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AVELLINO - Nel corso della presentazione del nuovo tecnico dell’Avellino, il Presidente Rodomonti ha voluto sgombrare il campo da ogni equivoco e per farlo non è ricorso a tanti giri di parole: -Il nostro progetto non cambia, Sasà Marra non è un ripiego, è un tecnico che gode della stima e della totale fiducia della società. Il resto sono illazioni. Stop.-
Nei ricordi dei tifosi biancoverdi c’è l’immagine di Marra che a Crotone deposita il pallone in rete e riconsegna all’Avellino quella serie B che mancava da troppi anni; ora, in quegli stessi tifosi, c’è la speranza che Sasà possa riportare questa squadra nel calcio professionistico. -Al di là della promozione finale, che ha consacrato un momento bellissimo della mia carriera, quei dieci mesi ad Avellino hanno rappresentato una esperienza intensa che ha fatto entrare nel mio cuore questa piazza. Manco dal Partenio da tanto, per discrezione e per non creare, eventualmente, fastidio a D’Arrigo, ho sempre evitato di seguire gli allenamenti e le partite dell’Avellino. Ora sono qui, sono un giovane allenatore pronto e carico per questa avventura. L’unico imbarazzo, se vogliamo, è quello delle telecamere e delle interviste: mi conoscete, anche da calciatore cercavo di evitarle. Però, per il resto, il passato si azzera e si pensa al presente ed al futuro, cercando di farmi ricordare anche come allenatore; ovviamente, in positivo. Mi piacerebbe tanto legare il mio nome ad una nuova promozione, questa volta come tecnico, però, adesso, stiamo sognando ed io sono un tipo realista: la realtà dice che siamo distanti dieci punti, è questa la realtà e con essa dobbiamo fare i conti tutti quanti. Magari è anche crudo dire questa cosa in questo momento ma lo preferisco; sicuramente lotterò fino all’ultimo e mi arrenderò soltanto quando la classifica non mi dirà: “Basta, non lo puoi vincere”-.
Quando si arriva all’esonero di un tecnico è chiaro che problemi e difficoltà non manchino. Cosa occorre per risollevare questa squadra? -E’ evidente che se sono qui è perché le cose non stavano andando bene. Sarebbe fin troppo semplice, a parole, dire che farò questo e quello. In realtà, come ho detto, non ho mai visto questa squadra; emerge, però, dai dati, il fatto che prende troppi goal e su questo intendo lavorare. Sia chiaro che non sto mettendo sul banco degli imputati i difensori in quanto la fase difensiva, come quella offensiva, è sempre il risultato del comportamento di undici calciatori. So che vi sono alcuni elementi che stanno attraversando un momento di difficoltà e sarà compito mio aiutarli, iniziando a spiegare bene che questa piazza vuole poco per trasformare le critiche in applausi. Nei momenti di difficoltà, qui, sembra che ti cada lo stadio addosso però, so benissimo, se gira la ruota non ha nulla da invidiare a piazze di serie A. Io ci sono stato ad Avellino, io me li ricordo i trentamila spettatori in una serie C che non sembrava essere tale. Non vedo l’ora di parlare alla squadra, dirò poche ma chiare cose. Il mio Avellino dovrà essere magari anche brutto ma sicuramente aggressivo, evitando di far ragionare i calciatori importanti che, seppure siamo in serie D, non mancano nelle altre squadre e cercando di sfruttare i nostri uomini migliori-.
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