| 17a giornata: il Pisa |
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Giovedì 06 Dicembre 2007 22:46
Scritto da La Redazione
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"Vincere o veder crescere o rinascere talenti come Cerci o Kutuzov è praticamente la stessa cosa" Nella saggezza di Giampiero Ventura c'è probabilmente il segreto della serenità del Pisa stagione 2007/08, abile a scommettere, non senza un pizzico di Fortuna... leggendaria risorsa degli audaci, in Cerci e Kutuzov due giocatori su cui si è voluto costruire una squadra che il rendimento, in questo campionato di serie B, sta dimostrando possa inseguire un traguardo ben più ambizioso della salvezza di prammatica. Resta, certo, da capire cosa vorrà fare da grande questo Pisa giovane e sbarazzino: la società era partita a scartamento ridotto tirando fuori calzoncini corti e lecca lecca, insomma tenendo un profilo basso, fatto di mezze ombra e di mezze luci, imperniato tecnicamente e tatticamente essenzialmente, se non esclusivamente, sulla figura di Ventura, un santone di queste latitudini calcistiche. Gestire questa impennata, certamente salutare per una piazza affamata di calcio come Pisa, non sarà un compito agevole, considerando che l'occasione di perlustrare i sentieri insidiosi dell'alta classifica appare quanto mai ghiotta, ma le strutture e le risorse non sembrano altrettanto adeguate per sfruttare concretamente quanto di eccezionale stanno producendo in campo i ragazzi di Ventura. Il mercato di Gennaio, in quest'ottica, seminerà indizi di tutta evidenza circa le intenzioni e le possibilità del Presidente Covarelli: c'è una ulteriore sfida da raccogliere, di qui a poco valuteremo se e come. Ridurre il Pisa ai soli Cerci e Kutuzov sarebbe superficiale. Essi rappresentano la sintesi di un lavoro di squadra che trova, sicuramente, in loro due gli interpreti più raffinati e pungenti, risolutori elegantemente cinici all'interno di un contesto estremamente equilibrato, costruito, appunto, per esaltarne proprio le caratteristiche tecniche. Cerci, infatti, è un trequartista moderno, un mancino che preferisce partire da destra per cercare la giocata determinante con il suo piede forte; ha una abilità nel dribbling ed una fantasia tali da permettergli di saltare con irrisoria facilità l'avversario diretto creando quella superiorità numerica tanto agognata dagli allenatori. Kutuzov, viceversa, sta sorprendendo anche chi, come noi, lo conosce bene: i fondamentali erano e rimangono buoni, il dinamismo e la mobilità ampiamente conosciute, ma sia la pregevolezza di alcune giocate, sia qualche sua realizzazione sembrerebbero smentire chi lo ricordava tendenzialmente a disagio negli ultimi sedici metri ed a contatto con la porta avversaria. A Pisa sta davvero facendo la differenza, agevolando e non di poco il compito del terzo moschettiere offensivo di Ventura: quel Nacho Castillo, che dopo l'amara esperienza a Frosinone, è tornato, a suon di gol, il bomber implacabile di Gallipoli, capace quest'anno di diventare un protagonista assoluto nella serie cadetta tanto quanto lo era stato, in Puglia, in serie C2 o nei dilettanti. Gli altri attori risultano protagonisti meno appariscenti ma, non per questo, meno encomiabili per la performance offerta: a centrocampo l'esterno, ex stabiese ed irpino d'origine, D'Anna è tornato sui livelli di Piacenza, dinamico e propositivo; Passiglia, probabilmente, chiamato sabato prossimo a sostituire lo squalificato Genevier, sta garantendo un contributo di sostanza, con un occhio a geometrie solo apparentemente elementari, e con Braiati, il giovanissimo Buzzegoli oppure Ciotola (un '84) che si stanno alternando, con buoni risultati, nell'ultimo posto disponibile sulla linea mediana. In difesa qualche passaggio a vuoto si è registrato: Morello è apparso un portiere, sfortunato in qualche circostanza, ma complessivamente poco continuo, Lorenzi e Zoppetti che, sulla carta dovevano garantire esperienza e solidità al reparto arretrato, non si sono ancora dimostrati all'altezza delle buone referenze che hanno preceduto il loro arrivo a Pisa. Trevisan e Raimondi, di contro, sulla carta solo valide alternative, allo stato dei fatti, sono risultati punti fermi abbastanza insostituibili, dimostrando buone qualità ed una discreta duttilità, con il primo capace di alternarsi anche nel ruolo di terzino sinistro per sostituire Zavagno o Pisano. Non è un mistero, dunque, che il Pisa si stia guardando intorno soprattutto per integrare ed assemblare meglio un reparto apparso poco convincente più per l'interpretazione dei singoli che per lacune generali. Il mago Ventura, la sua prima scommessa l'ha vinta creando un magico equilibrio tra le individualità e le componenti tattiche, assicurando una vigorosa spinta agonistica al servizio del talento del tridente offensivo. Il "doping" del miracolo si sta affievolendo, rimane la virtù della tranquillità e della serenità, ma da navigato uomo di mare, Ventura è perfettamente consapevole di cominciare ad avventurarsi in mare aperto con un gruppo di marinai che solo ll prosieguo della navigazione dimostrerà se e quanto abili e capaci di assorbire l'improvviso ed inaspettato cambiamento di rotta. |
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| Ultimo aggiornamento ( Giovedì 06 Dicembre 2007 22:48 ) | |




