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Home Notizie L'avversario di turno 29a giornata: il Piacenza
29a giornata: il Piacenza PDF Stampa E-mail
Giovedì 06 Marzo 2008 18:47
  Scritto da La Redazione   
Il coraggio risulta, indubbiamente, una dote invidiabile, specie quando scaturisce da una saggia progettazione. Ed a Garilli e Riccardi, rispettivamente Presidente e Direttore Generale della società, piace esser innovativi.
Prima che gli investimenti tecnici su allenatori o giocatori sconosciuti, rappresentano indici rivelatori di questa opera di moderna pianificazione, l'attività, l'attenzione, i piani di sviluppo e di interazione tra una società di calcio ed il proprio ambiente di riferimento, inteso, sia chiaro, non solo nella accezione prettamente territoriale del termine.
Nel mondo calcistico moderno, infatti, anche nelle sue massime espressioni professionistiche, questa forma di interesse "sociale" rappresenta, a tutto oggi, una preziosa rarità.
Augurarsi, dunque, che la saggezza dei dirigenti piacentini possa tradursi alla fine di questo difficile campionato nel raggiungimento dell'obiettivo sportivo, sarebbe, per certi versi, quasi auspicabile, se non fosse che la classifica descrive il Piacenza come una concorrente più o meno diretta dell'Avellino nella lotta per non retrocedere.

L'esempio del Piacenza, infatti, potrebbe anzi dovrebbe, al momento opportuno, destare dal torpore chi, di questo tipo di attività, ancora oggi, solo approssimativamente, si domanda senso, valore e perché no, potenziale ed indiretta utilità per le positive ripercussioni di carattere economico.
In un calcio ancora facile alle suggestioni, nella comprensibile ricerca continua di risorse umane ed economiche, il Piacenza, dunque, preferisce tuffarsi nell'anticonformismo, rappresentando un vero e proprio raggio di sole nell'orizzonte del calcio italiano, proprio come, quando tutti si dedicavano alla ricerca dell' "esotico", si presentò, per il suo primo campionato di Serie A, con una squadra composta esclusivamente da calciatori.... "Indigeni".

Lasciando discorsi di marketing e parlando di ...campo, sul piano tecnico la scommessa principale di quest'anno si chiamava Remondina, un tecnico abbastanza sconosciuto al grande calcio, il cui 4-3-3 ha contribuito, non poco, a valorizzare il Sassuolo negli ultimi due anni.
Non si è rivelato, però, facile per Remondina portare avanti il suo  modello "pirotecnico" in una categoria sinonimo di concretezza ed infatti, la società, oltremodo perplessa e concretamente preoccupata per rendimento e risultati abbastanza deficitari ha deciso di provare ad invertire una tendenza, visibilmente pericolosa, consegnando le chiavi dello spogliatoio ad un nuovo comandante, Mario Somma, una guida, sulla carta, più esperta e avveduta per questa categoria, oltre ad esser un professionista decisamente motivato dopo le ultime sfortunate esperienze di Empoli e Brescia.

Il Piacenza, dopo il cambio di guida tecnica, è comunque rimasto una squadra, per certi versi misteriosa ed enigmatica capace di alternare ottime prestazioni e, contestualmente, anche scivoli improvvisi, ma sicuramente è risultato più regolare nel suo cammino verso l'obiettivo stagionale dichiarato, quello della salvezza, essendosi, di fatto, riuscito a tirare fuori, almeno per il momento, dalle sabbie mobili del fondo classifica con quei cinque/sei punti di distacco, dalla zona di allarme rosso, che rappresentano un'oasi di apparente tranquillità.
Nel mercato di gennaio ci sono state partenze importanti di Cacia, Kharja, Stamilla e D'Anna; ma si e' deciso, lo stesso, di puntare principalmente sul collettivo senza cercare l'arrivo di nomi particolarmente altisonanti alla luce del "tutti sono importanti, nessuno deve esser  indispensabile", riecheggiato anche  ad Avellino nelle ultime settimane.
Sono arrivati giocatori di qualità caratterizzati dalla voglia di consacrarsi come Tulli e Dedic ed un pretoriano di Somma, quel Serafini già con il tecnico ad Empoli prima, a Brescia poi.

