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Home Notizie L'avversario di turno 19a giornata: la Triestina
19a giornata: la Triestina PDF Stampa E-mail
Giovedì 20 Dicembre 2007 21:23
  Scritto da La Redazione   
Se non ci sono soldi (...male comune, ma "affatto mezzo gaudio"), è indispensabile investire almeno in fantasia: e questa non è certo mancata alla Triestina 2007/08 che si è rinnovata notevolmente cercando in un tecnico giovane e motivato come Maran la prima certezza su cui costruire un progetto tecnico nuovo e convincente.

Un Calciomercato senza acquisti di particolare grido, ma con l'occhio puntato esclusivamente alle esigenze tattiche del nuovo mister. Questa è stata la filosofia strategica del presidente Fantinel e del direttore sportivo De Falco con la conclamata voglia di aprire un ciclo, un progetto sportivo all'insegna di un calcio divertente.
Da un lato, quindi, la misura nelle operazioni e la precisa volontà di non strafare depongono certamente a favore di una squadra costruita sulle indicazioni di un tecnico propositivo ed audace nell'organizzazione di gioco.


Sull'altro piatto della bilancia, conseguentemente, le qualità di Maran, arrivato a Trieste dopo un paio di esperienze (Brescia e Bari) certamente contraddittorie quanto a risultati conseguiti: per lui una scelta di vita, quella di tornare al nord, ed un ambizioso traguardo sportivo da conquistare, quello di raggiungere al più presto la salvezza per poi partire a caccia di tutto quanto possa arrivare in più.
Più sarà, meglio sarà; come ai bei tempi del suo Cittadella, quando alla guida di una squadra accuratamente costruita, questo allenatore, dai pochi capelli e dalle molte idee, era riuscito a regalare agli sportivi patavini una stagione ricca di soddisfazioni, pur non centrando concreti obiettivi di classifica, se non una salvezza raggiunta attraverso un modo di fare calcio ricco non solo di intenzioni.

Inutile pizzicare singolarmente le corde della rosa quando si sa che sarà Maran a metterci le mani per trasformarla in una squadra con tutti i crismi; 4-2-3-1 ovvero 4-4-1-1 sembrano esser i moduli tattici chiamati a dettare il ritmo allo spartito di un gruppo di calciatori che, piano piano, ricomincia ad esser entusiasta di giocare al calcio, dopo le ultime stagioni ricche di mugugni e malinconie diffuse.
Il gruppo vale una discreta serie B, la composizione della rosa appare buona ed omogenea, e nonostante l'adesione al Progetto-Maran non sia né stata immediata, nè semplice, l'andamento delle ultime giornate (trasferta di Piacenza a parte) sembrerebbe certificare una netta inversione di tendenza, cominciando a riscuotere successi sul campo e meritati consensi... nelle sue vicinanze.

Dicevamo che la rosa appare nel suo complesso di qualità: in porta messo (momentaneamente?) da parte il titolare Generoso Rossi, il cui modo, talvolta bizzarro ed eccentrico, di interpretare il delicato ruolo del portiere ha marcato lacune e pause in un rendimento, quest'anno, ampiamente sotto la sufficienza. Spazio dunque a David Dei che come il suo collega non appare, certo, un mostro di tecnica pura; un limite compensato, però, almeno nella tendenza, da una migliore concentrazione ed applicazione sui novanta minuti di gioco.

In difesa due centrali "tosti" e due esterni incursori: questa la ricetta per la linea difensiva giuliana ed occhio, quindi, a Milani, un pretoriano di Maran, a destra e Pesaresi a sinistra, un terzino mancino dinamico ed con un discreto calcio riciclatosi a Trieste con buoni risultati.
Coppia centrale, tutta straniera, ma abbastanza collaudata per la categoria in Kyriazis e Petras : giocatori ruvidi tanto quanto affidabili ed efficaci per un tecnico che in fase difensiva non ama andare per il sottile.

