| 20a giornata: il Bari |
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Giovedì 10 Gennaio 2008 21:18
Scritto da La Redazione
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Nella concretezza e praticità tecnico-tattica di Materazzi da un lato e nella sagacia e scaltrezza manageriale di Perinetti dall'altro, doveva, secondo le ambizioni del Presidentissimo Matarrese, nascondersi il segreto di un Bari che, velatamente, alla vigilia del torneo, voleva puntare ad un campionato di qualità, navigando, per tutta la stagione, magari a vista... di un posto nei play-off. L'accoppiata, però, non ha pagato la puntata posta in esser. Messo più volte in discussione, sia dall'interno, sia dall'esterno, Materazzi, infatti, ha preferito togliere il disturbo, dimettendosi un po' a sorpresa, per modi e tempi, durante la sosta natalizia e lasciando, quindi, il gravoso ed affatto facile compito di traghettare il Bari verso il porto sicuro della salvezza ad Antonio Conte. Sanguigno e grintoso, così si è presentato il nuovo allenatore ad una squadra apparsa ultimamente allo sbando emotivo più che tattico. Conte possiede la forza e la carica motivazionale dell'entusiasmo di chi vuole dimostrare le sue qualità. A Bari ha l'opportunità di poter ricominciare con un minimo di credibilità tecnica, ottenuta dopo l'ottimo finale di stagione del "suo" Arezzo, sul punto di compiere un miracolo sportivo (...dopo quelli giudiziari...), salvandosi dopo un campionato incerto, se soltanto la Juventus, di cui proprio Conte era stato capitano,in un recente passato, fosse riuscita a mantenere la giusta concentrazione nell'ultima partita di campionato, banalmente persa, contro lo Spezia del... barese Soda. Forse proprio a Bari, Conte, garantito anche da un direttore sportivo come Perinetti che, tre stagioni fa, lo volle a Siena come secondo di De Canio, potrebbe aver trovato la piazza giusta per far collimare le legittime ambizioni personali con quelle di una piazza e di una società a lungo avvilita da risultati scadenti. Conte vuole puntare in alto ed a Bari può cominciare a dimostrare di avere i mezzi per farlo. La squadra ha mostrato qualche lacuna, ma rimane una compagine di una discreta qualità complessiva: probabilmente qualche giocatore (pensiamo a Bonanni e Gazzi, per esempio) chiamato a rappresentarne l'identità tecnica non è riuscito ad esprimere pienamente il suo valore, ma il nucleo della rosa (pensiamo ai vari Gillet, Esposito, Stellini, Santoruvo, lo sfortunato Ganci) sembrano, comunque, offrire ampie garanzie per conseguire l'obiettivo minimo, una salvezza... sul campo (finestre alternative alla fine di questa stagione difficilmente potranno palesarsi), cercando di evitare, possibilmente, le insidie e le sabbie mobili di un fondo classifica che, dopo il mercato di riparazione di Gennaio, sembra destinato, quasi fisiologicamente, ad agitarsi notevolmente. Rispetto al Bari di Materazzi, Conte ha manifestato l'intenzione di esser maggiormente propositivo sostituendo un centrocampista offensivo con una punta e passando, per chi adora definizioni modulistiche, da un accorto 4-5-1 ad un 4-4-2 estremamente ordinato. "L'organizzazione deve esser destinata ad esaltare le caratteristiche dei singoli, soprattutto sulle fasce", questo il suo manifesto programmatico, almeno nelle intenzioni della vigilia, con esterni, quindi, chiamati "a preoccuparsi in maggior misura di saltare l'uomo piuttosto che di tornare in difesa" (!). L'arrivo, in queste ultime ore, di Jadid dal Brescia sembrerebbe allinearsi perfettamente, dunque, con un simile progetto tecnico. Quello che dovrebbe rappresentare il punto di forza del Bari, paradossalmente, oggi appare la sua lacuna principale, perché a parte l'infortunato Galasso, elemento estremamente dinamico e sufficientemente talentuoso, duttile ed