| 10a giornata: l'Albinoleffe |
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Venerdì 19 Ottobre 2007 09:20
Scritto da Redazione
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Nuova stimolante avventura in Serie B, anche nella stagione 2007/08, per l'Albinoleffe che, a dispetto di pronostici, talvolta, approssimativi, continua a "stupire" molti tra gli addetti ai lavori, inanellando una serie di salvezze (leggi permanenze, parlando......Pugliese) consecutive che sarebbe superficiale ed ingeneroso caratterizzare come miracolose. La giovane squadra bergamasca, nata quasi una decina di anni fa dalla fusione tra l'Albinese ed il Leffe, in questi campionati, infatti, ha rappresentato un modello di organizzazione sportiva esemplare e funzionale, anche se, onestamente, non facilmente esportabile in altre latitudini, sia per il vantaggio territoriale di lavorare in un clima di assoluta serenità, sia per l'ambizione, per certi versi lussuosa, di ottenere un risultato sportivo cercando di valorizzare soprattutto il prodotto locale. Un progetto che, per quanto accattivante, apparirebbe difficilmente comprensibile ed accettabile in altri contesti dove la primaria ed esclusiva ambizione (esigenza ?) resta soltanto quella del risultato sportivo stagionale "sic et simpliciter". Nonostante, dunque, venga superficialmente considerata una specie di matricola, anche per via del susseguirsi di rose composte, per la maggior parte, da giocatori quasi sconosciuti, l'Albinoleffe ha disputato e continua a disputare campionati estremamente convincenti sotto il profilo squisitamente tecnico, giocando un calcio di qualità, divertente e propositivo che, alla luce dei fatti, sembra quasi essere il principale propellente per i suoi stessi protagonisti, i quali, appunto, trovano in questo particolare modo di fare calcio, gli stimoli vitali per conseguire, più o meno sorprendentemente, risultati altamente prestigiosi. Il segreto, se tale lo si può ancora definire, appare proprio questo ideale di gruppo; una formula magica che Gustinetti ha saputo estrarre sin dagli esordi della sua esperienza nell'Albinoleffe, quando giunse alla guida dei bergamaschi, come quest' anno, provato da una serie di sfortunate esperienze personali ed alla ricerca di una cura... professionalmente ricostituente. Sarà un caso, ma ogni volta che deve ricostruirsi una rinnovata "credibilità" tecnica, Gustinetti preferisce tornare... alla base, con il progetto motivazionale di aiutare se stesso, ma anche calciatori dal talento ultimamente stropicciato, a tornare a credere nelle loro potenzialità. In passato è successo regolarmente ed anche in questa stagione gli auspici paiono favorevoli per continuare su questo piano di lavoro estremamente premiante e gratificante per tutti. La rosa è stata rinforzata principalmente con il ritorno di Carobbio e l'arrivo di Conteh e Ruopolo, (i primi due assenti per la gara contro i lupi), ma soprattutto potrà contare sulla maggiore esperienza maturata dai giovani che rappresentano la spina dorsale di questa squadra. Esistono delle gerarchie, ma parlare di titolari e riserve è abbastanza insignificante: i giocatori a disposizione di Gustinetti , infatti, rappresentano, tranne un paio di eccezioni, un gruppo di eroi silenziosi che, presi singolarmente, certamente, non esaltano e non si esaltano tanto quanto all'interno di una organizzazione di gioco notevolmente collaudata. L'errore di sottovalutare l'avversario, commesso in passato, guardando semplicisticamente ai nomi, sarà il primo ostacolo da superare nella corsa verso una buona prestazione; un approccio determinato, completamente differente da quello abulico di Grosseto, dovrà rappresentare l'essenza della nostra partita. L'Albinoleffe, infatti, si presenterà al Partenio, non avendo nulla da perdere, con il suo consueto modulo: un pungente e dinamico 4-4-2. La difesa sarà imperniata su Coser (o Marchetti nel caso il titolare non riesca a recuperare) in porta e sulla fisicità di Gervasoni e l'applicazione di Serafini come difensori centrali. Sulla fascia destra probabile conferma di Garlini, come per Peluso sulla fascia mancina. A centrocampo l'assenza di Carobbio, regista raffinato, risulta una perdita difficile da colmare; ci proveranno, con l'esperienza, il mediano Dal Prato ed uno tra Poloni, non sufficiente contro il Pisa domenica scorsa, oppure Previtali, un interno talentuoso, ma discontinuo, che nel corso della carriera non è ancora riuscito a corrispondere alle lusinghiere promesse di quando orchestrava il centrocampo della Primavera dell'Atalanta. Il gioco offensivo dell'Albinoleffe appare molto rapido, veloce e si appoggia molto sulla corsa e sui tagli degli esterni Colombo e Cristiano, anche se non ci stupiremmo di vedere, sin dal primo minuto, Madonna che, di fatto, ha rivitalizzato l'andamento piatto e scialbo della sua squadra nel corso del secondo tempo disputato contro il Pisa. Buono per tutte le occasioni rimane Gori, un jolly di centrocampo che indifferentemente può esser impiegato in mezzo o sulla fascia, anche se, in tal caso, con compiti più di copertura rispetto agli altri tre esterni citati. Parlando dell'attacco dovremmo concentrarci sugli ottimi Cellini e Ruopolo, ma come possiamo negare il proscenio di questa presentazione a Bonazzi, "un nonnetto" da incubo cui piace interpretare nelle sue "favolose" prestazioni lo spietato cacciatore di... Lupi. Tornando nella realtà, almeno lo auspichiamo (!), occhi puntati su Ruopolo e Cellini: soprattutto all'efficacia in zona gol del secondo sono legate le speranze e le ambizioni dell'Albino. Ma non solo quelle, perché Gustinetti si augura che, con la sua mobilità, la sua astuzia ed il suo talento, Cellini possa proporsi come punto di riferimento anche per la crescita del suo compagno reparto Ruopolo, elemento interessante, impiegabile sia come attaccante esterno sia come seconda punta, con mezzi tecnici ed atletici tali da lasciar presagire per lui, lo stesso salto di categoria del brasiliano Joelson, lo scorso anno proprio all'Albino ed ora in serie A alla Reggina di Ficcadenti. Sembrerà paradossale, guardando il terzo posto in classifica, ma Gustinetti non ha altro obiettivo che tenere l'Albinoleffe in categoria. La difficoltà è, semmai, farlo con una squadra che, probabilmente, ha il meglio di sè nel settore avanzato. Attaccare per salvarsi: un canovaccio non frequente ma affascinante... ad Avellino, però, assolutamente eretico e come tale doverosamente sanzionabile. |
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| Ultimo aggiornamento ( Venerdì 19 Ottobre 2007 09:23 ) | |




