto opportuno investire in Vavassori la sua fiducia, valutando (leggi auspicando) che alcuni valori in evidente involuzione, potrebbero, con il nuovo tecnico, tornare a lievitare, riprendendo ad esser decisivi e determinanti per questo finale di Stagione. Vavassori, del resto, già lo scorso anno, si è rivelato apprezzato artefice di un'impresa, per certi versi, simile, quando alla guida del Genoa, dopo essere subentrato a Perotti a poche giornate dal termine del campionato, è riuscito a plasmare tatticamente ed emotivamente un gruppo che, seppur oltremodo valido tecnicamente, appariva in evidente difficoltà. Vavassori, nell'occasione, dimostrò buonsenso e sapienza calcistica e, anziché stravolgere il lavoro del collega, Perotti, che lo aveva addirittura sostituito, si limitò, quasi esclusivamente, a mettere quel minimo di ordine necessario all'ottimo materiale che aveva, suo malgrado, perso, causa aspettative eccessive e conseguente delusione per il mancato raggiungimento di un risultato immediato, la bussola...verso l’approdo agognato, più che razionalmente programmato. Noi tutti, dunque, ci auguriamo che abbia pronta in tasca...la mappa giusta . La sua visione del calcio è semplice, ma non semplicistica: ruoli chiari, definiti e ben distribuiti all'interno della squadra, umiltà e determinazione in campo. Molto attento ai particolari ed all'equilibrio, conosce il gioco ed i suoi molteplici sistemi, pur apparendo, spesso, poco incline a particolari sperimentazioni tattiche. Restiamo convinti che la sua abilità nel costruire moduli attorno al materiale a disposizione, formando una "precisa identità di squadra", possa indurci all'ottimismo e riteniamo, altresì, inutile avventurarci in previsioni tattiche, proponendovi formule o numeri che come lo stesso allenatore orobico ha, sottilmente, affermato nella conferenza stampa di presentazione, oggi potrebbero avere, più o meno consapevolmente, la funzione di una proiezione di convinzioni prettamente personali. Statisticamente le sue esperienze sembrerebbero dimostrare la sua preferenza per una difesa a quattro piuttosto che per lo schieramento con tre difensori centrali, la sua predilezione per il (ri)lancio di centrocampisti (Doni ed in parte Pinardi o magari Marco Rossi) creativi al perenne bivio tra la discontinuità del talento inespresso e la concretezza del campione affermato, la sua propensione ad avere in mezzo al campo una coppia di interni, perfetto mix di raziocinio e dinamismo, esperienza e giovanile esuberanza (Gallo-Donati nella prima Atalanta ovvero Mamede–Coppola del Genoa dei Play-off). Tali considerazioni possono rappresentare, però, solo una fotografia approssimativa e parziale di quello che ha proposto e non di quello che concretamente ha intenzione di proporre. Mancano settantadue ore al primo Avellino di Vavassori: con pazienza aspettiamolo, augurandogli/ci solo che sia Vincente; il resto, probabilmente, oggi risulterebbe solo esercizio di gratuita ed improduttiva presunzione. Ed allora "In Bocca al Lupo" Mister... e "Forza Avellino". |
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| Ultimo aggiornamento ( Venerdì 11 Maggio 2007 11:29 ) |