impiegabile su entrambi i lati del campo, i pugliesi a centrocampo non hanno grossa scelta di esterni. Possibile, conseguentemente, per la trasferta in Irpinia, l'impiego di un attaccante mobile come Lanzafame come ala destra, ma restiamo nel campo delle previsioni astratte, dal momento che, a parte un paio di amichevoli, il Bari di Conte ancora non si è concretizzato "ufficialmente" sul campo. Altrettanto credibile alla vigilia potrebbe apparire la riscoperta di Tabbiani, un esterno destro molto veloce, ma non eccessivamente tecnico, mentre sulla fascia opposta di centrocampo potrebbe esserci spazio per Strambelli, elemento che nel test settimanale ha impressionato per brillantezza di condizione. Sembra escludersi il ripescaggio di Bonanni, l'acquisto più importante del mercato estivo, ma anche la delusione più grossa oppure perlustrare l'opportunità-Donda, un trequartista che non ha, certamente, nella corsa e nella agilità le virtù tecniche caratterizzanti. La diga centrale in mezzo al campo dovrebbe esser composta da Carozza e Gazzi (che Carboni, a proposito, un ex della partita, siamo convinti, se potesse, "ruberebbe" volentieri dopo averlo lanciato a Viterbo e valorizzato pèroprio a Bari) un mediano facilmente riconoscibile... non per il rosso della sua capigliatura ! Qualche piccola possibilità di impiego potrebbe averla anche il lezioso regista Rajcic. In difesa pochissimi cambiamenti: conferme infatti per il capitano Gillet in porta, reattivo e tecnico tra i pali, per la linea a quattro composta da Belmonte, Esposito, Stellini ed Antonelli, quest'ultimo, un giovanissimo terzino sinistro, scuola Milan, con un rendimento ben oltre le più rosee aspettative della vigilia. Perinetti, nei giorni scorsi, a chi gli chiedeva se il Bari avesse intenzione di modificare qualcosa negli uomini del reparto arretrato, ha risposto seccamente che il problema era (!) di sistemazione tattica... cristallino, ma poco convincente in puro stile moggiano... simil Lucchesiano. Staremo a vedere. La squalifica di Santoruvo limita le scelte di Conte per il reparto offensivo: a lume di naso, siamo convinti che giocherà Lanzafame, un giovane attaccante rapido, tecnico, capace di vedere la porta, un... galletto decisamente pericoloso che il Bari ha saputo pescare nel vivaio Juventino. Compagno di reparto dovrebbe esser uno dei tanti attaccanti accostati questa estate all'Avellino, ma rimasti oltremodo perplessi davanti alla concreta possibilità di giocare in maglia biancoverde, quel Cavalli che, pur non essendo un bomber... purosangue, rimane un giocatore estremamente utile sul terreno di gioco, capace di giostrare indifferentemente prima o seconda punta. E' abbastanza mobile, ma con un fisico robusto e compatto tale da renderlo un riferimento offensivo pericoloso sotto porta e decisamente fastidioso nella propria trequarti difensiva. Di rincorsa nella caccia al posto da titolare, parte Ganci, una mezza punta trasformata da Giampaolo, a Treviso, in seconda punta con il vizio del gol, giocatore estremamente interessante, molto tecnico, ma, essendo reduce da un infortunio, ancora alla ricerca della migliore condizione atletica e, dunque, con evidenti limiti di tenuta sui novanta minuti che ne consiglierebbero un impiego a gara iniziata. Una sfida intrigante, dunque, quella di sabato, cui si può attribuire anche un significato particolare: restituire, sportivamente, "la dolorosa mazzata" ricevuta dai Lupi nell'anno di Zeman; una vendetta non fine a se stessa, ma per gli effetti che potrebbe avere sul campionato in corso, perché se il Bari continuasse a scivolare, rischierebbe di farsi male davvero... all'insegna di un "mors tua, vita mea" partigiano, ma sincero ! |
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| Ultimo aggiornamento ( Giovedì 10 Gennaio 2008 21:21 ) | |