In porta Somma, recentemente, ha imposto una pausa di riflessione al talentuoso Cassano, un portiere che, al pari del suo omonimo più famoso, deve acquistare continuità di rendimento e serenità caratteriale per fare il definitivo salto di qualità, dal momento che la sua esuberanza tecnica lo ha portato, talvolta, a cali di concentrazione delittuosi ed incomprensibili per le capacità a disposizione.
Spazio a Maurantonio, eterno secondo nell'Ascoli con qualche esperienza in serie C di medio livello: definirlo un punto di forza di questo Piacenza sarebbe eccessivamente generoso, tanto quanto superficiale non apprezzarne le indubbie qualità emerse, per esempio, sabato scorso contro lo Spezia, quando, a pochi istanti dal triplice fischio, e' stato decisivo nel parare il rigore del possibile 2-2 calciato, a dir la verità, malamente da Millesi.

Nei pressi della propria area schieramento a quattro con il dinamico Nef (squalificato) che a destra, probabilmente lascerà il posto ad Abbate, elemento duttile, impiegabile sia come terzino destro, sia come difensore centrale, con l'ex barese Anaclerio sulla fascia sinistra; senza escludere nemmeno l'inserimento dal primo minuto di Gemiti, un esterno sinistro di corsa, poco incline, però, a difendere e maggiormente a suo agio quando si tratta di giocare a sostegno della manovra offensiva e, per questo motivo, talvolta utilizzato anche come variante tattica per modificare, a gara in corso, l'assetto tattico del centrocampo.
Vedremo sul campo quanta e quale cautela avrà imposto la presenza sulla quella fascia di Sestu !
Al centro spazio per il collaudato Olivi, promessa, rimasta tale, di Cesena prima e Salernitana poi e Iorio, ex terzino sinistro di scuola genoana, che Somma, in questa stagione, ha reimpostato difensore centrale con discreti risultati.
Alternativa per il reparto è Zammuto, acerbo ma promettente difensore prodotto del vivaio granata.

In mezzo al campo conclusa la deludente esperienza-Kharja, un regista dal rendimento incostante, trasferitosi a Siena dal suo mentore Beretta, giostrano Riccio, un giocatore tutto grinta e generosità, e Patrascu, un mancino, di buona tecnica individuale, spesso sottovalutato nell'economia del gioco offensivo, dotato, persino, di dinamismo e forza fisica apprezzabili in fase di interdizione; due elementi, insomma, in grado di costruire una struttura solida di un reparto dove l'Avellino fa terribilmente fatica a trovare, per motivi risaputi e comprensibili, una fisionomia certa e convincente.
Intermedio destro dovrebbe giocare Bianchi, metronomo importante nell'organizzazione tattica (Wolf , possibile alternativa ha più corsa, ma meno sagacia), per poter, cosi, sostenere uno schieramento che, nelle intenzioni di Somma, dovrebbe prevedere almeno tre giocatori dalle spiccate doti offensive.
Il Trio "Serafini, Tulli e Dedic" potrebbe rappresentare l'opzione privilegiata da Somma per la partita contro l'Avellino:  Serafini, una mezza punta abilissima nell'inserimento ed oltremodo incisiva sotto rete;  Tulli, riferimento centrale mobile ed abile nelle sponde; e lo sloveno Dedic come attaccante esterno pericoloso nel ruotare attorno al centravanti proprio per infilarsi negli spazi e concludere a rete. 
Guzman, giocatore, da anni, dal rendimento indecifrabile,  rappresenta una opportunità tattica, come mezzapunta centrale o seconda punta, mentre Simon potrebbe esser chiamato per dare al reparto di attacco, in caso di auspicabile necessità (!), un maggior peso specifico negli ultimi sedici metri.
Nel ruolo di esterno destro, sembrerebbe partire, quindi, di rincorsa Padalino: un giocatore assai interessante, nel mirino di squadre di serie A tra cui, certamente, la Sampdoria, ed autore del gol-vittoria nella inopinata gara di andata.

Una partita difficile, un avversario scorbutico, aspetta l'Avellino.
Un risultato positivo sarebbe acqua per... gli assetati: il modo in cui l'Avellino proverà a cercarlo, rispondendo sul campo alle sollecitazioni di questa settimana,  potrebbe, però, rivelarsi anche indicativo delle possibilità di centrare, qualunque sia il risultato ottenuto, un obiettivo stagionale fortunatamente affatto compromesso nella sostanza nonostante qualche inaspettato, e per questo più fastidioso, passaggio a vuoto di troppo.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 06 Marzo 2008 18:49 )