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Raffaele De Martino PDF Stampa E-mail
Giovedì 31 Luglio 2008 21:07
  Scritto da La Redazione   

Raffaele De Martino (classe'86), agli inizi della sua carriera, è balzato agli onori della cronaca sportiva, per la verità, non tanto per le sue indiscusse qualità tecniche, quanto per aver rappresentato uno dei primi casi di talenti italiani "saccheggiati" dalle squadre straniere.
Il mediano, infatti, ai tempi in cui militava nella Roma, nelle cui giovanili è cresciuto, rifiutò di firmare il primo contratto da professionista per accettare le lusinghe del Bellinzona, diventando cosi, più o meno involontariamente, famoso, suo malgrado, per esser stato un caso di specie chiamato a sollecitare una attenta riflessione giuridica circa il valore del vincolo sportivo (leggi tesseramento) per i giovani giocatori non ancora professionisti.

L'attenzione di numerose squadre sul calciatore, allora men che maggiorenne, dimostrava e certificava, però, chiaramente, il potenziale di questo centrocampista, il cui ritorno in Italia, si dice, sia stato, più o meno ufficialmente, veicolato, nell'ombra, dall'Udinese e dal d.g. Leonardi, da sempre, un grande estimatore del ragazzo.

Arriva ad Avellino, a titolo definitivo, sia per rilanciarsi dopo stagioni stropicciate vissute in chiaroscuro a Treviso (con E.Rossi, Cavasin e Bortoluzzi) e ad Udine (chiuso da giocatori, al momento, più pronti per un certo livello di competitività), sia, ce lo auguriamo tutti, per sbocciare definitivamente in una piazza desiderosa, alla luce delle rinnovate strategie societarie, di riacquistare l'antica tradizione di esser incline alla consacrazione dei giovani talenti.

La pazienza nel mondo del calcio non appare una risorsa illimitata: De Martino, questa regola, sembra conoscerla, avendo deciso di accettare, con coraggio, questa sfida impegnativa e ricca di insidie, ma estremamente funzionale per la sua crescita umana e per la sua maturazione professionale.

Il giovane centrocampista campano appare, infatti, perfetto per ricoprire il ruolo di intermedio destro nel centrocampo di Incocciati, ma decidere di responsabilizzarsi in ruolo cosi delicato, investendo una parte della carriera professionale in una squadra, oggi, ancora tutta da costruire, rappresenta, oggettivamente, una scelta tanto lungimirante quanto, per certi versi, inaspettata. Complimenti, sicuramente, alla società per essere riuscita a persuadere il giocatore, ma anche al giocatore perché tra le numerose strade a sua disposizione, non ha certo optato per una... in discesa.

Tatticamente nasce come interno, ma trova una dimensione più adatta alle sua caratteristiche, quando è stato sollecitato a sfruttare la sua capacità di inserimento, soprattutto, lungo la fascia destra; è dotato di buoni fondamentali, ha, sin dalle sue prime apparizioni nella Roma, dimostrato di aver personalità, evidenziando, contestualmente, qualità tecniche sopra la media.

Nel settore nevralgico può garantire ordine nella fase di costruzione, corsa e disponibilità al sacrificio quando c'è da interrompere la manovra avversaria.

Sulla base di queste premesse, tattiche e motivazionali, sembra, quindi, un matrimonio davvero perfetto quello tra De Martino e l'Avellino: è evidente, non lo nascondiamo, che la continuità e la costanza di rendimento saranno i primi ostacoli da superare per un giocatore, anzi un ragazzo, chiamato, il più in fretta possibile, a prendere finalmente coscienza dei suoi mezzi, ma il suo acquisto, sulla carta, non c'è dubbio, può, comunque, rappresentare la prima pietra su cui costruire un Avellino davvero credibile sul piano delle ambizioni anche nel complicato periodo, per le nostre latitudini, del calciomercato estivo.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 01 Agosto 2008 08:55 )