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Tisci: "Lascio per un atto di onestà" PDF Stampa E-mail
Giovedì 17 Dicembre 2009 14:05
  Scritto da La Redazione   

AVELLINO - Ivan Tisci era giunto ad Avellino con grande entusiamo e convinto di poter dare quel che società e tifosi si attendevano da un calciatore del suo valore e della sua esperienza; va via deluso, con se stesso soprattutto, per un'avventura che immaginava diversa e che, invece, ha rappresentato uno dei peggiori momenti della sua carriera:
"Non mi era mai capitato di lasciare una squadra in questo modo, ma il mio non è un abbandono è un atto di onesta e rispetto verso questa società e verso questa città. Ero venuto con tanti buoni propositi, purtroppo non sono riuscito a calarmi nella realtà di questo campionato. Mi assumo tutte le colpe di questo, non le scarico su nessuno e ringrazio la società che mi ha sempre tutelato."

Ivan vuole solo lasciare un buon ricordo di sè, come uomo, ed anche per questo chiarisce che "non sono venuto ad Avellino a svernare, come ha detto qualcuno; fosse stato così sarei rimasto fino alla fine e non avrei rinunciato al contratto in essere, pensando ai soldi. Invece, per il bene di tutti, per rispetto verso me stesso e verso una società che con me si è comportata benissimo, ho preferito andare via, consapevole che, magari per un fatto mentale, non riuscivo a dare ciò che avrei voluto. Magari, chissà?, vado via io e l'Avellino cambia marcia. Lo spero per tutti e per i miei compagni. Sappiate che l'Avellino da oggi ha un tifoso in più".

Non nasconde che, a questo punto, sia tutto estremamente difficile:
"I punti di ritardo sono tanti e non c'è una sola squadra su cui recuperare. Ma nel calcio può accadere di tutto e magari, ora, senza l'assillo mentale del primato da raggiungere a tutti i costi, vivendo alla giornata, questa squadra può ottenere sette o otto vittorie consecutive e riaprire ogni discorso. Mi auguro che accada da domenica prossima".

Infine un consiglio a tutto l'ambiente:
"L'ambiente, tifosi e stampa, devono dimenticare di pensare all'Avellino di un tempo, ora si è in una realtà nuova e difficile. Il Cosenza ci ha messo sei anni per uscire da questo inferno, lo stesso Messina fatica da due anni e non riesce ad essere protagonista".

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 17 Dicembre 2009 18:22 )