| 22a giornata: il Treviso |
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Giovedì 24 Gennaio 2008 22:02
Scritto da La Redazione
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Se ad inizio di campionato qualcuno avesse ipotizzato l'Avellino, alla prima del girone di ritorno, con un punto in più del Treviso, sarebbe stato considerato un vero incompetente, perché nemmeno il più ottimista dei tifosi irpini avrebbe osato immaginare una simile posizione di classifica. Ma tant'è ! Merito del campionato eccezionale dei ragazzi di Carboni, certamente, ma, in parte, anche demerito di un Treviso, ancora colpevolmente alla ricerca di una fisionomia tecnica stabile e convincente. Può sembrare strano, osservando il patrimonio tecnico della squadra trevigiana, ma sono state tali e tante le problematiche emerse nel corso del campionato che, ora, per risolverle, sembra di assistere ad una vera e propria... Rivoluzione d'Inverno: tanti, infatti, risultano gli aristocratici calciatori, dal nome nobile e dal passato prestigioso, allontanati con disonore e delusione, in attesa dell'arrivo di una... classe calcistica completamente nuova e fedele al Comandante Pillon. A Gardini e Fiore, responsabili dell'area tecnica, in realtà, in questi ultimi due mesi, alla luce della crisi di gioco e di risultati abbastanza evidente, ben oltre la preoccupante classifica, si ponevano due diverse strade operative: esonerare Pillon e cercare con un nuovo allenatore di curare i numerosi mal di pancia di un gruppo decisamente intemperante, ovvero rinnovare la fiducia al tecnico veneto, forte, comunque, di un vincolo contrattuale triennale, avallando di fatto la fisiologica richiesta di un cambiamento totale nella composizione della rosa nell'attuale mercato di riparazione. Gardini e Fiore hanno scelto Pillon e dunque conseguenzialmente via gli apatici Viali, Amodio, Pià, Trotta, prima di buttarsi alla ricerca di giocatori il cui tratto identificativo sembra esser, quindi, non solo squisitamente tecnico, ma, soprattutto, umano ed emotivo. Pillon già tre stagioni fa riuscì nella difficile impresa di salvare un Treviso moribondo, portandolo fino ai play-off; ora, per la verità, gli si chiede meno. Una salvezza senza passare per le insidie dei play-out, sarebbe un risultato, allo stato attuale, oltremodo apprezzabile, magari costruendo, questa volta con maggiore concretezza, in questa seconda parte di stagione, le premesse tecniche e tattiche su cui edificare, nella prossima stagione, lo sviluppo dell'ambizioso progetto estivo di riportare in tre anni il Treviso in Serie A. La mentalità era e sarà sicuramente il tasto più delicato da seguire, visto che, tre anni fa, quel campionato straordinario era venuto quando si respirava l'umiltà tutta provinciale di chi era consapevole di doversi sudare il pane duro della salvezza. Quest'anno le prospettive erano diverse, ma la situazione si è logorata quasi immediatamente; la superficialità di molti e l'egocentrismo di altri non potevano, ragionevolmente, rappresentare l'essenza di un gruppo di calciatori chiamato ora ad affrontare una situazione non grave, ma certamente delicata. È quindi apparsa assai comprensibile la scelta di Pillon di (ri)chiamare, alla sua corte, calciatori ampiamente conosciuti ed assolutamente affidabili, sia da un punto di vista tecnico, sia sotto il profilo motivazionale, avendo avuto modo di apprezzarli nelle sue precedenti esperienze professionali Ecco cosi facilmente spiegabili gli arrivi certificati di D'Agostino e Giunti in mezzo al campo, e quello probabile di Marchese in difesa, giocatori chiamati, nell'idea di Pillon, a dare al Treviso una identità di squadra ed un cuore sia tattico che soprattutto agonistico. I voli pindarici sperimentati nel girone di andata per cercare di far coesistere i tanti talenti presenti in rosa, saranno ora banditi; da un punto di vista tattico ritorno deciso e risoluto al caro ed ortodosso impianto di gioco del 4-4-2, chiamando tutti, i vecchi ed i nuovi, responsabilmente, ad una rinnovata dedizione e serietà al lavoro quotidiano che il tecnico veneto è, a ragione, convinto essere la garanzia principale per il raggiungimento dell'obiettivo minimo stagionale. In difesa, per la verità, si registrano poche variazioni allo spartito consueto: con il solo Pianu a prendere il posto di Viali al centro della difesa con Scurto al suo fianco, e Baccin (o Gissi, un mediano adattato al ruolo di terzino) e Dal Canto a presidiare le corsie laterali. In porta conferma anche per Calderoni, sulla carta un autentico felino tra i pali ed autoritario nelle uscite; un giocatore che potrebbe rappresentare la perfetta sintesi stagionale "di un vorrei...ma non posso" che ha sembrato caratterizzare il rendimento di molti dei giocatori del Treviso. A centrocampo appare probabile l'inserimento del neo arrivato D'Agostino e la conferma di Scaglia sugli esterni: due giocatori molto duttili, capaci di giocare indifferentemente su entrambe le fasce del rettangolo di gioco. Brevilinei, rapidi, sanno esser pericolosi quando si inseriscono in zona gol o per l'assist decisivo, ovvero concludendo loro stessi a rete con discreta disinvoltura. Senza dimenticare l'estro di Russotto un talento sul quale il Treviso ha puntato forte, preferendolo, di fatto, a Sestu ad inizio stagione: il rendimento dei due, per il momento, non ha premiato una simile scelta che, ad agosto, però, appariva affatto eccentrica o bizzarra. La diga centrale sarà, verosimilmente, composta dall'esperienza di Guigou e dalla essenzialità di Quadrini in attesa del pieno inserimento di Giunti, appena arrivato dal Chievo, un regista abile nel dettare i tempi della manovra e con un piede (il sinistro) capace di metter i compagni nelle condizioni di battere a rete anche attraverso lanci lunghi, ma estremamente precisi. Se recupera dal piccolo infortunio, la fase offensiva del Treviso cercherà molto Barreto, un vero gioiello che non riesce ad incidere in questo campionato quanto il suo talento lascerebbe, legittimamente, presupporre. Barreto è una seconda punta molto veloce, abile a saltare gli avversari nello stretto tanto quanto puntare la porta quando gli avversari gli condono generosamente qualche metro. Sa calciare con entrambi i piedi, oltre ad essere tremendamente smaliziato in area di rigore (...e noi questo aspetto del suo gioco lo conosciamo bene !). Suo compagno di reparto dovrebbe esser Piovaccari che fortunatamente è stato, questa settimana, ritirato dal mercato (due gol nelle ultime due partite quando sembrava già con un piede altrove), mentre dovrebbe accomodarsi, inizialmente, in panchina, insieme all'eterno Beghetto, il gioiellino Lupoli smanioso di ritagliarsi spazio e visibilità in questa sua esperienza nel Treviso. |
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| Ultimo aggiornamento ( Venerdì 25 Gennaio 2008 19:52 ) | |