A centrocampo domina la vecchia guardia: se tiene la coppia Piangerelli-Allegretti la Triestina è a cavallo; i due, infatti, garantiscono regia (principalmente il secondo, un ex che in Irpinia non riuscì a mostrare interamente il suo valore) e carisma (soprattutto il primo, giramondo del pallone ed alla Fiorentina voluto, proprio, da Lucchesi) per guidare, in sicurezza, il reparto nevralgico di una squadra in una categoria che conoscono benissimo .
Molto interessanti le alternative : Lorenzo Rossetti e Patrick Kalambay, che in comune, oltre alla scuola di Milanello, hanno la circostanza di esser stati, in periodi diversi, molto vicini ad un approdo ad Avellino.
Rossetti rappresenta il prototipo del mediano moderno: dinamico con ottimi tempi di inserimento, tecnico, adattabile in situazione di emergenza anche sulle corsie esterne, anche se privo di quel pizzico di cattiveria agonistica e determinazione necessaria per il definitivo salto di qualità.
Kalambay, viceversa, è un centrocampista più fisico che tecnico, buone doti di interditore ed ottima resistenza, ma rivedibile quanto ad applicazione tattica; giovane, ma non giovanissimo dovrebbe probabilmente cercare sfide dove poter dimostrare le sue indubbie qualità.
Chiudono la rosa dei centrocampisti centrali due onesti mestieranti per la cadetteria come Gorgone e Princivalli.

Il calcio di Maran prevede l'utilizzo di giocatori d'attacco più che esterni nella loro caratterizzazione classica: giocatori di talento, veloci, abili sia nel saltare l'uomo nello stretto per creare la superiorità numerica, sia nel tagliare verso la porta per concludere direttamente a rete.
Maran, solitamente, ne fa giocare tre, uno dei quali abbastanza vicino al riferimento offensivo più avanzato, in una posizione ibrida da mezzapunta centrale .
Gli interpreti risultano tutti di assoluta qualità: Sgrigna sulla destra, Sedivec o Graffiedi in mezzo e Testini sulla sinistra (in ribasso le quotazioni di Antonelli) sembrano tutti giocatori con l'avvenire... dietro le spalle, tante promesse, tanta classe, qualche demerito personale ed un pizzico di sfortuna che non ha permesso loro di sfondare anche in serie A, ma restano, comunque, giocatori imprevedibili, capaci di fare la differenza in positivo od in negativo, e non solo per le vicende di una singola partita.
I mezzi potenziali sono da califfi per la serie b, gli esiti concreti talvolta sconcertanti: Maran ha deciso di investire su di loro una fiducia praticamente illimitata; alla fine del campionato vedremo se e quali dividenti avrà pagato.

Se il tridente offensivo funge da apripista, chi sta facendo volare la Triestina (...bora a parte) è Granoche.
Qualcuno storceva il naso a Trieste quando fu presentato questo bomber, giunto dall'Uruguay, ritenuto goffo e facile preda degli artigli dei difensori Italiani.
Incurante delle critiche, anzi dei pregiudizi, Granoche dopo un periodo di ambientamento, per la verità abbastanza repentino, ha cominciato ad ingranare, mostrando pericolosità offensiva, forza fisica ed una tecnica, francamente, sorprendente, anche, alla luce di campionati passati, raramente, terminati in doppia cifra realizzativa.
I suoi gol si stanno rivelando determinanti per il campionato della Triestina, tanto quanto la Triestina significa, probabilmente, per Granoche il trampolino verso la serie A .

L'impressione complessiva è di una rosa valida per un andamento costante, all'insegna di una regolarità che, fino a questo momento, non sta, però, caratterizzando il campionato della Triestina; vediamo, con fiduciosa attesa natalizia, cosa accadrà sabato al Nereo Rocco nell'ultima partita prima della sosta invernale.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 20 Dicembre 2007 21:32 )