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Home Notizie L'avversario di turno 26a giornata: il Lecce
26a giornata: il Lecce PDF Stampa E-mail
Giovedì 14 Febbraio 2008 16:39
  Scritto da La Redazione   
La partita contro il Lecce chiude il terribile "trittico" settimanale rivelatosi, per il momento, decisamente avaro di emozioni positive, quanto foriero di delusione, amarezza e rabbia per due partite, quelle contro Frosinone e Bologna, che avrebbero potuto, e, forse, dovuto, portare in dote almeno un punto alla classifica dell'Avellino.
Un punto, ora, da strappare a Lecce. E non sarà facile.
In realtà la prestazione incoraggiante di Bologna ha rappresentato un segnale importante: di maturità e di presenza di spirito della squadra bianco-verde, da confermare, però, subito contro i giallorossi dell'ex Papadopulo, anche per spazzare via dubbi e perplessità sugli effetti che le legittime lamentele post Trefoloni, potrebbero aver determinato sull' "animus pugnandi" di ragazzi sempre encomiabili sotto quest'aspetto durante questo torneo.
E' comprensibile, infatti, che la società abbia voluto puntare l'attenzione sul tema della sudditanza arbitrale (leggi incidenza), tanto quanto auspicabile che la squadra non ne sia stata troppo distratta nella preparazione ad una gara oltremodo impegnativa come la trasferta a Lecce.

"All'equilibrista" Rocchi, uno dei pupilli di Collina, il compito di dare fondo alle sue doti migliori per evitare pericolose scivolate (presunti sgambetti o generosi favori che siano), ed al tenace e caparbio tecnico dei Lupi, Carboni, quello di trovare le giuste motivazioni per sollecitare adeguatamente l'orgoglio dei singoli e lo spirito di rivincita del gruppo certamente "provato e ferito", ultimamente, sia dal piede di Lodi sia dal braccio di Terzi.

Sulla consistenza del Lecce c'è poco da aggiungere a ciò che non appare evidente, scorrendo semplicemente i nomi della rosa a disposizione di Papadopulo: Zanchetta, Valdes, Tiribocchi, Abbruscato, Ariatti, Diamoutene, Ardito, tanto per citarne qualcuno, sono elementi assolutamente fuori categoria.
Una squadra di lusso ricca di qualità e di alternative.

Per assurdo, però, anche una squadra come quella di Papadopulo, potrà avere nella partita contro i Lupi, qualche piccolo problema di gestione, dovuto alla concomitanza di infortuni e squalifiche di qualche suo pilastro.
Attualmente, infatti, si stanno allenando a parte (non hanno partecipato alle partite recenti contro Triestina ed Ascoli) Tiribocchi ed Angelo, ed i provvedimenti disciplinari, sanzionati nell'ultimo turno di campionato, hanno determinato le automatiche squalifiche di Zanchetta e Valdes i due fantasisti, nonché i giocatori più imprevedibili della truppa leccese, riducendo cosi, e non di poco, il ventaglio di possibilità tecniche e tattiche per Papadopulo.
Quasi certo quindi la presenza, dal primo minuto, in mezzo al campo, dell'ex Boudiansky. Il ragazzo di Volcanask, reduce da una brillante stagione ad Ascoli, riprova a farsi largo nella serie cadetta dopo il campionato in chiaroscuro proprio con l'Avellino.
Interno raffinato e geometrico, non ha i colpi di uno Zanchetta o di un Valdes, ma in un centrocampo, ricco di talento con Ariatti, Munari, Ardito e Vives (o Giuliatto) resta una variazione assolutamente intrigante al tema consueto ed altrettanto funzionale per lanciare e sostenere bocche da fuoco, di primissimo livello, come Abbruscato e Tiribocchi, nel caso quest' ultimo riesca a recuperare dalle noie muscolari che, al momento, ne mettono in dubbio l'impiego per la gara contro i Lupi.
In attacco, Corvia, prelevato nello scorso mercato dal Siena è, comunque, pronto per sostituire Tiribocchi.
L'attaccante romano, più volte accostato anche all'Avellino in sede di campagna acquisti, assomiglia al Tir... di Fiumicino : è, per caratteristiche, la classica prima punta, bravo a proteggere la palla e far salire la squadra; l' ex Ternana e Siena dispone, inoltre, di un tiro potente, anche dalla distanza, ed appare assai temibile in elevazione.
A 24 anni è chiamato a giocarsi, meglio di quanto non abbia fatto finora, le sue chances per dimostrare, finalmente sul campo, le qualità lasciate intravedere durante il periodo giovanile nella Primavera della Roma.

Il Lecce che, quindi, si presenterà dinanzi alla Avellino, tatticamente, troverà sul terreno di gioco la sua immagine riflessa: tre difensori centrali (Polenghi, Diamoutene e Cottafava dovrebbero i prescelti di Papadopulo), cinque centrocampisti (con due esterni molto propositivi e pungenti sulle fasce ed un giocatore, in mezzo al campo, catalizzatore di gioco sul piano della manovra) e due punte.

Nonostante un assetto simile, la bilancia sembra, comunque, pendere dalla parte del Lecce; appare, infatti, ragionevole non nutrire eccessive speranze di un risultato positivo in una partita, sulla carta, dal pronostico apparentemente chiuso.
Anche se non è da sottovalutare la tendenza dei Lupi a giocare al 100% le partite con squadre tecnicamente più forti; una qualità, per esempio, già visibilmente emersa, nelle recenti gare contro Mantova e Bologna.
Sarebbe un'illusione credere che ci siano molte possibilità di espugnare il " Via del Mare", ma anche una valida prestazione sarebbe, comunque, importante per cementare e restituire al gruppo alcune certezze tecniche e psicologiche, se non parzialmente perdute, dopo gli ultimi risultati poco confortanti, certamente pericolosamente traballanti, anche alla luce dei prossimi, non facili ed importanti, impegni casalinghi contro Chievo ed Ascoli.
Senza trascurare, peraltro, la stanchezza, elemento comune alle due squadre, che potrebbe anche contribuire a determinare qualche piacevole sorpresa; le parole di Papadopulo ed Ariatti, in merito alla sconfitta con l'Ascoli, hanno lasciato trasparire un barlume di speranza per l'Avellino di giocare almeno un incontro in cui l'avversario possa risultare condizionato, nel rendimento, dalla non brillante tenuta fisica di qualche giocatore.
Le possibilità, poi, che queste parole possano trovare corrispondenza in una prestazione sottotono dei giallorossi, lo scopriremo sabato sul campo.