| 27a giornata: il Chievo Verona |
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Giovedì 21 Febbraio 2008 18:35
Scritto da La Redazione
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La prossima tappa nel campionato dei Lupi si chiama... Chievo. Un percorso tutto in salita, impervio, ricco di insidie che, però, finalmente (!), chiude il ciclo terribile iniziato con il Bologna e proseguito con il Lecce. Il rischio evidenziato già contro il Lecce ed assolutamente da evitare in questa occasione è quello di affrontare i Clivensi avendo un alibi già bello e pronto per l'eventuale passo falso : giustificazioni... precotte ; fastidiose, per chi le ascolta, e demotivanti, per chi, superficialmente le subisce. Il tempo del "sulla carta siamo inferiori" o del "Siamo sfortunati" o, peggio ancora, del "vittime sacrificali di sordide macchinazioni di Palazzo" è abbondantemente finito. E' tempo di essere uomini, anzi lupi, coraggiosamente convinti delle proprie possibilità, ripartendo, magari, da quelle certezze tecniche e psicologiche che avevano, nel girone di andata, tra mille difficoltà, descritto un Avellino assolutamente competitivo e pienamente in corsa per l'obiettivo finale. Nelle parole spese, in questa settimana, da Carboni e Lucchesi in un onesto, ma risoluto, confronto con la squadra, si legge, appunto, l'auspicio di tornare ad esser tali, una squadra cioè, un gruppo motivato, di gente che alla "causa" biancoverde ci tenga concretamente e che riesca a dimostrarsi nuovamente protagonista sul campo di gioco. Fermare il Chievo, ovviamente, non sarà facile, ma darebbe, non solo, credibilità alle intenzioni sbandierate verbalmente, ma, soprattutto, convinzione e fiducia ad un gruppo di ragazzi uscito visibilmente confuso e scoraggiato da questo ultimo mese di campionato. Sul piano tattico, l'Avellino dovrà stare molto attento a rimanere compatto e corto per non agevolare la rapidità e la velocità di esecuzione di giocatori come Obinna, Luciano e Pellissier, abilissimi ad attaccare chi, sventatamente, lascia spazi invitanti per le loro giocate, già, del resto, decisive nella gara di andata. Sarà interessante, quindi, prendere atto delle scelte di Carboni: se rimanere con la difesa a tre ed affrontare il trio di attacco del Chievo con una copertura praticamente individuale o se, viceversa, optare per una superiorità numerica nel reparto arretrato arretrando, con maggiore continuità, un esterno sulla linea difensiva. Luciano, Pellissier ed Obinna sono un trio di attacco davvero completo ed tecnicamente intrigante: il primo rappresenta il classico esterno, prevalentemente destro, abile predatore degli ultimi trenta metri di campo dove è tornato attore-protagonista di assist raffinati e giocate determinanti. Il secondo si sta dimostrando il consueto attaccante furbo e svelto in area di rigore, quest'anno, pericolosamente pungente persino nel gioco aereo grazie ad uno "sconosciuto" tempismo. Obinna, per la serie... piccoli talenti africani crescono, assomiglia sempre di più al connazionale Martins: velocissimo in campo aperto, ma efficace anche negli spazi brevi dove possiede un mortifero gioco di gambe; forse poco disciplinato, come quasi tutti i ventenni, ma, in serie B, simili atteggiamenti appaiono lussi che la squadra riesce ancora a consentirgli. Con gli uomini che si ritrova sia in attacco (dove Gasparetto e Troiano non dovrebbero esser in grado di recuperare ed il talentuoso esterno, ex Atalanta, Defendi è tornato a lavorare con il gruppo, solo a metà settimana, dopo aver superato un problema al polpaccio), sia a centrocampo, Iachini, ragionevolmente, ha scelto di privilegiare, in questo campionato, un modulo prevalentemente a trazione anteriore con tre attaccanti, tre centrocampisti e quattro difensori abbastanza bloccati a protezione del portiere Squizzi, tra i migliori della categoria, nonostante, talvolta, qualche piccolo calo di concentrazione. In mezzo al campo Marcolini, Ciaramitaro, Bentivoglio e Luca Rigoni (neo arrivato dal Vicenza nel recente mercato... una delle poche idee positive avute da Fedele quando era responsabile del mercato dei biancoverdi) si contenderanno le due maglie degli intermedi titolari per la partita contro l'Avellino: la qualità e la quantità di Marcolini, la solidità e la capacità di inserimento di Ciaramitaro (ex Lupo, voluto caparbiamente da Sonzogni nel 2002), la geometria di Bentivoglio, la tenacia e l'abilità nella fase di interdizione di Rigoni; comunque sia, Iachini ha davvero l'imbarazzo della scelta. Direttore d'orchestra e leader indiscusso in mezzo al campo resta Italiano, capace, davanti alla difesa, di risultare un frangiflutti difficilmente superabile e, contestualmente, un preciso metodista pronto nel lanciare celermente o costruire pazientemente l'azione offensiva del Chievo. In difesa la praticità di Iachini ha portato all'accantonamento progressivo di un promettente terzino fluidificante come Marchese (partito, poi, con destinazione Bari e sostituito nella rosa da Maldonado), preferendo privilegiare un assetto più cauto ed attento con quattro marcatori: Moro (o Malagò), Cesar, Mandelli e Mantovani. Una disposizione tattica estremamente lungimirante. Iachini, infatti, è apparso consapevole di non avere bisogno di esterni difensivi eccessivamente propulsivi, poiché la qualità individuale di alcuni giocatori risulta capace di creare e garantire , in molte zone del campo, quella superiorità numerica, altrimenti inseguita e ricercata con l'eventuale inserimento dei difensori. Sul valore individuale, il curriculum, questa volta, non sembra ingannare perché Moro e Mandelli sono state due colonne del Chievo dei miracoli; Malagò un jolly tanto prezioso, quanto sottovalutato; Cesar e Mantovani due autentici protagonisti delle vittorie, rispettivamente, di Catania e Torino in precedenti edizioni del campionato Cadetto. Ad "Harry Potter" Campedelli è riuscita davvero una bella magia. A Marco Pugliese, ed ai suoi lupi, sabato prossimo, il compito di saperla esorcizzare per un'ora e mezza... più recupero ! |
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| Ultimo aggiornamento ( Giovedì 21 Febbraio 2008 18:35 ) | |




