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Home Notizie L'avversario di turno 18a giornata: il Cesena
18a giornata: il Cesena PDF Stampa E-mail
Giovedì 13 Dicembre 2007 20:22
  Scritto da La Redazione   
La partenza scontata di Pellè, la cessione a titolo definitivo di Bernacci e la doverosa gratificazione per Papa Waigo, lasciato partire senza rimpianti verso l’avventura in serie A con il Genoa, stanno, probabilmente, caratterizzando ben oltre le aspettative il campionato del Cesena.

Il rilievo è ovviamente fondamentale considerato che proprio in attacco, al momento (augurandoci che la rondine apparsa, sabato scorso contro il Frosinone , non faccia... primavera) si sono registrati i limiti più evidenti di una squadra peraltro, ben formata, sulla carta negli altri reparti.

Gli arrivi, infatti, di Berti, Turati, Cortellini, Biasi, Campedelli, Botta, Croce, Vascak e Moscardelli su una intelaiatura solida sembravano rappresentare i romagnoli come una squadra, certamente, consapevole di dover soffrire, ma anche discretamente attrezzata per il ruolo di aspirante sorpresa con quel mix di giocatori esperti e giovani promettenti, comunemente ritenuto come la virtù ideale per la dimensione calcistica del campionato cadetto.

Qualcosa, evidentemente, non ha funzionato ed ancora fatica a funzionare. Capire cosa, dall’esterno, è pretestuoso e presuntuoso; il primo chiamato a risponderne è risultato Castori, tecnico esonerato tre settimane fa, nonostante sia stato notevolmente apprezzato nelle precedenti stagioni alla guida del Cesena quando, privilegiando un'organizzazione di gioco oltremodo pratica, si è dimostrato bravo nel lavorare sia in ottica salvezza, sia valorizzando i giovani talenti del vivaio romagnolo, vanto e risorsa vitale per una società, almeno apparentemente, un po' stretta, nell'ultimo periodo, da contingenze economiche abbastanza incalzanti tanto da agevolare l'allargamento della medesima compagine societaria con l’ingresso di nuovi soci.

Per la scelta del nuovo tecnico si è preferito (a ragione) andare sul sicuro, scegliendo Giovanni Vavassori, un professionista serio e esperto che, proprio lo scorso anno, ad Avellino, ha avuto il merito di  vincere, attraverso le insidie e l'alea dei play-off, un campionato  considerato vinto, troppo superficialmente, troppe volte.
Il nuovo mazziere è chiamato, forzatamente, a mescolare e rimescolare, almeno fino al mercato di gennaio, le carte finora giocate, cercando soprattutto  per il gioco offensivo di trovare qualche "jolly" estemporaneo, dal momento che quelle utilizzate, anche dallo stesso Castori, non si sono rivelati... "assi" capaci di assicurare grandi prese.
Il Diuric, per esempio, lanciato sorprendentemente e goleador contro il Frosinone, rappresenta, per questa metafora, una concretizzazione calcistica che, almeno per il prossimo incontro, e’ auspicabile (!) rimanga isolata.

Da un punto di vista tattico Valvassori lo conosciamo bene; egli ama percorrere sentieri sicuri e conosciuti: classico ed ortodosso 4-4-2 o 4-3-2-1  con l'attenzione rivolta costantemente all'assetto ed all'organizzazione difensiva della squadra.
Vavassori, comprensibilmente anche a Cesena, almeno in questo inizio,  è obbligato a fare di necessità virtù, senza gratuiti voli pindarici, limitandosi a pretendere solo un compitino nudo e crudo.
Non si può, inoltre, trascurare che l'assenza di un giocatore come Salvetti, lo priva di uno dei pochi interpreti capace di spostare, in positivo, i fragili equilibri di una squadra alla affannosa ricerca di una identità precisa.

Quanto alla scelta degli uomini per la sfida contro i Lupi, in porta non ci sarà Berti, il portiere di esperienza chiamato a rappresentare, negli auspici estivi, un valore aggiunto in campo ed un punto di riferimento fuori, cercando così di ripetere la felice e produttiva esperienza-Turci, prelevato, guarda caso, come Berti, dalla Sampdoria, nelle stagioni passate.
Ma le prestazioni di Berti, viceversa, sono risultate deludenti; un  portiere, da sempre, estroso nell'interpretazione del ruolo ed un calciatore esuberante negli atteggiamenti che, evidentemente, non riesce ad adattarsi al tranquillo, ma esigente ambiente cesenate.
A sostituirlo ci sarà Sarti, portiere il cui rendimento è per certi versi indecifrabile: capace di alternare grandi parate a pause incredibili, molto esplosivo tra i pali, ma assolutamente rivedibile nelle uscite alte.
Non  appare, allora, una coincidenza che, per proteggerlo meglio, Vavassori possa optare per quattro difensori molto abili nel gioco aereo da destra a sinistra Turati, Doudou, Ola e Lauro; praticamente quattro difensori centrali, due dei quali, Turati e Lauro, forti dell’esperienza, rispettivamente, a Verona ed Ascoli, abili e funzionali ad adattarsi con discreti risultati sulla fascia con compiti, prettamente, di copertura.
Biserni e Cortellini sono le prime alternative per difensori che, nel loro complesso, possiedono fisicità e potenza, ma potrebbero soffrire il dinamismo e la velocità di giocatori rapidi ed intraprendenti nell’uno contro uno.

A centrocampo all'assenza di Salvetti e di Campedelli, c’è da aggiungere quella di De Feudis appiedato per un turno dal giudice sportivo; dovrebbe, dunque, registrarsi l’impiego di Mezavilla e Botta come coppia di interni con Vascak e Croce sugli esterni.

Quest'ultimo, spesso accostato all'Avellino in tempo di calciomercato - Oddo e Sarri lo avevano messo in cima ai loro "desiderata" - viene considerato un giocatore di notevole talento e dai margini di miglioramento notevoli pur essendo un '82; un esterno più tecnico che dinamico, ma con un rendimento ancora troppo incostante per tener fede alle lusinghiere referenze che lo accompagnano.

Desta un pizzico di curiosità anche Botta, colpo... rimasto in canna all'avvocato Maglione, un jolly davvero prezioso per il centrocampo, capace di dimostrare la sua utilità in variegate situazioni di gioco, dinamico, ma, allo stesso tempo, capace di metterci quel tocco di fantasia e qualità che lo hanno reso protagonista, solo in apparenza di secondo piano, nella cavalcata vincente del Grifone genoano lo scorso anno.

In avanti conferma quasi scontata per il duo Moscardelli e Djuric rilanciati dalla prestazione vittoriosa e dalle realizzazioni contro i ciociari; al secondo il compito di aprire gli spazi e di fare da sponda area per gli inserimenti impetuosi del primo: una coppia nata quasi per caso, ma, da un punto di vista tecnico, decisamente ben assortita.

Sabato, quindi, scenderà al Partenio una squadra un po' stropicciata nella sua intelaiatura ma comunque valida: sarebbe delittuoso sottovalutarla... tanto quanto, però, non provare, sportivamente, ad approfittarne.
Ultimo aggiornamento ( Giovedì 13 Dicembre 2007 20:35 )