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Home Notizie L'avversario di turno 35a giornata: il Vicenza
35a giornata: il Vicenza PDF Stampa E-mail
Giovedì 10 Aprile 2008 21:44
  Scritto da La Redazione   
In una giornata ricca di gare interessanti al vertice della classifica (tra tutte  Chievo-Bologna), alle nostre latitudini tiene banco, ovviamente, altro confronto di vertice... play-out: quello tra Avellino e Vicenza, con questi ultimi chiamati a difendere la posizione in graduatoria dai progetti e dalle ambizioni bellicose dei Lupi di Calori smaniosi, a loro volta, di riscattarsi dopo la deludente prestazione casalinga contro il Grosseto.
L'Avellino proverà a mettere paura alla squadra di Gregucci, reduce, viceversa, dall'importante pareggio di sabato scorso, in quel di Pisa, che ha rappresentato, per i Veneti, il quinto risultato utile consecutivo (una vittoria e quattro pareggi) ed, in ottica più generale, la consapevolezza di essere una squadra tonica, un segnale certamente incoraggiante nella corsa verso la salvezza.

Sfumare il significato della sfida sarebbe auspicabile, considerando qualche limite sul piano psicologico talvolta evidenziato dai lupi; considerarla una partita al pari delle altre, però, non è possibile: se l'obiettivo dell'Avellino è la salvezza senza passare per le insidie dei play-out, a Vicenza sabato prossimo passerà un treno certamente importante, forse non ancora definitivo, ma essenziale per alimentare concretamente l'ambizioso obiettivo.
Non perdere, prima di tutto, è basilare.
Un risultato positivo potrebbe significare conservare il vantaggio nel doppio confronto contro il Vicenza e nell'ipotesi, affatto remota, di una classifica avulsa che coinvolga anche il Treviso, pareggiare a Vicenza equivarrebbe a rimettere tutto in discussione dal momento che le tre compagini si ritroverebbero tutte a cinque punti con una differenza reti tra gli stessi incontri (criterio discriminante in caso di parità di punti nella classifica avulsa) addirittura favorevole ai Lupi.


Ma voliamo basso, perché l'impegno non è affatto semplice: i nomi dei calciatori che compongono la rosa del Vicenza incutono rispetto, anche se il rendimento notevolmente altalenante che ha caratterizzato il campionato dei bianco-rossi, anche dopo la rivoluzione invernale con gli arrivi di giocatori del calibro di Andreolli, Bernardini, Fortin, Minieri, Matteini, Passiglia, Perrulli e Zampagna (... in rigoroso ordine alfabetico !) lascia spazio a fiducia, anche in considerazione di una buona settimana di lavoro per i lupi, dove, a parte Maietta, tutti sembrano sulla via del pieno recupero fisico ed atletico.
Anche in casa vicentina la rosa pare quasi completamente a disposizione di mister Gregucci: Martinelli, difensore eclettico tra il centro e la fascia destra, pur soffrendo di un dolore articolare al ginocchio destro e rimanendo, quindi, in dubbio per sabato, è rientrato a lavorare con il gruppo.
Solo il talentuoso difensore scuola Inter, Andreolli, per i postumi di un forte trauma contusivo al ginocchio sinistro, e l'esterno di attacco Marchesetti risultano certamente indisponibili per la gara con l'Avellino.

La rivoluzione del mercato di Gennaio, se non ha fatto registrare una netta inversione di tendenza, quanto a risultati, ha, però, indotto Gregucci a cambiare, in parte, il modulo, passando da un 4-2-3-1 ad una organizzazione più accorta ed attenta con un regista in mezzo al campo, Bernardini, affiancato da due mediani pronti a proteggerlo, un solo esterno laterale, Raimondi, una seconda punta molto mobile, Matteini, oltre al consueto riferimento offensivo centrale, Zampagna (non ce ne vorrà Sforzini) sulla carta, molto più incisivo sotto rete del precedente.
Bernardini a Roma, da dove fu lanciato da Mazzone nel grande calcio, veniva chiamato "Il Professore" per i modi sicuri e cattedratici con cui guidava il centrocampo nelle giovanili, è un regista dai piedi decisamente buoni; la sua carriera, probabilmente, avrebbe potuto regalargli molte più soddisfazioni di quelle effettivamente conseguite, ma una certa discontinuità di rendimento ed un dinamismo... affatto esasperato ne hanno caratterizzato e frenato la completa affermazione ad altissimi livelli. Rimane un centrocampista di altri tempi che, se motivato, in serie B "se la comanna"... come direbbero dalle sue parti !
Morosini, entrato nel giro dell'Under 21 con il doppio marchio di qualità di esser cresciuto nel vivaio atalantino e svezzato al professionismo da quella fucina di talenti che si chiama Udinese, insieme al compagno di reparto Passiglia (o Helguera, fratello del campione del Real Madrid) saranno i... body-guard del Prof. e, contestualmente, i procacciatori di palloni tra i piedi dei nostri interni di centrocampo.
Sugli esterni si dovrà fare notevole attenzione, sulla destra del versante di attacco vicentino, alle accelerazioni ed agli spunti di Raimondi, un esterno, spesso colpevolmente sottovalutato, tecnico ma dotato anche di grossa resistenza, una potenziale spina nel fianco sinistro dei lupi.
Mentre a sinistra, quasi sicuramente, giostrerà Matteini, una punta assai veloce, dallo sviluppato senso del gol. Un cobra in area avversaria, ma capace di rendersi insidioso e pericoloso anche partendo da lontano, come all'epoca del Pescara di Sarri ovvero del primo Empoli di Cagni quando si adattò, con discreti risultati, persino al ruolo di trequartista esterno.
Non che i giocatori citati non siano di qualità, ma l'avversario più temibile, sabato prossimo, sarà, inutile nasconderlo, Zampagna: un attaccante centrale dallo stile apparentemente sgraziato che vede la porta come pochi.
Determinante in area con il suo opportunismo, pericoloso da fuori con una conclusione secca e precisa e molto abile anche in acrobazia (ricordiamo una sua straordinaria realizzazione a Firenze dove lasciò immobile ed impreparato persino un portiere del calibro di Frey ).
Grintoso come pochi; ragionevolmente, da un punto di vista tecnico, per il Vicenza rappresenta quello che un Biancolino in forma, comprensibilmente, rappresentava per il tifoso del lupo: un'arma letale.

Le alternative e le armi tattiche non mancano nella faretra offensiva di Gregucci: frecce, potenzialmente velenose, potrebbero esser Capone, un fantasista di ottima tecnica individuale, micidiale nel creare la superiorità numerica, saltando gli avversari, ovvero nel regalare l'assist vincente al compagno meglio piazzato; Masiello, una mezza punta abile sia negli inserimenti sia nel concludere a rete con un velenoso piede mancino, oppure Perrulli un esterno di centrocampo estremamente concreto.

In difesa il panorama appare certamente meno gratificante: Minieri, Cudini, Scardina e Brivio dovrebbero esser i titolari, con Fortin tra i pali. Un'organizzazione difensiva che fa molto affidamento sul complesso piuttosto che sul talento individuale dei singoli; un reparto che potrebbe, quindi, soffrire l'intraprendenza di Sestu e la vivace furbizia di Salgado.

Servirà cuore, coraggio ed un pizzico di faccia tosta: noi ci crediamo !